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Il Mondo di Maria – La Festa di S. Rocco.

di Maria Delli Quadri [1]

Interno della Chiesa di S. Amico - Agnone
Interno della Chiesa di S. Amico  con la statua di San Rocco – Agnone

La festa

Nella seconda domenica di ottobre si celebra ad Agnone l’ultima festa religiosa dell’anno in onore  di  san: Rocco. . La statua trova dimora in quella bellissima chiesa di Sant’Amico situata in pieno centro storico, nei pressi della Ripa. Ad essa si accede per mezzo di vicoli e scalette,che, alla fine del percorso, aprono su una deliziosa piazzetta in cui si erge  il tempio, bello, luminoso, a croce greca, con un organo favoloso che, in segno di festa, può  far suonare anche  i campanellini. Il maestro, Romolo Ferrara, dall’ alto della sua lunghissima  esperienza, trae dai tasti note intense e ricche di magica  musicalità.

I miei ricordi

Chiesa di S. Amico 1Un tempo, quando ero ragazza o adolescente, la festa era grande. La processione con la banda, il pubblico folto che faceva da cornice, i canti, le messe, il traffico umano del quartiere, con le luminarie, gli spari finali della “Citra“.

Tutto faceva di questa festa come un addio all’estate ed allora  molti  partecipavano con trasporto e devozione. Largo  Marsala risuonava di suoni, di voci, di giochi allegri di bimbi, di richiami delle mamme  di marcette, di esercitazioni solitarie di qualche bandista, di incitamenti ad acquistare dai venditori ambulanti .   Il paese era pieno di gente e noi avevamo il permesso di fare un po’ più tardi la sera della festa..

Felici di questa piccola libertà andavamo su e giù, per corso Garibaldi, senza curarci troppo di stare ad ascoltare il concerto, occhieggiando i ragazzi e ricevendo in cambio sguardi  schivi e parole di apprezzamento. Nascevano anche così le  timide simpatie e gli amori adolescenziali. Nell’aria si spandeva il profumo delle caldarroste e si apprezzava la fornacella che, riverberando la fiamma o i carboni ardenti, irradiava calore nella serata d’autunno.

Le musiche

La folla ascoltava in religioso silenzio le musiche di Verdi, di Rossini, di Donizzetti. La marcia trionfale dell’Aida era il pezzo forte di ogni complessi bandistico; gli applausi scrosciavano fino a quando,  un po’ prima di mezzanotte,, arrivava, atteso da tutti, il,canzoniere  con romanze e canzoni napoletane

Io personalmente ho un altro motivo per avere amato molto questa festa: la sorella di mio padre, zia Lina, aveva nella piazza un Sale-tabacchi detto di “Garibaldi” per via dell’antenato famoso, che aveva combattuto con l’eroe dei due mondi durante la Repubblica Romana nel 1849. Il suo nome era Vincenzo De Sire (a lui è intitolata una strada di Agnone e una lapide commemorativa al cimitero). Una grande fotografia, appesa nel negozio, lo ritraeva con una folta barba e con varie medaglie che gli conferivano una certa somiglianza col Generale .Tutta la famiglia era fiera di questo personaggio che poi era, in realtà, il bisnonno di mia  madre.

Le  v ‘rasciulette (polpette)

Zia Lina preparava, per quella sera, un tegame pieno di polpette (v ‘rasciulette) al sugo, il caciocavallo, già tagliato, un grosso paniere di pane bianco fatto in casa  e cesti di frutta della sua campagna di S. Rocco, situata proprio sotto la Ripa. Non mancava naturalmente un buon bicchiere di vino per gli adulti, Noi  parenti stretti, mentre lei stava al negozio a  vendere tabacco , sigarette e sigari in quantità,  sgusciavamo in cucina, uno o due alla volta, e gustavamo le prelibatezze messe lì proprio per noi. Con me c’era sempre mia madre, bellissima a quei tempi. Che sapori, che gusti, che bontà! Ancora oggi , sento in bocca  le stesse sensazioni, quando ripenso  a quella festa, agli  anni trascorsi in cui c’eravamo tutti, ma proprio tutti, grandi e piccoli e noi ragazzi ci preparavamo alla vita .

