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Il Mondo di Maria – “La campana del villaggio”

 di Maria Delli Quadri  [1]

“La campana del villaggio” è una celebre canzone dei tempi che furono. La si può ascoltare, se non partita in automatico, cliccando sulla foto.

La storia del mio “belpaese” è stata sempre, in ogni circostanza, accompagnata dal suono delle campane. Tutti sanno che la fonderia Marinelli (di Agnone), più che millenaria, è nata in quest’ angolo d’Italia, suggestivo e affascinante, ai confini con l’Abruzzo forte e gentile.

Le tante chiese, le “cento” campane sono state protagoniste nella vita di intere generazioni, tutte quelle che si sono susseguite nei secoli nel nostro ampio territorio, un tempo ricco e prosperoso. Non solo nel belpaese si diffonde la sublime armonia; in tutto il mondo i rintocchi segnano i momenti lieti e tristi delle comunità sparse per ogni dove, nei villaggi sperduti, nei paesi e nelle metropoli

Il rintocco della campana è lieto o triste; è un linguaggio musicale che parla al cuore dell’uomo e gli comunica sensazioni di gioia o di dolore. In Agnone, quando suonano tutte, producono un concerto straordinario, nel quale si distingue il campanone di S. Antonio, quello solenne di S. Emidio, quello argentino di Maiella, quello sottile ed elegante dell’Annunziata, quello esile e leggero dei Cappuccini. Non vado oltre, perchè il mio orizzonte ha un perimetro ben definito ed è limitato al quartiere dove era situata la mia casa.

Cupo e scandito, quasi doloroso, il suono per un funerale, allegro e vivace per la festa del santo o della Madonna, a distesa per la processione, per il matrimonio, per le prime comunioni. Gaio e brioso il concerto della notte di Natale, a mezzanotte in punto,  per annunziare al mondo la lieta novella: è nato il Bambino, il figlio di Dio.

Nella notte di Pasqua le stesse annunziano al mondo che Gesù è risorto.

Persino in previsione di un temporale con pioggia e grandine devastante, il campanone di S. Antonio, ricordo, faceva sentire la sua voce forte e cupa per allontanare i nuvoloni densi, portatori di distruzione per i campi e i vigneti.

Nel borgo, dove vivo attualmente, a pochi passi dalla mia casa, c’è una chiesetta la cui campana, dolce e argentina, suona a mezzogiorno e alla sera, nell’ora dell’  Ave Maria: è musica che richiama alla memoria e all’animo le campane del belpaese, quando facevano sentire la loro voce, come per dire: è mezzogiorno: è tempo di desinare; è sera, è tempo di riposare.

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[1] Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

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