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L’ Almosava-Altosannio e la Politica Italiana a fine anno 2013.

Chi ha seguito, anche solo un po’, quel che ho scritto in 22 anni (da quando mi misi in testa di dare una mano al nostro territorio) dovrebbe aver bene in mente che ho sempre sostenuto che il problema dell’Italia non può essere confinato solo nelle figure di politici quali Andreotti o Caxi o D’Alema o Prodi o Berlusconi, quanto, piuttosto, anche nel modo di essere e di proporci, di noi Italiani.  Nel tempo è venuta confermandosi la famosa frase di Massimo D’Azeglio, ripresa, poi, da Mussolini: Governare gli Italiani non è difficile, è inutile.

Ma oggi, dopo le disillusioni che sono seguite, dal 1992, alla fine della Prima Repubblica, io avverto che una nuova generazione sta facendo piazza pulita del “novecentismo” e di tutta la fuffa che si porta dietro.

Avverto che, al di là di alcune forme di ideologia che ancora aleggiano nei programmi di alcuni personaggi di destra e di sinistra, per fortuna con poco seguito, ci si sta muovendo, sulla spinta della società civile, su di un percorso intrigante ed importante che non potrà non incidere sui comportamenti e sulla cultura degli italiani.

Cito alcuni esempi di questo percorso:

1. Non sentiremo più parlare di Nemici politici, ma di Avversari Politici (un grande passo in avanti per sentirci tutti parte integrante di una Nazione)
2. Avremo una riduzione dei Costi della Politica, attraverso l’eliminazione di molti Centri si spesa, quali le Province, piccole regioni, agenzie, Consorsi, Fondazioni, ecc… ; conseguentemente dovrà cessare, in buona parte quel clientelismo nauseabondo e inquinante che ammorba l’aria dei paesi italiani.
3. La Politica tornerà ad essere intesa come forma di utile gestione della società e non come Intrallazzo.
4. Con il ritorno al rispetto per la Politica ci sarà il rientro, negli alvei normali, dei ruoli del sindacato e della magistratura, da troppo tempo pericolosamente debordanti.
5. Al centro del dibattito politico sarà posto, finalmente, il lavoro giovanile e alla sua risoluzione contribuirà un Nuovo codice del lavoro
6. La Formazione Professionale sarà finalmente utile ai “formandi” e non alle tasche dei “formatori”
7. C’è già  la fine degli apparati di partito, intesi alla maniera classica degli ex-PCI o ex-AN; conseguentemente, c’è, fin d’ora, maggiore partecipazione della società civile
8. Dovremo avere una Maggiore attenzione al Noi, piuttosto che all’ Io; ma attenzione, non il Noi partito, non il Noi sindacato, non il Noi Magistratura, ma il Noi Società, Territorio, Comunità.

Mi fermo qui; credo che basti e avanzi.

Il mio convincimento confina, ma non sconfina con l’utopia.    I giovani Italiani riusciranno a toglierci dalle secche in cui la mia generazione li ha condotti.

In tutto questo mi dispiace una cosa.

Mi dispiace che, tra quei giovani, non ne sia ancora emerso uno autenticamente Almosaviano (dell’ Alto Sannio), che sappia approfittare dell’occasione offerta dalla eliminazione delle Province, per dare anima e corpo politici ad ALMOSAVA-ALTOSANNO, ricucendo un territorio per troppo tempo diviso, riconsegnandolo, così, ad un futuro meno desertificato di quanto, senza un chiaro e forte intervento, prevedibile.

Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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