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La FAMIGLIA nei modi di dire dell’ Altosannio

a cura di Enzo C. Delli Quadri

SaggezzaContribuiscono a questo contenitore dei “Modi di dire” tanti amici almosaviani dell’ ALTOSANNIO  (Alto Molise Sangro Vastese), ciascuno con il suo modo di scrivere che presenta differenze, ma dimostra una assoluta identità di ceppo linguistico.

Maria Delli Quadri, Claudio Amicome e Marracino Benedetto, Aquilino Ingratta, Daria Ciampaglia, Domenico Meo, Nicola Mastronardi, Fabrizio Fusco, Anna Di Domenico, Irma Elisa Catolino, Maria Antonietta Gentile, Ida Busico, Raffaele Di Ciocco, Gustavo Tempesta Petresine,Rosanna Campana, Maria Santucci, Celesia Fiocca, Elisabetta Fabrizio, Vittoria Di Pardo, Maria Loreta Iacobozzi, Giada Credendino, Gorizia Orlando.

In altri tempi la saggezza popolare spesso si esprimeva attraverso indovinelli, proverbi e sentenze. Era un vero manuale di sapienza pratica che rivelava l’umanità dell’uomo e della donna, perché ritraeva ciò che quotidianamente cadeva sotto i loro occhi. In mezzo ad una civiltà che continuamente si evolve, ancora oggi essi sfidano il tempo resistendo alla corsa delle cose, quasi a temprarne le asprezze (Maria Delli Quadri)

Il contenitore dei Modi di Dire contiene riferimenti ad amore, amicizia, bellezza, bontà, cattiveria, clima, famiglia, lavoro, negozio, ricchezza, salute, società, virtù e vizi.

Qui si parla di  FAMIGLIA 

La Famiglia

Figl, jenr e nput, chell ch fai è tutt prdut

Figli, generi e nipoti, quello che fai è tutto perso.

Parent a cappijeall n’entra cuviell, parent a maccatiur endra sechiur
Parente al marito non entra nessuno, parente alla moglie entra sicuro

Cìent l’alluach, una l’affùach.
Cento le sistemi una l’affoghi. Ceto figlie le sistemi, una l’affoghi (la tieni in costrizione)

Chi tè ‘na figlia l’affoca chi netè cient l’alloca
Chi ha una figlia l’affoga (la tiene in costrizione), chi ne ha cento le fa sposare

La cumbdenza è la mamma d’la mala crianza.
La confidenza è madre della cattiva educazione

R’ guii d’ la tina r’ sa r’ manier.
I guai della tina li conosce il mestolo. I problemi di famiglia o di altro gruppo di persone li conoscono solo i componenti stessi.

Marite e figlie gna die te re dà, te le piglie
Marito e figli come Dio te li dà, cosi te li tieni

Ngoppa all latte ne ge cacan mosche.
Tenere ben celate le cose che interessano lo stretto abito della famiglia e non farle sapere in giro.

R’ uié de la pigniéta r’ sa la cucchiéra.
I guai della pignatta li sa il cucchiaio. La verità la solo chi la vive.

Da chi n’ s’ maroita e ntè figlie, ne nge iòie, ne pe solde e ne pe cunsiglie
Da chi non  ha fatto un matrimonio o non ha figli, non andare ne per soldi ne per consigli

quande la zita zè maretieta, escene tutte re nnammurieate
quando la zitella si è sposata vengono fuori tutti gli innammorati

Pasquà moglieta s’è fəgliata?- scioinə pruopria asaira – ha fattə ru citrə? – no è femməna – e mò auriə lesctessə!
Pasquale tua moglie ha partorito? Sì proprio ieri sera Ha avuto un maschio? No, è femmina! Va bene, auguri lo stesso! (questa frase vuole confortare colui che sarà deluso per non aver avuto un figlio maschio)

Chi è pizzuta si marita e chi no…armana zita
Chi è  sfrontata si marita, chi no…rimane zitella

Chiécchiara vò la zita e può zaddorme.
Chiacchiere va cercando la sposa per poi addormentarsi. La sposa vuole sempre essere al centro delle attenzioni per poi addormentarsi nelle braccia dell’amato.

Pe fa la femmena bella, ce vò l’uove e la cannatella.
Per fare la donna bella, ci vuole l’uovo e il vino.

La cheasa addo` cummanna la moglie è na cheasa d pregieune….
La casa dove comanda la moglie è una prigione…..

Nuttata longa e…figlia femməna
nottata lunga e figlia femmina (questa frase nasconde, per gli uomini, il desiderio della continuazione della propria stirpe)

Acqua fina é fémmena cenénna frécane l’uomene.
L’acqua fine e la donna di piccola statura fregano l’uomo (maschio). Perché non si presta conto alle dimensioni e alla consistenza ma le conseguenze sono per la salute e per i rapporti con la donna che astutamente lo frega.

