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Cani e Gatti

di Maria Delli Quadri [1]  

 Cani-e-gattiNell’estate, dal mio osservatorio personale sul mondo capracottese, guardo e osservo: molte signore o signorine portano a spasso cani e cagnolini dai nomi fantasiosi come Lilly, Poppi,Laika, Molly, Fufi. Sono animali curati, lavati, pettinati. nutriti. Non vi dico il fracasso che fanno quando si trovano l’uno di fronte all’altro: abbaiano, guaiscono, tirano la corda facendo traballare le padrone issate sui tacchi n° 12.

Oggi il cane più famoso si chiama “DUDU’: è una pallottola di pelo bianco, che viene accarezzata, lisciata, fotografata come una star, stretta al petto di chi cerca conforto  ormai solo nell’animale più fedele all’uomo.

Ai miei tempi pochi erano i cani nelle case; i cacciatori certo li avevano e se li potevano permettere. La gente possedeva il Gatto, animale anche traditore, ma che, muovendosi negli anfratti delle case, nelle cantine, nelle soffitte, dava la caccia ai topi che all’epoca erano tanti. Un proverbio diceva: “Ru  figlie de ru uatte acchiappa re surge” (Il figlio del gatto prende il topo).A voi l’interpretazione.



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Vi riporto un mio ricordo di bambina, circa il comportamento di una signora che abitava vicino a casa mia (http://www.altosannio.it/vico-savonarola-di-maria-delli-quadri/)

Esperia, Nicola e i gatti

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Esperia era una romagnola importata dal marito Nicola, forse conosciuta e sposata durante il servizio militare. La donna si affacciava spesso alla finestra e, anche se non aveva contatti con le altre signore del vicolo, parlava con interlocutori immaginari con un accento diverso dal nostro, tanto strano a sentirsi. Noi ragazzi bussavamo spesso al suo portone, nascondendoci subito dopo, e la molestavamo proprio per sentirla gridare invettive nella sua parlata caratteristica.

Nicola era calzolaio ma esercitava il suo mestiere lungo il corso insieme col fratello Liandrea di cui parlerò a tempo debito.

La donna non ebbe figli, ma li sostituiva con uno stuolo di gatti, che miagolavano, correvano a perdifiato e si riproducevano con una rapidità impressionante. I mici erano ospiti speciali e avevano diritto di sedere a tavola con la padrona, leccando e mangiando nel suo stesso piatto. A questo punto viene fatto di pensare che le bestiole fossero ospiti anche nel letto della signora. Nicola era consenziente o no? Non lo sapremo mai.


[1]  Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

2 commenti

  1. Cara MARIA,non c’è racconto o articolo, dove non ci sia la tua bella ironia …Sempre ci diletti con informazioni, dettagli, e/o notizie serie, tutti avvolti dal piacevole velo di garbato sorriso, palesato o promesso …a tempo debito e futuro… E PERCIO’ GRAZIE.

  2. io amo i gatti, li abbiamo sempre tenuti e li tengo anche adesso. Gli di da mangiare, li prendo e li accarezzo , però dentro casa non ce li voglio. I gatti dentro casa fanno solo danni. Per me che vivo si alla periferia di pescara ma in campagna, i gatti stanno meglio fuori e soprattutto sto meglio io a non ritrovarmeli in continuazione tra i piedi

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