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La bustina di Marisa: Rimembranze dal treno dell’Altosannio

Marisa Gallo [1]

Transiberiana 22Dedicato agli amici di ALTOSANNIO- ALMOSAVA come augurio per il NUOVO ANNO 2017 e per tanti anni ancora di simpatica e feconda attività, viaggiando insieme sul treno…

“Il treno è un vagone di pensieri, che fa tappe intermedie per alimentare il sogno” Faccio mia questa frase, ripresa dal web, per esaltare la veridicità della metafora.

L’anno scorso   appena cominciai a navigare su fb, vidi per prima cosa e per la prima volta il treno dell’ALTOSANNIO, la TRANSIBERIANA D’ITALIA, ed allora scattò in me qualcosa, che comunemente dicesi   RICORDO.

Io ho conosciuto il treno relativamente tardi; la prima volta a 14 anni , quando dal mio paese venni a PESCARA per frequentare le magistrali: fine settembre 1953! Nel secolo scorso!

Non era il treno dell’ALTOSANNIO, ma molto simile ad esso: vagoni aperti, e sedili di legno come panchine da giardino, in terza classe almeno, quella della gente comune, non dei viaggiatori più ricchi ed importanti…

Bene, QUEL GIORNO di fine estate’53 , mi imbarcarono NON SU UN TRENO, ma sul pullman che dal mio paese (Montefalcone nel Sannio) veniva ogni lunedì direttamente a PESCARA. Lungo la costa adriatica varie volte scorsi il treno che molto lungo- come nella filastrocca: “Ecco il treno lungo lungo che percorre la città”, forse un LECCE- MILANO – sbuffava e correva, correva e sbuffava… MI PIACEVA seguirlo con fantasia e mi inebriai alla vista del mare, un bel mare azzurro: le onde cullavano i miei sogni di ragazza, tutta protesa verso un FUTURO SCONOSCIUTO, Sì, MA CHE IO AFFRONTAVO CON GRINTA E SPERANZA.

Ospite presso una zia “alla lontana”, residente a Scafa, un paese vicino a Pescara, cominciai la prima tappa da adolescente proprio sul treno che quotidianamente mi portava a scuola; fu una tappa importante e formativa per me, che provenendo dal paese, dovetti sopportare una qualche fatica iniziale per amalgamarmi con gli altri ragazzi, sia a scuola che fuori…

Per i due anni successivi, quotidianamente sul treno, ho affrontato il viaggio di andata e ritorno, con tanti altri studenti , e tanti lavoratori pendolari. Pur provenendo da Scafa, non ero tra le ragazze “scafate” e spesso passavo il tempo del tragitto a ripassare le lezioni. Perciò qualcuno mi diceva con ironia “la bella secchiona”, ma senza azioni DELETERIE di quel bullismo, che a volte oggi imperversa tronfio tra ragazzi e ragazze….

Al mattino si correva per prendere il treno e arrivare in tempo a scuola; i libri sotto il braccio, legati dalla molla, un grosso elastico, e l’immancabile “stozza”, una colazione più o meno sostanziosa, visto che si rientrava a casa alle 15,30…C’erano poche giustificazioni per un eventuale ritardo, ma soprattutto non c’era, in mattinata, un altro treno UTILE , che avrebbe potuto portarci a scuola in orario.

Il VIAGGIO poi è continuato: lungo, sconosciuto, estenuante, allegro, ripetitivo, positivo, ed anche a 20 ANNI con una sorpresa: quella di conoscere PROPRIO sul treno, partito da Vasto, un giovane , di un paese vicino al mio, che diventerà mio marito! Era il 2 luglio del ’59, festa della MADONNA DELLE GRAZIE. Tutti e due insegnanti elementari, eravamo diretti verso nord, per motivi familiari diversi.

Seconda tappa, grande importante tappa della vita, realizzando così il mio sogno di giovane donna, presto sposa e madre…

Ancora il viaggio è continuato; il viaggio della vita, s’intende: il PENDOLARISMO lavorativo, l’impegno quotidiano nella scuola come insegnante, e in famiglia come moglie, madre di due figli e casalinga tuttofare.

GIOIE!? Brevi attimi, come del resto tutta l’umanità può constatare…
TRISTEZZE !?  Immancabili, essendo parte integrante della natura umana…
SACRIFICI !? C’è chi non ne debba fare? Ognuno è pronto a raccontare i propri.
SUCCESSI!? Due figli, una femmina ed un maschio, ed ora quattro nipoti.

E SIAMO quasi arrivati ad ORA; mi spiego meglio. Ad un certo punto della mia vita , a 75 anni, ho pensato di scrivere qualcosa, per ricordare a me stessa il PERCORSO FATTO E LE VICISSITUDINI , in un breve romanzo autobiografico, avendo cominciato ad usare il PC.

Anche per raccontare ai nipoti -semmai avranno voglia di leggerli, postumi, – i miei ricordi.                                OGGI tutti e quattro i ragazzi -dai 25 ai 12 anni- sono troppo impegnati a CRESCERE , a VIVERE la loro vita, i loro sogni, le loro esperienze, ed il loro tempo scorre veloce tra scuola, amici, whatsapp, discoteca, e… un po’ anche a casa, con noi!

