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La bustina di Marisa: Addio, Strano Amico Cervone

di Marisa Gallo [1]

Cervone
Cervone

Mancano non più di 100 metri, per arrivare alla mia scuola, ma già vedo che stamattina il mio amico non  c’ è all’appuntamento …Strano!… Anzi nessuna stranezza; non c’è per il semplice fatto che stamattina lo hanno “ disturbato” la presenza   e le voci dei bambini che mi vengono incontro. E la sorpresa è mia, ed è bella e grande: tutti hanno in mano delle rosse ciliegie: a crocchi, infilate nelle canne, in mano sciolte, e Gilda la bimba di prima- l’unica bimba di prima- le ha messe in un cartoccio particolare sì …un foglio strappato dal quaderno.

Che gioia! si tocca con mano la mia e la loro gioia. – Maè, chi ce vè, demane, a farce l’esame? ce arvè lu maestre dell’anne passate? ma ce fa passà a tutte e quattre? (maestra, chi viene, domani, a farci l’esame? Viene il maestro dell’anno scorso? Ci promuoverà tutte e quattro. Sì, perche solo i quattro alunni di terza sosterranno l’esame. Cosi insieme parlando, anzi, gridando e ridendo, facciamo gli ultimi metri , e durante la mattinata in aula qualche ripasso, qualche consiglio, qualche saluto appena, appena triste e la mattinata scivola via veloce.

Ma come potrò dimenticarmi di Gilda, timidissima e unica bimba di prima che una mattina toccandosi lo stomaco che le faceva male disse: – Maè, mi fa male il figliuolo! convinta che lo stomaco si chiamasse così, facendosi il segno della croce, alla preghiera della mattina a scuola? Come potrò dimenticare che per fare pipì siamo andati nella stalletta sottostante, con l’asinello e le galline tra i piedi?

Ma l’amico mio che stamattina è mancato all’appuntamento? Lui, quando lo saluto?! Certo domani non mancherà, è stato, quasi sempre, presente e puntuale, per tutto questo mese di maggio, nei quattro giorni settimanali che sono venuta a scuola. Ci siamo incontrati quasi sempre verso le otto e mezzo a poca distanza dalla scuola, io accaldata per aver fatto un’ora di strada a piedi dal paese a questa frazione, lui dal sangue freddo , e dallo sguardo vitreo, arrotolato su una ginestra in fiore.

L’amico è un Cervone. Sì, quasi che mi riconoscesse, non si scomponeva; era un saluto silenzioso reciproco, godendo entrambi il sole del mattino e inebriandoci del profumo intenso delle ginestre e delle altre erbe fiorite alle prode del sentiero, questa stretta “ viarelle” che necessariamente devo percorrere per andare nella scuoletta , o meglio, in quel piccolo vano di una casetta di campagna adibita a scuola fino a quest’anno. Ultimo anno!  I pochi bambini l’anno venturo saranno trasferiti alla scuola in paese.

Anch’ io ho imparato a non scompormi in questa “ viarella” vedendo il cervone, non del tutto mimetizzato, con la sua pelle lucida e marrone, con due righe nere longitudinali, gli occhi dalla vivida pupilla, la coda sottile e immobile come tutto il corpo. Si scalda, crogiolandosi a questo bel sole limpido di primavera, giacché l’inverno anche per lui è stato freddo e lungo, com’è di solito nel nostro paese di montagna.       Avrà per caso imparato a riconoscermi, a capire che non deve temere di me, come io non temo di lui, perché siamo due esseri innocui?

Io florida ragazza di 20 anni, alla mia prima esperienza di maestrina, in questa scuola pluriclasse in località”FONTE del fico” PANTANICCE – in dialetto -, che si chiuderà per sempre?  E Lui quanti anni avrà? Lo vedo piuttosto lungo, certo molto più di un metro, e bene “in carne”. Avrà “partecipato” alla festa dei serpari, l’antichissimo rito, sacro-profano che ogni anno all’inizio di maggio si celebra a COCULLO? Per cui i serpari, già alla fine di marzo, si recano nei paesi abruzzesi e molisani in cerca di serpenti ?

Festa
Festa dei Serpari a Cocullo (AQ) il 1 maggio, in onore di San Domenico Abate

Quanto tempo l’amico CERVONE rimanga sulla ginestra non saprei dirlo, perché alle dodici e trenta quando esco da scuola e ripasso non c’è più …

Certo ha i suoi bisogni anche lui: procurarsi qualche topolino, qualche uovo di uccellino, cercare un partner …per far famiglia! Sarà per caso un pastura-vacca, cioè, secondo l’antica credenza, andrà a succhiare il latte dei mammiferi?

Addio amico CERVONE! andremo per altri lidi l’anno venturo; io vedrò altri bambini in altra scuola, tu vedrai altre persone a maggio per questa “viarella”, coi suoi profumi e i suoi colori. La tua compagnia mi è stata gradita, non ti ho incusso paura, né tu a me, che pure temo i ragni !


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

3 commenti

  1. Questa “Bustina” è veramente poetica, sei riuscita a ricreare l’atmosfera e a farci vedere con gli occhi la “viarella”, i bambini, le ciliegie. La nostalgia mi ha preso al “figliuolo”.
    Non è una battuta, grazie.

  2. Bellissima “Bustina”, un gioiello di descrizione che evoca un passato, inizio carriera, che ha rivelato la vocazione educativa della docente alla prima esperienza, che ha lasciato il segno, e la capacità di far scorrere quelle immagini davanti agli occhi e far volare la fantasia. Empatia con il Tutto, essere viventi, piante e cose. Complimenti!

  3. GRAZIE AMICI, oggi ho riletto la mia bustina sempre con nostalgia …ma mi accogo che- solo due anni dopo-ora forse non sarei capace di riscriverla con tanta spontanea “freschezza”!
    Qualcosa al “figliuolo” è intervenuto,come dici tu amica nuova, FLORA, “che ha lasciato il segno”, come dice il mio vecchio amico RODRIGO.

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