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#iorestoacasa tra piante fiori ed api

Racconto di Marisa Gallo

Api e fiori di pesco

Ieri, 13 marzo 2020, compleanno di mio figlio: 50 anni!..  Assennato e scrupoloso non mi ha permesso nemmeno un abbraccio per gli auguri: <Mamma festeggeremo fra due settimane…per oggi grazie delle parole e del tuo affetto!>.

Così inghiottita un po’ di amarezza, con ulteriore riflessione per i giorni assolutamente importanti e pericolosi che stiamo vivendo mi sono fatta coraggio e … mi sono messa a rasare il prato.Giornata marzolina, calda, calma e senza vento …due ore di lavoro, una bella sudata, ed il grosso l’ho fatto. Stamattina, più tardi, con la zappa, cercherò di completare il lavoro; se riesco a finire… chissà …

Ma ieri ero già piuttosto stanca, quando il mio vicino di casa, che gironzolava nel suo cortile, mi ha detto;< Che dici, Marisa, vogliamo potare questi due tre alberi del tuo orto ?! ora sono un po’ libero, mentre i bambini giocano nel cortile….c’è Antonietta che li controlla dal balcone …> Ahi ahi! avendolo io sollecitato più volte non ho potuto rinunciare …Ed egli con guanti e mascherina, scavalcato il muretto, si è messo in azione …cominciando dal melograno, all’angolo, che spoglio completamente di verde, punge con gli acuminati aghi..  Grande cautela da parte mia, pur coi guanti pesanti, nell’accantonare i rami recisi, perché pungono maledettamente, pur essendo tanto esili e flessibili…

Quindi siamo passati agli agrumi. Non sono alberi molto alti ed Amedeo se la cava bene: oltre settant’anni, ma robusto e tuttofare, specie da quando è pensionato, si dedica anche alla campagna sua, che coltiva soprattutto con ortaggi…. Così in agosto fa assaggiare anche a noi vicini di casa i suoi cetrioli-grossi e lunghi- e le sue zucche grosse ..che io preferisco alle zucchine piccole, perché più saporite! In breve tempo son caduti sotto le grosse cesoie i rami non fruttiferi,dei due mandarini, dritti e carichi di foglie da me raccolti man mano … fornita anch’io di mascherina e guanti, ma di quelli pesanti …perché gli agrumi hanno le spine pungenti, subdole, insidiose …quasi tra il folto fogliame verde scuro. Intanto potati due mandarini, Amedeo mi ha consigliato di aspettare qualche altro giorno, prima di potare il terzo albero, che ancora ci offre qualche frutto… Siamo passati allora ai peschi….Fioriti e profumati, dai fiorellini rosa aperti e/o ancora in boccio!!!! Una poesia di colore e di bellezza primaverile! Quasi mi dispiaceva vedere le grosse cesoie… 

ZAC ZAC ZAC… Cominciava a cadere la bella chioma rosa e tremolante dei fiorellini…quando Antonietta sua moglie ed anche mia amica, con voce squillante dal balcone ha chiamato forte: <Amedeo, Amedeo guarda …tu volevi potare anche il nostro alloro, ma non puoi!!! fai attenzione, ci sono le api: è pericoloso! >

