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Il paese dove sei nato (II) – di Maria Delli Quadri

Agnone, un tratto del corso desritto da Maria
Agnone, il tratto del corso descritto da Maria

Avevo promesso di raccontare la storia di me, cittadina agnonese fino al 1964. Questa data ha segnato lo spartiacque tra il prima e il dopo, quando sono andata via dal mio bel paese e mi sono ritrovata di colpo a non essere più agnonese. Oggi, a distanza di 52 anni la nostalgia, il dolore della perdita si sono attenuati, ma sono ancora lì, latenti, pronti a riesplodere alla prima occasione.
Ho trascorso l’infanzia in quel microcosmo che era, a quei tempi, vico Savonarola. La strada sterrata era il mio mondo, il mio teatro di giochi, di salti, di partite a “vriccia”, di esposizione di miseri giocattoli come bambole di pezza o parti rotte di piatti e bicchieri. A volte seduta sullo scalino del portone, cantavo a squarciagola “Chitarra romana” richiamando l’attenzione delle donne che si affacciavano per vedere a chi appartenesse quella vocina forte e argentina.
Spesso rientravo in casa, mi accostavo alla tina e bevevo col maniero lunghe sorsate di acqua ristoratrice. Con i sandali di legno saltellavo sulla terra riarsa della via, ma poco potevo saltare quando scendeva la pioggia battente che trasformava la strada in un pantano. Qualcuno passava con l’asino che lasciava le placche ed io mi arrabbiavo.
Vico Savonarola è stato il mio primo palcoscenico, poi, crescendo mi sono spinta sul corso, piano piano: prima a scuola, poi a passeggio, più tardi col ragazzetto di turno, sempre compiaciuta di guardare e di essere guardata o ammirata. La bimba che giocava felice un po’ alla volta è divenuta una “signorina” piena di sogni, di speranze, di certezze. Un amore, i dolori, la vita con i suoi problemi, l’inizio dell’ attività lavorativa, tutto sempre in sintonia con lo spirito del paese a me caro.
Oggi, che non ci vivo più, me lo sogno di notte che cammino per le strade, entro nelle bellissime chiese, passeggio per il centro storico, vado a Maiella, a San Marco, San Pietro, alla Ripa e ritrovo volti di donne e uomini che sono stati parte della mia vita passata e che oggi non ci sono più. E con essi sfilano ricordi e immagini come un fiume in piena che corre verso il mare, portando con sé rami, pietre, foglie morte, carte stracce.
La terra dove sei nato vive sempre in te, ti corteggia, ti ammalia, ti domina e nulla è più bello di essa.

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Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Editing: Flora Delli Quadri
Copiright: Altosannio magazine

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. Ciao, ho letto, senza staccare gli occhi dal telefonino, ta tua appassionata e bella descrizione …
    “Il richiamo attrattivo” del luogo d’origine è sempre forte, sempre presente, sempre “dominante”!
    Questo desiderio dei luoghi, dell’infanzia e della fanciullezza, non si cancella, rimane in noi e ci accompagna tutta la vita …
    Quando non si vive più in un luogo e, dopo alcuni anni, si torna, ci sembra di essere “stranieri in patria”, ritroviamo pochi anici mentre le nuove generazioni non si conoscono più, anche se ci si sforza di “ravvisare”, di indovinare nei giovani, eventuali somiglianze con i loro nonni, … di cui eravamo amici …
    Ciao, abbi cura di te!
    Io, anche se passa qualche giorno senza riuscire a leggere le belle cose che scrivi, mano a mano, poi, cerco di trovare il tempo per recuperare quello che “avevo perso” … se ho la fortuna di … ritrovarlo. …
    Buona notte, anzi, … buon giorno!
    Posso aggiungere che, doppo le scuole elementari frequentate a Fraine, in qualsiasi posto gli eventi della vita mi hanno condotto, mi sono sentito “quasi in prestito”, … tranne quando ero sostenuto validamente dagli affetti …

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