Ebbene anch’io ho voluto un po’ aggiornarmi “confidando e contando” sull’aiuto dei quattro nipoti, che man mano cresciuti, esperti “maneggioni” di cellulare ed altro, alla mia continua richiesta di essere frequentemente “imbeccata ? ”o “imboccata!?” – per potermi  districare col pc,  hanno “risposto” alternativamente e quasi sempre benevolmente.

Però io non ho lesinato il mio affetto e la mia “ grata” prodigalità!

Non possedendo io un solo termine della lingua inglese, mi è stato difficile MASTRIJARE, come dice un mio vecchio amico e caro compagno di scuola media… Ma a dire il vero mi è risultato attraente “LIKE!!!” il nuovo, efficiente, straordinario modo di comunicazione.

Ho cominciato a navigare nel mare dei social; così un giorno sulla campata del ponte presso CASTEL di SANGRO ho visto il treno, colorato e sbuffante, diretto verso i paesi della nostra bella montagna, la MAIELLA, e su FB ho letto quel giorno un bellissimo, appassionante articolo “Coi binari tra le nuvole di Riccardo FINELLI…sul blog ALTOSANNIO magazine e alla fine dell’articolo, queste sue parole :” 320.000. Tante sono state le traversine che abbiamo calpestato durante il tragitto (per un totale di 120 km percorsi con 10 ore di camminata al giorno). Le ho contate con una buona approssimazione. Traversine di legno o, peggio, di cemento. Spesso, spessissimo, annegate in mezzo a sassi spigolosi da massicciata, distribuiti irregolarmente. Un massacro per i piedi…”

PAROLE emblematiche, dolorose e indimenticabili!

LIKE! subito ho esclamato, ed ho ricordato il mio tempo passato, quando anch’io viaggiavo “con la testa tra le nuvole”…. SCAFA- PESCARA e ritorno… Avevo 15-16 anni!

ORA TERZA ETA’ , terza tappa della mia vita, di “vecchia nonna tecnologica”- come mi dicono con dolce ironia i nipoti.

Sono entrata con grande piacere nel BLOG ALTOSANNIO. Ho espresso dapprima   qualche commento e poi ho collaborato con qualche racconto sul BLOG, conoscendo così alcuni amici virtuali, tra cui mi pregio di citare la prof Maria Delli Quadri, da tutti conosciuta, e che molto degnamente li rappresenta tutti.

Dunque, anche per questo, il treno è una componente niente affatto indifferente al mio subconscio e alla mia vita reale. Ed oggi, CARI AMICI AGNONESI, voi dite “ru trene”, nel vostro dialetto, io dico lu trene” in dialetto MONTEFALCONESE, con una piccola semplice differenza, ma con le stesse radici “ molisane”.

Pertanto come TUTTI GLI AMICI DEL BLOG sono anch’io amante del TRENO DELL’ALTOSANNIO.

L’Altosannio non è una invenzione romanzesca o giornalistica, ma una ben definita terra del Sannio, quella che diede origine alla Gens Sannita (come rivelatoci dal romanzo storico di Nicola Mastronardi “Viteliù – Il nome della libertà”), un territorio omogeneo per cultura, lingua, ambiente, coincidente con ALMOSAVA ovvero Alto Molise Sangro Vastese

L' ALTOSANNIO e il suo treno
L’ ALTOSANNIO e il suo treno

[1] Marisa Gallomolisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Copyright  Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri 

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

4 commenti

  1. Flora Delli Quadri

    Sei proprio brava a descrivere ricordi e sensazioni e a renderli vivi anche per chi non li ha vissuti.

  2. GRAZIE FLORA, del tuo apprezzamento. Io ho conosciuto il treno dell’Altosannio quando appena appena mi affacciavo su fb… ed è scattato il ricordo…
    Poi ho conosciuto voi amici del blog, e fra i primi è stata tua sorella MARIA, che ho ammirato per i suoi articoli; il primo che lessi fu quello sulle mele a limoncelle… Con te la confidenza è intervenuta più tardi, ma è pur bella.
    Ed ora mi preme ringraziare anche ENZO Carmine Delli Quadri per il magnifico corredo di immagini…

  3. Ne hai fatta di strada, Marisa! Con il treno. Ha segnato la tua vita o ha dato ad essa una svolta. Da ragazza la scuola, da giovane l’amore, da adulta fb e blog che arricchisci con i tuoi contributi preziosi di piacevole lettura. Bei ricordi! Magistrale come sempre la descrizione.
    Non so perché riesco ad aprire il tuo post sul cellulare solo qualche giorno dopo la pubblicazione. Mi compare un pubblicità che mi impedisce la lettura.
    L ‘importante è riuscire a leggerti.

  4. GRAZIE , RODRIGO, DEL TUO CARO E BENEVOLO COMMENTO.
    Noi due non abbiamo viaggiato sul treno, ma camminato per le vie dello stesso paese, il MIO, frequentando insieme le SCUOLE MEDIE… E MAI Più RIVISTI DA ALLORA!1953, SECOLO PASSATO!

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