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Impianto Biometano in quel di Agnone. Rassicurazioni e preoccupazioni.

Le dichiarazioni del sindaco di Agnone avvocato Lorenzo Marcovecchio, riportate dall’ECO nell’articolo del 14 nov. 2019 e postate dal dr. Enzo C. Delli Quadri sulla bacheca del Circolo di Conversazione di Agnone trasmettono un minimo di rassicurazioni: Non possiamo opporci a una iniziativa privata che nascerà sul terreno di un cittadino. Il progetto che ci è stato sottoposto prevede che l’impianto di Biometano non produrrà inquinamento perché verrebbe alimentato da sottoprodotti naturali utilizzabili come biomassa combustibile, quali, i sottoprodotti agricoli, la pollina (concime ottenuto dal riciclaggio per trattamento industriale delle deiezioni degli allevamenti avicoli), scarti vegetali, il letame, i liquami e i Sieri lattieri-caseari. A proposito di questi ultimi, non va dimenticato che nel nostro territorio insistono 15 piccole imprese casearie che saranno sollevate dal costoso trattamento di detti sieri. Non è previsto alcun utilizzo del FORSU, (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, derivante dalla raccolta differenziata dell’organico, altrimenti detto umido), che, rispetto ai sottoprodotti, risulta essere fortemente inquinante. E ancora: gli investimenti sono pari a circa 3,5 milioni di euro con importanti ricadute occupazionali. L’approvvigionamento delle materie alla centrale a biomasse sarà assicurato dalle imprese agricole del posto; sono escluse altre possibilità.  Quella delle biomasse è una pratica molto utilizzata in Emilia-Romagna. Il digestato, vale a dire quel che resta dopo la lavorazione dei sottoprodotti per la produzione del metano, sarà utilizzato sui terreni asserviti all’impianto. Il metano prodotto sarà immesso in una rete della Snam Gas SpA.

Se da una parte, dette dichiarazioni  rassicurano, dall’altra permangono le preoccupazioni legate a fattori esterni che possono mandare all’aria ogni rassicurazione: 

1       La tabella allegata al Decreto Ministeriale del Min. Svil. Econ. del 23 Giugno 2016 Tabella 1.A – Elenco Sottoprodotti utilizzabili negli Impianti a Biomasse e Biogas, elenca i prodotti utilizzabili, tra questi anche il FORSU e tutti sanno come il diavolo si annidi nei particolari. È di tutta evidenza che i particolari del progetto e degli accordi devono essere sviscerati, valutati, determinati, stabiliti con il massimo dell’attenzione, non foss’altro per la presenza in campo di una società che è già stata bocciata dalla sovraintendenza

2      Il Piano Energia e Ambiente della regione Molise, valuta il potenziale di un impianto biometano, per il distretto di Agnone, in 100 Kw. Questo proposto è di 800!

3      Non si sa se i produttori locali vorranno o saranno in grado di soddisfare l’esigenza della nuova Società in termini quantitativi di sottoprodotto naturale (letame, suino, bovino, avicolo e caseario), per cui è facile domandarsi cosa farà la nuova società per rendere redditizio un investimento di 3,5 milioni di euro.

Il Comune ha valide competenze legali in materia, utili a farci stare tranquilli. Le usi al massimo delle potenzialità e sia sempre trasparente con i cittadini che hanno investito sui terreni del territorio e non si rassegnano all’idea che, sotto il ricatto di una possibile forma di occupazione, il nostro ambiente sia rovinato e la nostra salute venga messa a repentaglio da imprenditori che si presentano, sempre, come dei salvatori della patria e, invece, spesso, si rivelano dei veri predatori.

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Firmato: Umberto di Ciocco ed Enzo Carmine Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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