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La Bustina di Marisa – La Strada, come palcoscenico …..poi la TV

di Marisa Gallo [1]

trad_giochi_di_una_volta1Si socializzava in quel tempo, si giocava  nei dintorni della fontana del paese, tra i numerosi anfratti o case, cantine, stalle, lasciate quasi sempre aperte, per la naturale reciproca fiducia esistente a quel tempo fra la gente di paese.

Basta dire, a proposito emblematicamente, che le porte delle case, che erano divise a metà, venivano “accostate”, se la padrona usciva, oppure, venivan chiuse, ma avendo l’accortezza di mettere le pesanti chiavi  – di ferro, difficili a perdersi, perché di grosse dimensioni e scomode da portarsi dietro – dentro una piccola buca laterale, necessaria e adatta anche per far rientrare il gatto in casa, in assenza della padrona, che andava in campagna a lavorare. Spesso si sentiva gridare da qualche anziana: – Maria, chiudi bene la porta e metti la chiave nella buca!– Chiunque avrebbe saputo come entrare!

Che differenza oggi che bisogna blindare e fornire di un impianto di allarme non solo le banche, ma anche le case. E nonostante siamo tutti “spiati” dalle numerose telecamere per strada o nei centri commerciali, dove sempre più ci si reca a far spese, esse sono rotte o“spente” quando c’è da indagare per fatti criminosi! Allora non c’era paura dei ladri?! Forse, anzi di sicuro, meno di oggi per un ovvio motivo: “ il vicinato”, se non c’erano ragioni di attrito, faceva buona guardia, in particolare le persone anziane che si sedevano nei cortili davanti casa a filare, a fare la calza, a rammendare, a farsi “lu cape”, cioè a pettinarsi reciprocamente i lunghi capelli raccolti poi in trecce per il “tuppo” (derivazione dal francese toupe’); o più semplicemente, sedendo d’inverno al sole e d’estate all’ombra, ognuna raccontava “lu cunte” della sua vita.

Siede con le vicine/ su la scala a filar la vecchierella, / incontro là dove si perde il giorno; e novellando vien del suo buon tempo, /quando ai dì della festa ella si ornava /ed ancor sana e snella/ solea danzar la sera intra di quei / ch’ebbe compagni dell’età più bella”. Così Leopardi nel Sabato del Villaggio.

Quello era il teatro, il cinema, il gossip di un piccolo centro, un secolo fa. Era anonima ma placida, povera ma rilassante, intima e senza segreti la vita in ogni nostro paesino – ognuno sapeva tutto di tutti. Così è stato almeno fino a che non è cominciata la TV – nel 1954 – e per altri anni ancora, fino a quando essa non si è diffusa in tutte le famiglie …

Maestro ManziRicordo, anzi, che nei primissimi tempi della TV, in paese l’avevano messa nelle sezioni dei due partiti politici più importanti (DC e PCI) e la sera i relativi iscritti o i simpatizzanti potevano andare a vedere il programma di Mike Bongiorno “lascia o raddoppia”. Ma nel locale – somigliante ad una sala cinematografica gratis – c’era un bel po’ di confusione e di chiasso…si riusciva a seguire poco lo spettacolo. Vicino casa nostra abitava la dottoressa, e mammà, sua paziente, avendo con lei una certa dimestichezza, forse gliene parlò. Fatto sta che la signora sempre tanto gentile, fortunatamente per noi, si offrì di ospitarci il giovedì sera, e non solo, anche per il Festival di Sanremo. Così in pace, ma anche al caldo d’inverno, potevamo“ addottorarci”con i QUIZ, anche perché allora c’era una sola TV che troneggiava in salotto! Era forse più educativa e socializzante la TV una volta, con i Quiz di Mike Bongiorno, con Carosello per i bambini o col maestro Alberto MANZI – nella foto- in “NON E’ MAI TROPPO TARDI” che contribuì ad alfabetizzare in ITALIA tanta gente, specie gli anziani!? Certamente era meno ricca, meno diversificata, ma anche meno violenta!


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi. Con la sua Bustina – breve considerazione – ricorda la sua vita passata, non più attuale e non ancora antica, mentre, camminando sul viale del tramonto, spera di vedere ancora tante albe, insieme ai suoi nipoti.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

 

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

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