La Camomilla

di Bendetto di Sciullo[1] e Giovanni Mariano[2] [3]

Campo di Camomilla

Insieme alla malva questa era certamente una delle piante curative maggiormente utilizzate nel nostro paese.

Ha sicuramente il vantaggio di essere facilmente reperibile allo stato selvatico ed è quasi una panacea per il rimedio a molti malanni. 

Questo discorso era ancor più valido in periodi in cui le medicine tradizionali erano poco o affatto reperibili. Per i frequentissimi dolori addominali dei bambini, per il mal di gola e le infreddature, per i dolori reumatici, non c’era niente di meglio di “Lu dicotte di cambumille”.

Le piante erano raccolte nel periodo della fioritura e spesso si estirpavano per intero in modo da poterne sfruttare anche le radici. Ad essiccazione avvenuta i fiori migliori erano staccati dal resto del cespo, sbriciolati e posti in barattoli (quando se n’avevano) ed utilizzati al bisogno.

Le piante secche non venivano comunque gettate via, ma conservate ed utilizzate anch’esse, previa bollitura, soprattutto per gli impacchi. Il decotto andava bevuto ben caldo (dopo averlo scolato con un colino) e non era raro che talvolta fosse arricchito con altri ingredienti quali foglie d’alloro, mandorle e (udite, udite) le cosiddette “vìole di San Giuseppe” (le violette selvatiche) anch’esse reperibili in campagna ad inizio della primavera.

Chissà in una moderna erboristeria quanto costerebbe una così ricca confezione di camomilla?!

Camomilla, PiantaDistribuzione e habitat: Europa, nei luoghi aridi e incolti, lungo le strade, ed è comunissima in tutta l’Italia.

Caratteristiche: E’ una pianta erbacea annuale con radice a fittone e fusto alto fino a 50 cm. nelle piante spontanee e fino a 80 cm. in quelle coltivate ; il fusto è ramificato in alto. Fiorisce da Maggio a Settembre.

  • Foglie: sono esili e inserite sul fusto, il contorno è più o meno ovale;
  • Fiori: sono riuniti in capolini a loro volta portati da una infiorescenza corimbosa: nel capolino i fiori sono di due tipi quelli marginali provvisti di una ligula bianca e quelli interni piccoli e giallastri; questi ultimi sono inseriti su un ricettacolo cavo internamente e di forma conica.
  • Frutti: Il frutto è un achenio molto piccolo, lungo al massimo un millimetro di colore chiaro.

Utilizzo da parte dell’uomo: essendo un blando nervino, oltre che come sedativo, è impiegata per attenuare i dolori che precedono o accompagnano il periodo mestruale, nonché i dolori e gli spasmi del tubo dirigente. Buoni risultati si ottengono su pelli o mucose arrossate, infiammate e congestionate. Ottima in sciacqui contro il mal di denti ed in gargarismi contro il mal di gola. Come cosmetico, viene usata per imbiondire i capelli e , nell’acqua calda del bagno come decongestionante e lenitivo.

Camomilla fioriAneddotoUna leggenda, che si raccontava all’inizio del secolo in Piemonte, diceva che la Madonna, San Giuseppe e il piccolo Gesù, fuggendo per il deserto per sottrarsi ai soldati di Erode, giunsero in una piccola oasi con una pozza d’acqua e una pianticella con fiorellini simili a margherite. La Madonna, particolarmente tesa e nervosa, spossata dal caldo si accingeva a bere quell’acqua quando Gesù Bambino fece un cenno al quale obbedirono alcuni capolini di camomilla staccandosi dallo stelo e cadendo nella ciotola della Madre. Grazie ad essi la bevanda calmò la Madonna e Gesù la benedisse dicendo : “Da ora in poi calmerai tutte le mamme perchè sei l’erba del buon sonno”.


[1] [1] Benedetto Di SciulloAbruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti
[2] [2] Giovanni MarianoAbruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, l’aria, i profumi dell’Alto Vastese.

[3] Copyright Faldus
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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