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[1]  Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

7 commenti

  1. Cara professoressa, leggendo l’articolo di cui sopra mi hai fatto rivivere quegli anni. Io vivevo a sant’amico e facevo parte del comitato dei piccoli. Che bei tempi. Zia Lina (Garibaldi), la banda, l’orchesta il giorno prima, il comitato con a capo due di nome Rocco (Maziootta e non ricordo il cognome soprannome carcallieg – scusa il dialetto). Poi don Giovanni con tutto i suo modo di avr paura di chi aveva intorno. E poi noi che addobbavamo con le bandiere tutta la parrocchia. Mi ricordo un anno invertimmo la successione del colore verde con il rosso. Nessuno se ne accorse. Mi sto commovento alla prossima.

  2. Rocco Catolino, abitava a via Labanca e il soprannome era “Carcalliegge”, cugino di mio padre, in un altro commento avevo spiegato la derivazione di “Carcaliegge” : gli antenati di zio Rocco avevano una giumenta molto bella e quando si apprestavano a caricarla si raccomandava il “carico leggero”.
    Sono stata ad Agnone ho assistito alla santa messa, (non nego l’emozione e un nodo alla gola), la chiesa gremita di gente (solo anziani) gli unici giovani erano i ragazzi del coro e il famoso nastro che si portava davanti al Santo in processione (ai miei tempi era molto ambito) solo tre bambine! Quando la banda si è fermata sotto casa mia ed ha iniziato a suonare io non ho fatto altro che….asciugarmi le lacrime!

  3. ROCCA CATOLINO

    E NESSUNO SI RICORDA PERO’ LE PAGNOTTELLE CHE FACEVA PEPPINO RU FURNARE(DI PASQUO)E IL FIGLIO ROCCO LE REGALAVA IL GIORNO DELLA FESTA ALLA FINE DELLA MESSA!!..

  4. Cara Maria, fai vivere le tue esperienze, così ben descritte, anche a chi come me è estranea del posto. Le feste, è vero, erano belle specie per i giovani e giovanissimi…Ora noi siamo “INTERAMENTE” nell’autunno, mentre fioriscono altre primavere:figli e nipoti….

  5. Anche io ho fatto parte del comitato delle bandierine di carta velina che adornavano le strade della Ripa per la Festa di San Rocco. Abitavo nella casa di Don Giosue’ Marinelli di fronte alla fontanella e al negozio di Garibaldi. Allora Giorgio Di Primio, il figlio di tua zia Lina, Brunitto Longo, ora in Australia, e io stesso eravamo inseparabili ed eravamo i gestori di una “pesca” in cui gli altri bambini per 5 Lire compravano un bigliettino arrotolato con cui potevano vincere fino a 5 biglie, le “pallucce” di vetro. Il tuo grande papa’, Maria, e’ stato il mio indimenticabile
    Maestro e quando lo incontravamo per strada si fermava a chiacchierare con noi bambini. Grazie per aver rievocato un periodo cosi’ bello e sereno delle nostre vite.

  6. Rosaria Fabrizio

    Chi potrebbe describere i battiti del mio cuore ( anche un po malato ) nel rivivere la settimana di San Rocco, descritta e riassunta cosi esetta nel tuo scritto Maria. Leggevo e rivivevo tutti i detagli, dalle bandierini a le vinestre, alla banda con a capo ciccioto come un maestro di orchestra e le castagne di Liggiotto e gli sguardi furtive di qualche bandista. Le persone attonite ascoltando i pezzi di opere anche se non capivano niente. Il piu grande ricordo da parte mia dopo quello descritto da te era che mi toccaba un paio di scarpe nuove comprate a Nicolino sempre che ero stata buona se no dovevo aspettare il prossimo San Rocco. Grazie per stare Maria per essere come sei e che Dio ti benedica. Da me un baccio anche se stiamo a mille Km. di distanza chq tu fai diventare molto corta.

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