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Il Mondo di Maria – Il Tram

di Maria Delli Quadri [1]

Sono nata ad Agnone, o in Agnone, come dir si voglia, nel 1935, terzogenita di 5 figli. Al mio paese, all’epoca ricco di commercio, artigianato e agricoltura, passava il tram, la cui stazione di partenza era a pochi metri da casa mia (si può cliccare sulle foto per ingrandirle).

Viaggio inaugurale del 24 maggio 1915

Il convoglio attraversava la piazza dei Cappuccini e la strada principale in diverse ore del giorno per infilarsi poi in quella che oggi si chiama via Aquilonia.

Vecchia foto: sulla sinistra la stazione e i binari

Io, bambinetta di 5 o 6 anni, mi appostavo, alle 4 di pomeriggio, all’angolo di casa Vecchiarelli per guardare il convoglio che, sferragliando fragorosamente passava sulle ” tracche” (i binari) interrompendo per un po’ la visuale completa del vialone principale.

Il tram bloccato dalla neve sulle alture di Staffoli

Dopo aver superato le alture della Centrale e di Staffoli esso giungeva a Pescolanciano dove terminava la sua corsa. La fantasia e il mio cuore  erano su quel tram e mi portavano lontano verso luoghi sconosciuti di cui però avevo una vaga contezza.

Vettura tripla

Furono gli ultimi anni felici. Di lì a poco i cieli del mondo si sarebbero tinti di fuoco e la guerra avrebbe portato distruzione e morte. Anche il tram venne inghiottito nel baratro oscuro e poi fu solo un ricordo per quelli della mia generazione. Chi è venuto dopo lo ha visto solo in fotografia.

In posa per la foto lungo il tragitto

Oggi morte più dolce è toccata anche ai convogli Molise-Abruzzo in nome del “progresso”, della dea velocità e del dio profitto. Sull’asfalto sfrecciano macchine potenti e rumorose che ammorbano l’ aria e non lasciano spazio per ammirare i paesaggi meravigliosi delle nostre due regioni. Certo il mondo non poteva rimanere sempre uguale, a dorso di mulo e con le pezze al sedere; solo che oggi c’è stato un capovolgimento totale di vita, di costumi e di rapporti sociali che non ha avuto l’uguale nella storia dell’ umanità.

In questa foto è ben visibile il tram in partenza e, sullo sfondo, l’isolato comprendente la mia casa. La bimbetta sul marciapiede con molta probabilità sono io e uno dei tre uomini fermi all’angolo è mio padre .
Così la bambina che ogni giorno guardava caparbiamente passare il tram delle 4 è diventata donna e madre, ha vissuto molte altre esperienze, ha perso il disincanto e l’ingenuità di allora, è andata via dal suo paese, come tanti altri, ma non è salita mai su quel tram.

Molte persone care non ci sono più, la mia casa è disabitata, ma il ricordo di quella bambina innamorata del tram è rimasto indelebile nel mio animo e ancora oggi mi ispira tenerezza e mi procura nostalgia e rimpianto.

 

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[1] Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

9 commenti

  1. Commovente Flora.
    Al prossimo!

  2. Ricordi comuni a tutti noi che invecchiamo, ma i ricordi non siano motivo di rassegnazione.

  3. D'Agnillo Gaetano

    Siete la figlia del Maestro e poi Direttore Didattico, Giuseppe (io sono del 1940 e mi ricordo di voi), avevate un fratello molto alto e veniva qualche volta a vedere la televisione nella sala dei minaci sotto casa vostra, la tranvia arrivava a Pescolanciano…

  4. Flora Delli Quadri

    Sì, Maria è figlia del Direttore e io sono la sorella più piccola. Mio fratello si chiama Sandro. La sala dei monaci l’abbiamo frequentata tutti, almeno fino al 1958.

  5. Flora Delli Quadri

    Non si tratta né nostalgia né di rassegnazione, ma semplicemente e soltanto ricordi che affiorano di tanto in tanto e che fa piacere comunicare ad altri.
    Maria Delli Quadri

  6. Franco Di Capita

    Grazie di cuore per aver condiviso con tutti queste belle foto di documento storico.
    Io sono nativo di Vastogirardi e ho sentito parlare di questo tram che collegava Agnone a Pescolanciano. Mi piacerebbe sapere il percorso che questo tram faceva e quante stazioni c’erano. Ringrazio

  7. Per leggere volentieri qualcosa devi ritrovarci un po’ di te in quello scritto, ed oggi ho capito meglio perché gli articoli della Prof Delli QUADRI mi piacciono e mi coinvolgono. …Innanzitutto l’età è quasi la stessa –solo qualche anno in meno -io- da bambine abbiamo respirata la stessa aria di montagna: il mio paese è a 600m s.l.m. Ho scoperto che abbIamo mangiato la stessa qualità di mele –a LIMONCELLE ad Agnone, A TINELLE a Montefalcone- che tra l’altro rimano fra loro—ma fin qui le somiglianze. Ora le differenze e di non poco conto: lei prof l’ha visto il TRAM da bambina, ha sentito lo sferragliare, ha visto gente partire ed arrivare, anche gente forestiera: già nella sua mente si era formato quel mondo fantastico e immaginario, ma agganciato al reale, che permette un giusto apprendimento…. Io non ne ho sentito parlare fino alla lettura del libro CUORE credo, e mai prima di 14 anni avevo viaggiato sul treno , che poi ho comiciato a frequentare giornalmente essendo studentessa alle magistrali di PESCARA. Al mio paese c’era solo la Corriera che collegava i paesi intorno e arrivava a VASTO o a CAMPOBASSO: mezzo di locomozione utilissimo, per carità e indispensabile per permettere un minimo di mobilità alla gente di quei paesi, per rifornimenti di merci varie ecc ma è legato x me ad un ricordo di STOMACO IN SUGGUGLIO, per le strade sconnesse e maltenute, curve a non finire, sali-scendi in ogni paese, polvere e fumo sul mezzo che obnubilavano il naso e la persona Insomma GRAZIE alla corriera ma “mannagge come era scomoda!”… Certo non così il tram che lei non ha usato per gli eventi che sono precipitati, ma di cui si è inebriata con la fantasia.

  8. Coloro che volessero vederne un modello in grande scala, realizzato da mio padre Giuseppe Carlomagno, lo possono fare durante la settimana a cavallo di ferragosto quando, come sempre, sono in Agnone alla Via Montebello 8.

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