Chi toie la faccia tosta se maroita ma chella che s nabbreogna armeana zoita
Chi ha la faccia tosta si marita, ma quella che si vergogna rimane zitella

Quand la femmena n’n vuò,  ru dievr n’n cià pò
Se la donna non vuole nemmeno il diavolo ci riesce.

La vècchia che ne vuléva murì chiù stéva è chiù ne vuléva sapé.
La vecchia che non era sul punto di morte voleva essere presa in considerazione ed essere al centro dell’attenzione. Come tante persone che fanno finta di star male e pretendono tante cure.

Acqua scorre è sanghe strégne.
 Acqua scorre e sangue stringe. La parentela ( il sangue) è quella che ti aiuta al contrario degli altri (l’acqua) che scorre e si allontana.

Na mamma campa ciénte figlie, ciénte figlie n’ campane na mamma.
Una mamma riesce a campare cento figli, cento figli non sono capaci di campare una madre. Basti vedere quel che succede oggi per averne la precisa corrispondenza.

La pignata rotta và spèrta sett’ianne pe’ la casa.
la pignata rotta va in giro 7 anni per la casa.  Le cose inutili le hai sempre tra le mani…….

Figlia n’fascia, dote alla cascia.
Se hai una figlia nelle fasce provvedi a fargli la dote e conservala nel baule. Sii previdente nel fare la dote alla figlia femmina.

R’ figlie mupe r’capisce suole la mamma.
Il figlio muto lo capisce solo la madre. La dedizione materna per un figlio è unico ed incomparabile esempio di amore ed affetto disinteressato che, anche in questo detto, trova validità e conferma.

N’è la atta, ma è la padrona ch’è matta.
Non è la gatta che fa dispetti, ma è la padrona che lascia le cose senza riporle al loro posto.

A ‘sctù vcnijat c’è passat nu lup e tutt ‘l feimmn bell c l’ha magniat, c’è rmasa la cchiu lngacciuta ca p la leinga n’n c’è maritiata!!!
In questo vicinato è passato un lupo e tutte le belle donne ha mangiato; è rimasta solo quella linguacciuta che per la sua lingua non s’è sposata. Le donne troppo pettegole finiscono per non trovare marito.

A tavula e a liette n’ge sta respiette.
A tavola ed a letto non c’è rispetto

Chi ce pia na paisana veve alla votte; chi ce pia na frastera, veve alla buttia
Chi sposa una compaesana, beve alla botte; chi sposa una forestiera, beve alla bottiglia. Richiama il detto moglie e buoi dei paesi tuoi

La allina fa l’uove e a ru ualle re prode ru cule
La gallina fa l’uovo  ed al gallo gli prude il culo. La donna deve affrontare fortissime sofferenze, come, per esempio, il parto; ma sembra che sia l’uomo a soffrire maggiormente.

La moje è mezze pane
La moglie è mezzo pane. Un chiaro richiamo all’importanza della moglie.

Mazza e panielle fanne re fie belle; pane e senza mazza fanne re fie pazze
La mazza  ed il pane fanno i figli belli; Il pane senza la mazza fa i figli pazzi

Morta la criatura è fenuta la cumparanza
Morto il neonato è finito l’esser compari. Si è compari, finchè il bambino sia in vita.

Re pariente so com’e re diente; chiù so stritte e chiù fanne male.
I parenti sono come i denti; più son stretti e più fan male.

La prima moje è scopa d’ casa; la s’conda “donna” è  chiamata
La prima moglie è scopa di casa; la seconda “donna” è chiamata. Un grave difetto della nostra società che sacrifica sempre la prima moglie (!?!?!)

‘N ce sta chiesa senza Croce, ‘n ce sta casa senza uaje
Non c’è chiesa senza Croce, non c’è casa senza guai.

R’ parient so com r’ st’val, chiù so stritt e chiù fann mal
I parenti sono come gli stivali, più sono stretti e più fanno male

Ogni casa te nu pince rutte
Ogni casa ha una tegola rotta.

Prima re cunfiette e po’ re defiette
Prima i confetti, poi i difetti. Solo dopo le nozze si scoprono i difetti degli sposi.


Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

6 commenti

  1. I DETTI ANTICHI sono belli e validi, condivisibili da persone come me, avanti con gli anni…Noi li abbiamo sentiti, anche se non proprio tutti, dai nonni e/o genitori. Quindi ne apprezziamo il sapore, collegato all’affetto reciproco che ci legava…Perciò gradisco leggerli! Ma quanti giovani ascoltano oggi i detti dei nonni? Molto pochi credo. A cominciare da me io non li cito spesso, vuoi per il poco tempo che si trascorre insieme _nonni e nipoti_ vuoi per l’immancabile “prestazione” culturale, dei mass-media, che pontificano e attraggono i ragazzi di oggi… Ma i frutti maturano in autunno e la saggezza maturerà anche nei nostri figli e/ o nipoti col tempo… NELL’AUTNNO DELLA LORO VITA.

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