Lə paparellə

di Benedetto Di Sciullo[1]Giovanni Mariano[2] e Maria Delli Quadri [3]

E’ una filastrocca che spesso i nonni raccontavano ai bimbi per intrattenerli. tramandato di generazione in generazione, questo innocente passatempo sollecitava la partecipazione dei bambini coinvolgendoli in modo semplice ma efficace.

Ecchə la funtanellə a ‘ndo’ ci stà ‘na paparellə  (questa è la fontanella in cui c’è una paperetta)
custə l’acchiappə (questo la prende)
custə  l’accitə (questo la uccide)
custə la spennə (questo la spenna)
custə la mettə a lu tijaniellə  (questo la mette a cuocere nel tegamino)
e custə dicə: zi’ zi’ la vuoglie pure i, zi’ zi’ la vuogliə pur ì. (questo dice: zio, zio, la voglio (mangiare) anch’io, zio, zio, la voglio (mangiare) anch’io).

Si invitava il bimbo a porgere la mano a palmo aperto. l’adulto vi roteava la punta di un dito provocando nel piccolo un leggero solletico e dicendo: “ecchə la funtanellə a ‘ndo’ ci stà ‘na paparellə“. prendendo il dito pollice del bimbo l’adulto proseguiva: “custə l’acchiappə“, poi l’indice “custə l’accitə“, poi il medio “custə la spennə“, poi l’anulare “custə la mettə a lu tijaniellə” e poi, prendendo il mignolo e facendolo ruotare a destra e sinistra con una lieve pressione, concludeva: “e custə dicə: zi’ zi’ la vuogliə pure i, zi’ zi’ la vuogliə pure i.” l’ilarità provocata dal solletico e dal coinvolgimento, induceva il bimbo a mostrare nuovamente il palmo della mano per ripetere il gioco.

Versione capracottese segnalata da Maria Delli Quadri

Quiste dice ca vo’ le pane, (Questo dice che ci vuole il pane)
quiste dice ca n’ce ne sta (Questo dice che non ce ne sta)
quiste dice: valle a ‘ccattà (Questo dice vai a comprarlo)
quiste dice n’ce vuoglie i’ (Questo dice non ci voglio andare)
e quiste: tirì tirì ce pense i’. (Questo: tirì tirì, ci penso io)
La mamma stiracchiando dolcemente le dita del bambino, cerca di farlo divertire. il piccolo ride e si diverte e la donna poi lo abbraccia e lo bacia.

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[1] Benedetto Di Sciullo, Abruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti.
[2] Giovanni Mariano, Abruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, la aria, i profumi dell’Alto Vastese.
[3] Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Floradelliquadri

    Noi avevamo la versione che dice:
    “Mmezzo a na piazza
    ci sta na pupazza
    ci sta na funtanella
    ci va a bere la pecorella
    che fa beee… beee…” 

    e nel dire beee… l’adulto faceva scorrere le dita della sua mano dal palmo del bambino al braccio e poi al petto e il tutto diventava come una specie di solletico

  2. Mariaeufemiadelliquadri

    Versione capracottese:
    Quiste dice ca vo’ le pane,
    quiste dice ca n’ce ne sta
    quiste dice: valle a ‘ccattà
    quiste dice n’ce vuoglie i’
     e quiste: tirì tirì ce pense i’.
    La mamma stiracchiando dolcemente le dita del bambino, cerca di farlo divertire. il piccolo ride e si diverte e la donna poi lo abbraccia e lo bacia.
    Bravo l’autore, come vedi i nostri paesi hanno poi le stesse filastrocche, pur con qualche variante.

  3. Flora Delli Quadri

    Altra versione agnonese:
    Quiste va a’ccattà la carne
    Quiate la porta a casa
    Quiste la mette a cocere
    Quiste se la magna
    e quiste fa “pì pì la voglie pur’i”

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