La famə

di Antonia Anna Pinna [1]

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La famə

Nə muccechə də panə
so arrubbatə
a tejə ca magnə
senza dì n’de bunə.

La grascia tə sətterra
gnianzə tiembə
però tə pu murì
biellə cundiendə.

Lə dolcə lə si missə
sopra a tuttə
a rammanda
chə zucchərə j vanella.

Tə si frecatə
na buttiglia sana
i jeje mə so attaccatə
alla cannella.

Alla salutə allora
amichə biellə
chə tə pozza scagnia
lə lupə pə na pəcurella.

La fame

Un boccone di pane
ho rubato
a te che mangi
senza assaporare.

L’abbondanza ti sotterra
prima del tempo
però potrai morire
molto contento.

Il dolce l’hai messo
sopra il resto
a coprirlo
con zucchero e vaniglia.

Ti sei bevuto
una bottiglia intera
e io mi sono attaccato
alla fontanella.

Alla salute allora
amico bello
che possa scambiarti
il lupo per una pecorella.


[1] Antonia Anna PinnaAbruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

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