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La CORNIOLA: amore e salute in quel di Pescocostanzo

di Enzo C. Delli Quadri

Pescocostanzo, uno smeraldo, posto a 1350 m. sul l.m., incastrato tra faggeti e montagne, attraversato da sentieri percorsi, nel tempo, da cardinali, pastori e furfanti.

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I suoi palazzi signorili e le sue chiese sono lì a testimoniare la sua storia piena di cultura giuridica, filosofica, storica, matematica, letteraria accompagnata da un notevole culto dell’arte (nel 1774 Pescocostanzo, riscattandosi dal dominio feudale, assunse il nome di Universitas Sui Domina (Comunità padrona di sé)  motto che fregia tuttora lo stemma comunale. La presenza di un consistente numero di opere d’arte nel piccolo borgo aquilano trova spiegazione in due fattori: le notevoli risorse economiche di istituzioni pubbliche e dirigenti e la disponibilità di maestranze in grado di realizzare opere in pietra, marmo, ferro battuto e legno, tradizioni artigianali tramandate dopo l’immigrazione dei mastri lombardi tra ilXV el XVII secolo.

A Pescocostanzo, la Corniola è sinonimo di amore e salute 

Amore

La Corniola come segno di Amore (la foto appartiene al Laboratorio d’arte orafa “Trine d’oro” di Colamarino Roberto)

 La Corniola è un anello, forgiato da valenti orafi, con fortissimo valore simbolico.

Di per sé, la forma circolare dell’anello è simbolo di eternità. Nell’antica Roma il diritto di adornarsi con anelli (di ferro) era inizialmente concesso ai soli sacerdoti; con il passare del tempo, però, tale onore venne esteso anche a cavalieri e senatori che però utilizzavano anelli d’oro. In seguito venne utilizzato nei fidanzamenti e nei matrimoni come augurio di stabilità, col nome di vinculum .

La Corniola di Pescocostanzo,  tipico della sua tradizione orafa, si rifà a questa simbologia,  con la duplice funzione di fede nuziale e di pegno tra i fidanzati.

Il suo nome nasce dal fatto che il castone è impreziosito da una corniola incisa con un profilo femminile o maschile di ispirazione mitologica o storica.

Salute

La Corniola come segno di Salute

La Corniola è una varietà di Calcedonio e appartiene alla famiglia dei Quarzi. E’ una pietra semipreziosa, molto diffusa e conosciuta, di un bel colore rosso-arancio-bruno-marrone.

La Corniola,  nella cristalloterapia (www.gemmeecristalli.com),  è associata al II° chakra, situato all’altezza dell’ombelico, che più di tutti gli altri, rappresenta la vita ed il nucleo della forza vitale, fisica e psichica. La Corniola infonde vitalità, ottimismo e allegria, nonché stabilità, concretezza e razionalità.

Ritenuta probabilmente l’emblema della vita oltre la morte, gli antichi egizi usavano inserirla nelle tombe con lo scopo principale di accompagnare i defunti nell’aldilà e per propiziare e celebrare la nuova vita. In tempi più recenti la Corniola continua ad essere considerata un talismano contro ogni tipo di negatività e di mala sorte. Si crede che protegga la casa da eventuali terremoti, impedendole di crollare. Goethe le ha dedicato una simpatica filastrocca che, tradotta in italiano, più o meno recita così:

“La Corniola è un talismano,
ti fa star felice e sano.
Ti protegge dai malanni.
La tua casa non ha danni”

Insomma, la corniola viene utilizzata soprattutto per infondere energia sessuale, fisica e mentale, è ottima anche per ricercare la fecondità, compensare la spossatezza e migliorare il tono dell’umore, nonché contro i rischi di terremoti.

Corniola: amore e salute in quel di  Pescocostanzo.

 


Editing: Enzo C. Delli Quadri
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About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. La corniola: frutto polivalente dalla forte potenzialità: salute e amore! Finalmente un frutto completooo, ed anche accattivante e coloratooo, come presentato nel bell’articolo.
    Bisognerebbe assolutamente estenderne la coltivazione!
    E non solo a Pescocostanzo!

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