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La festa dell’uva

 di Alessandro Delli Quadri

allegra brigata
allegra brigata

Nell’ambito dell’annata agricola, la vendemmia era la più lieta fra tutte le attività e, a differenza delle altre operazioni, riusciva a valorizzare anche mano d’opera non specialistica dando così possibilità ad una lieta comitiva di parenti ed amici di prestarsi alla raccolta dell’uva trascorrendo una serena giornata all’aperto al dolce sole di ottobre.

Carro carico di uva trainato da cavalli
Carro carico di uva trainato da cavalli

Gli usi agnonesi si erano venuti conformando alla nota di gioia cui si accennava dianzi partendo all’alba in comitiva per la vigna, cantando in coro o anche al suono di un tamburello. Un altro segnale di festosità proveniva dal suono dei campanelli attaccati, per l’occasione, ai collari dei cavalli e il cui tintinnio dava al loro passaggio, diurno e notturno, un carattere di lieta laboriosità.

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Viene spontaneo fare il raffronto con la nostra epoca che ha spazzato via gli usi gentili per un più rapido ed efficiente trasporto delle uve o del mosto con automezzo e vietando alla lieta brigata di dar una mano nel timore di dover instaurare un rapporto di lavoro con tanto di contributi previdenziali.

La pigiatura
La pigiatura

Anche la pigiatura serviva di pretesto alle affiatate comitive di amici per poter partecipare simbolicamente alle notturne operazioni presso la vasca del palmento, con l’epilogo di una spaghettata a lume di lucerna.
In diverse zone d’Italia la vendemmia è sottolineata da manifestazioni varie evolutesi nel tempo che hanno tutte, come significato ultimo, la valorizzazione del prodotto, anche a fini puramente commerciali.

Agnone, negli anni dal 1930 al 1938, ha festeggiato la vendemmia con splendide sagre dell’uva. Chi scrive ha solo vaghi ricordi al riguardo, ma da documentazione esistente presso la Biblioteca Comunale, in particolare da “l’Eco del Sannio”, è possibile ricostruirne le fasi.

Allegria e convivialità
Allegria e convivialità
Immagine di repertorio di un'antica festa dell'uva
Immagine di repertorio di un’antica festa dell’uva

Nel 1931, dato il successo della manifestazione nell’anno precedente, si avvertì la necessità di ampliare il comitato con esponenti della scuola e della politica. La scenografia prevedeva la sfilata di un autocarro e di un carro. Su quest’ultimo, addobbato magnificamente e trainato da due muli, trovarono posto “graziose signorine, bimbetti e vivaci giovanotti” in costume. A completare l’attrazione, il sig. Pasqualino Del Papa accompagnò i canti con il suono dell’armonium sistemato sul pianale. Fu eseguita con successo la canzone “Sciore perduto” e il corteo attraversò trionfalmente tutto il corso.
Nel 1932 compare la dicitura “Sagra dell’uva” e la festa fu anticipata ad agosto. Oltre al carro attrezzato per la vendita dell’uva sfilò molta gente a piedi, quindi molte soste in un’atmosfera delle più liete.

Ancora un'immagine di repertorio di una moderna festa dell'uva

Il 1° settembre 1933 si tenne la quarta edizione. Il carro, ad indicare la politicizzazione della festa, trasportò “vispi Balilla e Piccole Italiane”. Un corteo di giovani in costume attraversò il corso cantando e ballando al seguito del carro. Al pomeriggio, nella sala Littorio, ci fu la premiazione. L’uva non fu messa in vendita, ma offerta gratuitamente.

25 - 27 settembre_ Festa dell'uva e dei vini
Nella manifestazione del 25 ottobre 1934 niente carro. Ma il corteo superò ogni aspettativa. Sfilò tanta gioventù in costume, sia a piedi che su cavalli in tenuta di gala e in piazza Vittoria ci fu il ballo con fotografia di gruppo. Il relativo articolo dell’Eco chiude con la cronaca di uno scolaro che osserva quanto accade intorno mangiando “avidamente” un grappolo d’uva.

Per i bambini la vendemmia è un'autentica festa
Per i bambini la vendemmia è un’autentica festa

Le cronache degli anni successivi evocano la indimenticabile atmosfera di letizia giovanile, segno inconfondibile del successo che la manifestazione aveva incontrato.
Nel 1938, ultimo anno riferito dalle cronache locali, la sagra si sovrappose alla festa religiosa del Rosario e si tenne il 2 di ottobre. Il corteo fu, forse, il più spettacolare, grazie anche alla partecipazione del complesso musicale presente in paese.

Festa popolare con banda
Festa popolare con banda

Al di là dell’aspetto politico, la festa aveva fatto presa su tutti, giovani ed anziani, segno che l’atmosfera indotta si era radicata nel vissuto di tutta la popolazione. A riprova citiamo il ricordo struggente che ne hanno i nostri emigrati di una certa età. Vien spontaneo domandarsi se sia il caso di ripristinare tale festa popolare e per questo giriamo la richiesta al chi di competenza.

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[1] Alessandro (detto Sandro) Delli Quadri. Nato ad Agnone nel 1930. Vissuto per la maggior parte della vita a Parma, in Emilia, non ha mai dimenticato le tradizioni, i fatti, i personaggi del nostro paese. È morto il 28/3/2014, all’età di 84 anni. Di lui restano pagine indimenticabili che ha pubblicato, oltre che su Altosannio.it, anche sull’Eco dell’Alto Molise e sulla Gazzetta di Parma.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
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About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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