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Il Simposio……il vicolo si anima

di Antonia Anna Pinna[1]

9643477_origVillalago, il mio amato paese in provincia dell’Aquila ospita, in inverno, pochi abitanti e nella parte alta del Borgo sono davvero pochissimi. Al colle, in cima al cocuzzolo dove sono nata, non c’è più nessuno. Appena sotto, nel vicinato di Mezzo, dove abbiamo la casa io, mia sorella e mia madre, rimangono sei abitanti: Liliana << che durante l’inverno viene dalla figlia a Roma >> con il fratello Luigi; Ario, Lonina e la loro figlia Antonietta; Remo mio cugino. Ario ha compiuto 91 anni e Lonina 86 ma è operativa al massimo, si prende cura del marito molto esigente e dei nipoti che pranzano da lei dopo la scuola. Nei lunghi pomeriggi invernali ricama e fa dei quadri bellissimi. Certo non possono uscire molto, specialmente se la neve li tiene prigionieri.

Prima che cominci ad arrivare qualche faccia amica, devono attendere giugno con i primi caldi. A luglio arriva Rosa, mia madre, la capo banda e Ario comincia a informarsi sui prossimi arrivi perché nella sua testa c’è una sola cosa: Il Simposio.

Il simposioQuando il vicolo si rianima, con turisti e gente che ha preso casa per le vacanze, si comincia a passare il pomeriggio all’aperto e si fanno quattro chiacchiere in allegria. Ario è il Ras del vicinato e ama andare in piazza per farsi vedere in buona salute. Cerca sempre qualche figlio che lo porti giù con la macchina ma non disdegna la compagnia dei vicini.

Agosto è il mese della gioia, chi va chi viene, baci abbracci e racconti e risate. La sera si tira tardi con le storie vecchie e nuove, poi ci viene fame e allora decidiamo di fare da mangiare per tutti e fare baldoria. Mia madre si mette subito in agitazione, la sua cantina diventa un alimentari con ogni ben di Dio, mio fratello e mio cognato faranno i fuochisti per la carne alla brace, lei ed Elba faranno i chezzellitte con i fagioli di Scanno ”vera eccellenza locale”, Lonina farà le pizze, Nanda e mia sorella i dolci, Dina e Franco porteranno il vino, io e Rossella compriamo tutto il materiale per la tavola; e chi si aggiunge fa la sua piccola parte che insieme diventa molto. Viene mio zio da Sulmona con i ragazzi e vai con gli affettati; vengono gli altri figli di Lonina, Liliana e Daniela, la figlia di Elba, mia figlia, insomma; siamo una morra come si dice da noi. Ario per una sera diventa l’Imperatore del vicinato e si lascia andare a qualche canto un po’ malizioso come “ Il capotreno ” e vi assicuro che è esilarante.
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Durante il periodo delle mie ferie riesco a esserci solo una volta ma loro lo fanno più volte e ne parlano per giorni. In tutto il paese si sa che da noi ci si diverte e ci teniamo stretti i nostri anziani che ancora hanno forza e coraggio da vendere. Spero di avere ancora molte possibilità di vivere momenti così belli e pieni di gioia. Grazie amici cari.

 


[1] Antonia Anna PinnaAbruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

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