Le api, vero! Un nutrito sciame di api arrivate sull’alloro, proprio accanto al muretto di confine.. il loro ronzio, da noi non avvertito subito, si è fatto più forte e distinto; la danza dei piccoli insetti pronubi si notava bene e dalla folta chioma fiorita ed aurea dell’alloro in controluce si vedeva un po’ di polverina gialla svolazzare finemente, fra il verde lucido delle foglie… Mentre il coronavirus impazza e tiene a distanza OBBLIGATA DI ALMENO UN METRO le persone …(anche me che avrei voluto abbracciare mio figlio per gli auguri)… e Ci costringe a tenere la mascherina -che tra parentesi dà impiccio!!!!!! ecco la bella notizia: Le api bottinatrici, libere, che s’incrociano e comunicano TUTTE INSIEME felici, attirate dalla consistente fioritura dell’alloro e impazzite forse anch’esse di gioia, danzano e ronzano e si nutrono…di polline e di nettare, libere, esse sì, col sole caldo di marzo… Le api, forse ancora in pericolo, in grande e significativa diminuzione, che sull’alloro, pianta spontanea, hanno trovato solo polline buono senza insetticidi, senza prodotti chimici…Ed anche sugli alberi del mio giardino confinante non ci sono prodotti chimici …tanto che i pochi frutti che reggono all’assalto e alla voracità di altri insetti, spesso non sono “belli” da vedere alla maturazione, ma sono davvero naturali e genuini…. Le api “sentinelle ambientali”, bottinando su fiori e piante, prati e boschi, diventate fonte di informazione sulla presenza di sostanze inquinanti nell’aria, con i loro continui voli di esplorazione e impollinatori per eccellenza. Le api, simboli di coraggio, purezza, laboriosità, insetti apprezzati allevati, cantati in miti, leggende e religioni, noti certamente già dalla preistoria . Le api , nutrici di Zeus bambino, insieme al latte della capra Amaltea, che nutrono anche e specialmente i bambini delicati/ raffreddati in primavera, con la propoli, sostanza preziosa,  che oggi servirebbe per tutti a fiume, essendo antibatterica, antivirale e curativa del cavo orale e delle vie respiratorie- E poi donatrici di miele e/o della  pappa reale, dolce coi mirtilli che talvolta, davamo anche noi alla nipotina, da piccola  piuttosto alta ed esile, quando tornava raffreddata dall’asilo!  Altro che olio di fegato di merluzzo -amaro e stomachevole…ai miei tempi, quando a primavera talvolta ce lo davano a cucchiaiate-a me e alla sorellina- per la nostra gracilità congenita, che all’inizio della primavera si evidenziava di più..

Le api, con gli angeli, in paradiso «sì come schiera d’api che s’infiora /una fiata e una si ritorna / là dove il suo laboro s’insapora» Così Dante nel 31 canto del paradiso. Le api, che pur tuttavia sono state paragonate ad insetti fastidiosi come le mosche; e pur lodate, ma addirittura ritenute simili a persone malvagie e iraconde, che hanno in bocca il miele, ma dietro pungono col pungiglione nascosto nella coda… Mentre esse ignare continuavano a volare, con Amedeo abbiamo deciso di fare loro un regalo: interrompere la potatura…… Passeranno, le api, anche nel mio prato dove abbondano ancora, pur dopo la rasatura, viole e pratoline, impollinando il pesco, che proprio come una sposa in rosa, ora piena di amore, di polline e di nettare, forse …sarà feconda di frutti, cioè di tante buone pesche?… Chissà, chi può dirlo!?

Squillato nel frattempo il suo cellulare, Amedeo decideva di andare; saltato il muretto, è tornato a giocare coi suoi tre nipotini, che tra risa e gridi ogni tanto con un calcio non mirato mandano il pallone nel mio giardino … Mi danno così l’opportunità di ricambiare quel “favore fanciullesco”: restituire il pallone, ad Amedeo. Eh già, 15/20 anni fa anche i miei nipoti hanno fatto talvolta tiri  fuori-rete, col pallone che rotolava nel cortile confinante. Fra buoni vicini di casa!

“Se spariscono le api, all’uomo resteranno quattro anni di vita”. (Albert Einstein) 

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

2 commenti

  1. Sei proprio brava a far vivere anche ai non presenti quei momenti di vita felice di cui sei maestra

  2. Antonietta Di Nisio

    Ti ringrazio per le belle parole dedicate a mio marito in effetti è un gran lavoratore,un nonno tenero e attento e a volte mi aiuta anche nelle faccende domestiche quando vede la necessità’. Un suo difetto? Perde facilmente la pazienza !!! Ciao ❤

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