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“Il Valore del Capitale Umano” nel nostro territorio / 2

di Danilo di Nucci

Danilo Di Nucci

Qualche giorno fa mi è capitato fra le mani un interessantissimo scritto di Gary Becker, economista statunitense che nel ’92 è stato insignito del Premio Nobelper «aver esteso il dominio dell’analisi microeconomica a un ampio raggio di comportamenti e interazioni umane, incluso il comportamento non legato al mercato». In tale scritto, denominato “Il Valore del Capitale Umano”, Beckerpone l’accento su quanto sia importante, per lo sviluppo e la crescita socioeconomica di una comunità, la valorizzazione di quelle risorse immateriali, quali famiglia, formazione, istruzione, condizioni di salute e altro ancora. Nel suo lavoro Becker porta avanti un’ampia analisi che ognuno di noi dovrebbe leggere con attenzione e fare propria ma che, in tale ambito, sicuramente risulterebbe fuori luogo in quanto abbraccia tematiche che ora non ci riguardano: tuttavia è possibile prendere spunto già dal titolo del suo saggio per avviare delle riflessioni interessanti.

Qualche lettore, ovviamente, potrà obiettare che il mese di agosto, come noto, non è un periodo in cui si possa discutere e trarre delle conclusioni, sotto nessun punto di vista, politico, culturale o economico. Ciò è valido anche e soprattutto per un territorio come quello di Almosava “AltoMolise-AltoSangro-AltoVastese” che, come molte altre località italiane, vive nella parte centrale di questo mese il maggior afflusso turistico dell’anno. Tuttavia, lo scritto di Becker   e    la parte più bella e intensiva dell’estate dell’“AltoMolise-AltoSangro-AltoVastese” hanno un minimo comune denominatore: si basano tutti e due sul valore del capitale umano.

È il capitale umano a creare il surplus del territorio, quello stesso capitale umano che si mette a disposizione del proprio territorio per regalare a tutti un’estate gradevole e variegata, fatta di mille occasioni di giubilo grazie alle numerose associazioni culturali e gruppi di volontariato che, coordinati dalla Pro Loco locale, ogni anno riescono ad offrire un calendario di eventi mai scontato. Compito delle nuove amministrazioni e di tutti gli attori del panorama politico locale, quindi, sarà quello di riuscire a tutelare questa importantissima risorsa immateriale, di cui spesso si parla e che a mio avviso andrebbe difesa forse con la stessa tenacia con la quale si lotta per la salvezza di Ospedali o Impianti di risalita o di zone artigianali o industriali: se l’uomo non vive di solo pane, infatti, il territorio non può vivere solo di strutture materiali.

Sono state davvero poche, negli anni passati, le amministrazioni che hanno saputo comprendere l’importanza che il mondo dell’associazionismo riveste nel delicato microcosmo diquesto territorio. Innanzitutto bisognerebbe capire che il variegato mondo del volontariato è frutto del nostro stesso dna: le associazioni che da sempre si sono avvicendate nel panorama culturale di questo territorio non nascono per caso, ma traggono linfa vitale dal nostro retroterra storico, culturale, sociale ed economico.

Noi, montanari, semplicemente, siamo fatti così: spesso burberi e pettegoli, sappiamo metterci al servizio della collettività con serenità e sorriso sulle labbra. Chiunque faccia o abbia mai fatto parte di un’associazione, sa perfettamente che, in tali ambienti, si diventa parte integrante e attiva del territorio. È nel mondo dell’associazionismo, infatti, che si impara ad amare queste montagne fredde e ventose e si impara a convivere con gli altri. Le associazioni, i comitati civici e i vari gruppi di volontariato insegnano a dare un valore alle proprie azioni, ci educano a rispettare il prossimo e ampliano fortemente la sfera dei nostri rapporti interpersonali.

La tutela del capitale umano, quindi, come crocevia per il futuro del nostro territorio almosaviano: dovrà essere questo, a mio avviso, uno dei punti focali della futura azione politica di tutto il territorio, perché se dissiperemo i nostri valori culturali, sociali e umani, a nulla varranno le lotte che, fra mille e mille difficoltà, stanno portando avanti tutti coloro che ancora credono che questo lembo degli Appennini, sospeso fra Abruzzo e Molise, possa ancora avere un futuro dignitoso.

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About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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