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La bustina di Marisa – La pecheronza

di Marisa Gallo [1]

Aveva vinto il concorso magistrale, ADRIA, giovane maestrina che un giorno lontano del 1962 era arrivata in un paesino sperduto del centro sud.  Vi era arrivata la sera prima della riapertura delle scuole, che allora iniziavano il 1 ottobre, in tutta Italia e l’indomani tutti i “Remigini” sarebbero andati a scuola, per la prima volta, col grembiule bianco e fiocco rosa le bambine, col grembiule nero e fiocco blu i maschietti.

Anche lei , la maestrina ADRIA, quella mattina aveva indossato per la scuola il suo “grembiule”   nero, che sapeva ancora del sacrificio fatto tante volte, fino a tarda notte, per approfondire gli studi, richiesti dal concorso: psicologia, pedagogia, didattica, letteratura infantile, legislazione scolastica…

Così era arrivata con le sue tre valigie – abbastanza nuove e solide- piene di libri, di qualche vestito, di qualche leccornia casereccia e di tanti sogni… Sì quelli erano leggeri e belli, cosicché ce li aveva messi tutti nella valigia, e tanti, ficcati quasi a forza.

Quando si parte per andare lontano non possono mancare i sogni: sono essi che spronano, danno forza e vigore, alimentano la volontà di riuscire e di far bene il proprio lavoro, ed anche di vivere una vita dignitosa, soddisfacente, con qualche sorpresa …di cuore!

Ecco, suona la campanella: ADRIA entra con altri “colleghi” che non conosce, e con una moltitudine di persone: tanti bambini e i loro accompagnatori: mamme e papà, zie e nonni… vocianti tutti, sorridenti molti, piangenti qualcuno …più piccolo, più fragile, più timido, più coccolone…

Un’oretta di trambusto indescrivibile: domande e risposte concitate, richieste pressanti e indicazioni sovrapposte, saluti di chi arriva o di chi va via…in un andirivieni di sguardi, dinieghi o consensi carpiti per “collocare” il proprio “tesoro” nell’aula giusta, con la maestra giusta… E I GENITORI PIÙ ESIGENTI, ANCHE NEL BANCO GIUSTO(SECONDO LORO!)

Adria entra in un’aula sulla sn del corridoio: esposta sulla piazzetta del paese. Davanti a lei si sono già accomodati in fretta, ventitré ragazzini : i maschi da una parte, le bambine dall’altra. Già; siamo in una quarta ed è stato facile per i ragazzini ritrovare, nella stessa aula dell’anno scorso, il banco proprio e il compagno/a abituale…   Ma la grande novità non manca neanche a loro: c’è una maestra NUOVA…quasi di zecca, una maestra giovane e …forestiera che viene …

Maestra da dove vieni? maestra di dove sei? –Maestra conosci il nostro paese? –Maestra non conosci nessuno di noi?

Insomma un “INTERROGATORIO” affrettato e spontaneo, un sollecitante colloquio che rischia di diventare un po’ baraonda; e l’animosità stava per debordare……. Allora la maestrina si riveste di AUTORITA’, taglia corto e dice:

Calma ragazzi, ci conosceremo meglio durante la ricreazione…mi direte bene i vostri nomi, vi dirò qualcosa di me, parleremo della maestra di terza… Ora penna e quaderno a righe, e scrivete…

Frettolosamente compaiono sui banchi tutti i quaderni e la maestra detta il compito da svolgere in classe: LA PECHERONZA! (E’ una quarta) per saggiare le loro capacità linguistiche e la padronanza di qualche conoscenza scientifica – pensa la maestra –     un compito facile: parlare di un insetto noto e del quale hanno tutti esperienza personale, familiare, comune, giacché i ragazzi in paese spesso vanno fuori da soli, o in gruppo……

Tutti scrivono qualcosa, tutti si stanno impegnando ad esprimere pensieri e conoscenze e la maestrina gira tra i banchi, guarda attenta e desiderosa di sapere quanto gli alunni conoscano questo benefico insetto, i suoi doni, la sua laboriosa vita organizzata ecc……. Ma arrivata al banco di……….PIERINO (eh sì, in ogni classe c’è spesso un VISPO “PIERINO”) la maestra sorride o meglio ride di cuore, leggendo il suo elaborato:

“la pecheronza [2] è una delle isole ponziane del mar tirreno, come ponza, non molto lontane dalla terraferma; si può raggiungere in barca, e chi ci va può anche dormire nelle grotte. così ha riferito un pescatore, amico di mio padre, che ci va a pescare tutti i giorni…un’altra isola più vicina si chiama palmarola, proprio bella,con tanti scogli e faraglioni; anche se pecheronza non è molto conosciuta, come le altre isole, col mare tanto azzurro e profondo…

Meravigliata e sorpresa la maestra chiede spiegazione all’alunno: – Come hai potuto scambiare il mio dire .”l’ape che ronza” con “la pecheronza !?” E questa volta scrive i due modi alla lavagna… E l’alunno, ancora e sempre più vispo PIERINO, pronto risponde:

Maestra, ma tu parli così largo!!!!

Intensa, stentorea, liberatoria risata di tutti stabilisce un affettuoso clima nella classe e di riflessione per la maestra! Già! Questa volta la maestra incassa e si auto-esamina. La sua origine “nordista” l’ha forse tradita e/o non ha dato la giusta cadenza fonica alle parole :l’ape- che -ronza!

Così è stato l’alunno ad insegnare qualcosa a lei, novella maestra, in uno sperduto paesino… Forse questo è il primo di quei sogni a sorpresa, messo nella valigia, per raggiungere la sua sede di titolarità!?

Quel primo giorno di scuola, il primo ottobre di tanti anni fa.


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.
[2] l’isola pecheronza non esiste; esiste invece lapecheronza, miele pugliese.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

4 commenti

  1. Flora Delli Quadri

    Racconto divertente e istruttivo, come è nello stile di Marisa Gallo

  2. Antonia Anna Pinna

    Bellissimo, è un piacere leggerti. Ciao Marisa

  3. GRAZIE AMICHE LA VS CORDIALITà MI BA BENE!

  4. I pierini esistono sempre, sono divertenti, ma spesso esagerano e possono farci trovare in difficoltà. La maestrina ha incassato bene ed è stata costretta a dividere la parola. Il conto è tornato e Pierino aveva ragione. Bello il racconto e spiritoso.

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