Il padre degli italiani di Youngstown: l’agnonese Alfonso Saulino

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di Ben Lariccia e Joe Tucciarone

Alfonso Saulino
Alfonso Saulino

I primi italiani a insediarsi nella valle del Mahoning arrivarono durante la guerra del carbone del 1873, quando 7.500 minatori in sciopero furono rimpiazzati da immigrati italiani e afroamericani della Virginia portati dai proprietari delle miniere per sostituire  la forza lavoro prevalentemente gallese che lottava per chiedere migliori condizioni di lavoro.

Questi primi italiani rimasero a vivere nella contea di Trumbull dopo la fine dello sciopero, ben presto trovando lavoro nella costruzione della linea ferroviaria. Nel 1930, a seguito di un’ulteriore ondata immigratoria, la valle di Mahoning raggiunse il considerevole numero di 30.000 residenti italiani e italo-americani. Uno dei più importanti esponenti dell’immigrazione italiana nella valle del Mahoning fu l’agnonese Alfonso Saulino.

Alfonso Saulino e la moglie Angela Maria videro per la prima l’America nel giorno di Capodanno del 1873, quando sbarcarono nella stazione di smistamento degli immigrati di Castle Garden nella città di New York. Erano gli anni in cui gli agenti marittimi stavano bombardando la campagna vicino ad Agnone con false promesse di posti di lavoro ben retribuiti negli Stati Uniti. Incoraggiati da questi rapporti fuorvianti, molti emigrarono nella speranza di sfuggire alle cattive condizioni in Italia. I coniugi Saulino potrebbe aver fatto parte di questa ondata di italiani che avevano risposto alla pubblicità ingannevole.

Negli anni settanta dell’Ottocento, il viaggio era lungo e complicato per gli italiani che desideravano emigrare nelle Americhe. Per gli italiani del Sud, come i Saulino, il viaggio iniziava con un viaggio verso il porto di Napoli e l’imbarco. Questa prima tappa si concludeva a Marsiglia. Da lì, i viaggiatori proseguivano in treno fino a Le Havre, sulla costa settentrionale della Francia. Quindi gli emigranti salivano a bordo di un piroscafo diretto per il Nord o il Sud America. Nel caso di Alfonso e Maria Angela, la loro nave era la SS Erin.

Per la coppia Saulino e i loro compagni di viaggio, la traversata atlantica sull’Erin si sarebbe rivelata orribile. Giunti a Le Havre, solo tre addetti ai viaggiatori erano rimasti in servizio sulla nave. L’elica del piroscafo era danneggiata e le caldaie erano difettose. Nonostante tutto, l’imbarcazione partì per gli Stati Uniti. Funestato da pessime condizioni meteorologiche, il viaggio di quindici giorni divenne un incubo di ventotto giorni durante i quale la nave raggiunse a malapena una velocità di cinque miglia all’ora. I passeggeri di terza classe a bordo erano confinati in alloggi di fortuna sul ponte scoperto e bagnato. Prima di raggiungere New York, sei italiani erano morti.

Non molto tempo dopo l’approdo, i Saulino arrivarono a Coalburg, nella città di Hubbard, dove Alfonso trovò lavoro nelle miniere di carbone e dove nacquero molti dei loro figli. Il padre di Alfonso era stato un calzolaio, un ciabattino, quindi non è sorprendente trovare il minatore inserito tra i calzolai nel censimento del 1880. Poco dopo, aprì un negozio sul versante orientale di Youngstown. Nel 1929, Alfonso trasferì l’azienda al 3219 South Avenue, questa volta come vedovo, dal momento che Angela Maria lo aveva preceduto nel 1899.

Spesso citato come fondatore della colonia italiana di Youngstown, Saulino ha ricevuto molti riconoscimenti durante la sua vita. Tra questi c’erano almeno due medaglie dal Regno d’Italia. Ha ricevuto la prestigiosa Croce d’oro della Società San Giorgio per essere stato il primo a far sventolare la bandiera italiana a Youngstown. Il pioniere ricevette anche una medaglia per il suo lavoro nella Società Duca degli Abruzzi-Colombo, un’organizzazione che aveva contribuito a fondare. L’organizzazione patriottica italiana, intitolata all’esploratore Luigi Amedeo, Duca degli Abruzzi, ebbe una vita lunga e attiva a Youngstown. Saulino deve aver ricevuto questo onore nel quartier generale della Società, situato sulla Summit Avenue a Youngstown, non lontano dalla chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo.

Sebbene non fosse un uomo che raggiunse le vette del mondo degli affari, Alfonso Saulino divenne davvero un “prominente” nell’area di Youngstown. Il pubblico non italiano lo ha considerato come un orgoglioso rappresentante della nazione italiana. Ha fatto volare in alto la bandiera italiana, non solo per il divertimento dei suoi compagni immigrati ma anche come una dichiarazione di orgoglio italiano da mostrare a tutti. Il 20 luglio 1927, in un lungo articolo, il Youngstown Daily Vindicator lo acclamò come «Il padre degli Italiani di Youngstown».

Saulino e altri italiani di spicco del posto aiutarono gli immigrati ad amare il loro patrimonio mentre cercavano i vantaggi della cittadinanza americana. Con un senso delle loro radici e con una crescente influenza politica, le generazioni successive degli italo-americani avrebbero tratto beneficio dal lavoro dei primi “prominenti”.

Editing: Francesco Di Rienzo

Copyright: La Gazzetta Italiana Newspaper

1 COMMENTO

  1. Grazie tante, della pubblicazione di nostro articolo tradotto da Francesco Di Rienzo. Noi, gli autori, verremmo sapere se qualche informazione esiste negli archivi del Museo nazionale emigrazione o altrove sulle “false promesse di posti di lavoro” in America, ovvero la propaganda fraudolente che le ditte di navigazione fecero girare in Italia. In particolare, si vede il ruolo della rivendita di biglietti transatlantici Rochas & Figlio di Torino.

    Ben Lariccia, Joe Tucciarone.

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