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Il Reliquiario di Nicodemo De Simone

di Augusto Di Marzo

Il Reliquiario, 1, è situato nella chiesa di S. Emidio di Agnone nella navata di destra. E’ suddiviso in due ordini: Il basamento e la parte superiore, completamente decorata ad argento meccato. Il basamento, 2, è costituito da una pedana rettangolare con gli spigoli frontali tondi, che è sormontata da due corpi assemblati insieme: un parallelepipedo e un tronco di piramide irregolare con la base minore rivolta verso il basso. Il parallelepipedo che è messo posteriormente è decorato sui fianchi e frontalmente con tempera di colore blu marino e con sovrapposizioni di cornici meccate. Il tronco di piramide, 3, ha gli spigoli della base maggiore stondati e rivestiti da decorazioni a mecca che si raccorda in basso con una foglia di acanto che dà continuità allo spigolo, e dà vita ad un tralcio di foglie d’argento meccato che spicca sulla colorazione blu marino di fondo. Frontalmente vi è uno sportellino con cornice sagomata e intagliata che ne racchiude un’altra realizzata con curve a “C” contrapposte e ventaglio di foglie, contenente la “M” della vergine Maria stilizzata e meccata così come le due cornici.

La parte superiore, 4, propone due sportellini: il primo in alto è occupato da due puttini intagliati e dipinti; con ali che poggiano su nuvolette trafitte dai raggi che prendono il via da una colomba simboleggiante lo Spirito Santo. I puttini hanno sulle testine due gigli che si incrociano, a simbolo di purezza. Tutta la scena è un quadro tridimensionale in continuo movimento, che genera il suo divenire nella prolungata creazione di raggi di luce in un simbolismo intenso e compiuto. La simbologia della colomba e dei puttini troveranno spazio nel periodo Barocco fino al Rococò, di conseguenza pure nelle opere di Nicodemo. Lo sportellino inferiore è meno complesso del precedente; vi sono rappresentati: due bastoni pastorali e sotto di essi la Sacra Bibbia, sopra invece vi è la Mitra cardinalizia.

I fianchi, 5, racchiudono delle elaborate e raffinate cascate di fiori, foglie e frutti: dei pendenti di foglie inglobati da piccole volute a “C” contrapposte e delimitate da un ventaglio di foglie. Ai lati degli sportellini, due lesene, decorate da cascate di fiori e frutti intagliati, poggianti su basamenti sporgenti, reggono un timpano curvilineo, mentre in corrispondenza delle lesene, sul coronamento ci sono due ovali incorniciati da una raggiera di foglie di acanto (motivo tipicamente napoletano). Alla sommità, l’opera si conclude con volute a “C” e con un coronamento ellittico, 6, sopra il cui centro, bracci curvi, sono raccordati da una sfera sormontata da una croce.

Va aggiunto che tale opera nella parte meccata è anche completamente bulinata nel frontale.

Il doratore che ha eseguito tale lavoro, ha mirabilmente inciso la superficie, creando motivi geometrici e floreali di grande effetto, ma è pure riuscito con contrasti di chiaroscuro, applicando un ulteriore strato di mecca più scura ad ottenere su tutta la decorazione realizzata, un raffinato effetto a scacchiera,  7 e 8

Stato
di Conservazione

L’opera è stata realizzata con l’impiego di legno di abete, ad eccezione di tutti gli intagli realizzati in legno di ciliegio. La struttura anche se abbastanza solida, mostra un cedimento nella zona di appoggio, riscontrabile, facendo oscillare anche con leggera pressione, tutto il mobile. Questi oscillamenti, fanno tentennare in maniera preoccupante la parte più in alto del coronamento, ormai disgregato dagli attacchi molto pesanti, di xilofagi e l’applique a un braccio, aggiunto successivamente che dovrebbe essere rimosso. Il basamento presenta usura da calpestio e attacchi di xilofagi ed è l’unica zona del mobile, realizzata in legno di abete che mi è stata interessata in maniera così evidente. Ovviamente, l’attacco da parassiti più disastroso l’hanno subito gli intagli realizzati con legno fruttifero. Queste aggressioni hanno parzialmente distrutto la raggiera, con la perdita di molti raggi, da notare che qualcuno di questi è stato inchiodato al mobile per non essere smarrito.

La colomba,  9,  ha subito il distacco delle ali, delle zampe e della coda; il cherubino di sinistra, ha perso parte della sua ala destra; i gigli sono spezzati in vari punti. I basamenti,  10 e 11 su cui poggiano le lesene risultano menomati nell’integrità degli intagli per la perdita di zone consistenti del motivo floreale.

Ovviamente questi sono i casi più preoccupanti che dovrebbero essere al più presto sottoposti al restauro, anche se non mancano sugli altri intagli, tantissimi fiori di sfarfallamento, che potrebbero essere di nuovo usati da insetti xilofagi per deporre altre uova. Inoltre lo sportello superiore, presenta una fessurazione verticale per la lunghezza della formella.

 


Nicodemo De Simone, fine e originale intagliatore di Agnone. Per saperne di più cliccare su
http://www.altosannio.it/nicodemo-de-simone-fine-ed-originale-intagliatore-di-agnone/

Copyright: Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Augusto Di Marzo

Molisano di Castelpetroso (IS), ha frequentato a Firenze "L'istituto per l'Arte e il Restauro" e si è specializzato nella professione di restauratore di mobili antichi, In questa veste ha avuto modo di conoscere mirabili intagliatori. Tra questi, non ultimo il fine intagliatore di Agnone di nome Nicodemo De Simone. Dal 2006 vive a Milano.

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