Home / Cultura / Cultura Popolare / La carità

La carità

A cura di Benedetto di Sciullo [1]
tratto dalla rubrica Lo spazio di tutti del sito faldus.it, editing Giovanni Mariano [2]

I fatti di seguito narrati accaddero a Fallo qualche anno prima della guerra 1915-18. 

Io ero un bambina di circa quattro anni e la mia famiglia era nel novero di quelle poche fortunate che potevano considerarsi benestanti. Il lavoro nei numerosi terreni di nostra proprietà era duro, ma ci consentiva uno stile di vita leggermente sopra la media.

Erano tempi in cui la solidarietà fra le famiglie era la base della sopravvivenza e mia madre, sempre molto impegnata nei lavori di una casa spaventosamente grande, spesso correva a dare sostegno a parenti o conoscenti bisognosi del suo aiuto. In quei casi ero affidata all’attenzione dei vicini che volentieri ricambiavano i numerosi favori che mia madre faceva loro. Un giorno in cui probabilmente mia madre non trovò nessuno disposto ad accudirmi, rimasi sola in casa. Fu allora che accadde quanto sto per narrarvi.

Allora, più di adesso, non mancavano coloro che vivevano della carità della gente e spesso il paese era visitato da mendicanti che provenivano anche dai villaggi vicini. In particolare c’era un vecchio originario di Montelapiano che spesso si recava a Fallo per chiedere l’elemosina. Nonostante nessuna delle famiglie del paese fosse ricca, chi poteva gli faceva la carità. Quel giorno, dopo pochi minuti che mia madre era uscita, il vecchio mendicante si affacciò all’uscio. Era un vecchio alto, magrissimo e con un lungo bastone.

– Carità, per l’amore di Dio! – (Carità, pi l’amore di Ddiè!) disse il mendico ripetendo la formula che usava sempre entrando nelle case a chiedere l’elemosina.

La mia tenera età e l’aspetto tutt’altro rassicurante dell’uomo non mi scoraggiarono ed avvicinandomi gli dissi: – Mamma non c’è, è andata a casa della comare e io non ho nulla da darti. – (Mamme nin ci stà, è jute a la case di la cummare e i nin tienghe niente da dàrete.)

Il mendicante si portò al centro della stanza che fungeva sia da ingresso che da cucina, si guardò un po’ intorno, alzò lo sguardo al soffitto, vide la grata (la grastillere) su cui era stato messo ad essiccare il formaggio, sollevò il bastone e con la punta toccò una forma di cacio (‘na pizzilelle di casce) facendomi intendere che si sarebbe accontentato anche di un pezzettino di quello.

Io per niente impaurita, ma conoscendo le abitudini della casa, guardai il mendicante che mi sembrò ancora più alto e più magro poi, candidamente, gli dissi: – Zio vecchio, mia madre non usa dare queste cose per elemosina! – (Zì viecchie, mamma mè nin l’ause a ddà pì limòsine ssi cose!).

Il vecchio, probabilmente meravigliato da tanta prontezza da parte di una bambina così piccola, abbassò il bastone, fece un sorriso sdentato ed uscì.

Quando tornò mia madre le narrai tutto l’accaduto. Ne rimase talmente meravigliata che non poté fare a meno di raccontare tutta la vicenda ai parenti ed ai conoscenti. In breve tempo la frase mamma mè, nin l’ause a ddà pì limòsine ssi cose! divenne d’uso comune. Ancora oggi viene citata quando si vuole indicare una situazione in cui si è restii a cedere qualcosa cui si tiene in modo particolare.


[1] Benedetto Di SciulloAbruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti. Ha creato, con Giovanni Mariano, il sito www.faldus.it che celebra Fallo (CH) e i Fallesi.
[2] Giovanni MarianoAbruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, l’aria, i profumi dell’Alto Vastese. Ha creato, con Benedetto di Sciullo, il sito www.faldus.it che celebra Fallo (CH) e i Fallesi.

Copyright:  www.Faldus.it
Editing: Enzo C. Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    La schiettezza in una bambina così piccola fa sicuramente sorridere ma in quelle parole c’è tutta l’essenza del vivere di un epoca lontana. Bel racconto

  2. SIMPATICO RACCONTO.
    BELLA E GRANDE PRONTEZZA DI SPIRITO del bimbo… ma ammirevole anche il mendico che non ha abusato in nessun modo della situazione “ingenerosa”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.