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Il mondo di Paola Giaccio: La Maitunata

A cura di Paola Giaccio [1]

La Maitunata

La Maitunata, detto anche al plurale: le Maitunate o anche Maitinate, è una celebrazione festiva folkloristica dei popoli del Molise, e del sud dell’Abruzzo, nata dai canti corali dei pastori del XVIII secolo. Ancora oggi, la celebrazione avviene in alcuni paesi dell’Altosannio. Bruno Marinelli, in questa sua poesia, parla della Maitunata di Rionero Sannitico (http://www.altosannio.it/le-maitunate-d-capedanne/)

Storia e descrizione

Le Maitunate nacquero dai canti dei pastori molisani e abruzzesi del 1700. Da quel momento, fino ad oggi, esse vengono cantate da un gruppo corale nei periodi di Natale e di Capodanno. La cultura delle Maitunate a volte si mischia a quella dello zampognaro, che però il suo compito è quello di cantare e suonare canzoni religiose; tuttavia lo strumento della zampogna e della ciaramella è ben accetto nelle Maitunate.

zampogna e ciaramella

Le Maitunate, dunque, sono un gruppo improvvisato di canti e ritornelli, che un gruppo di contadini di paese si appresta a cantare, come stornelli, per le vie della cittadina, chiedendo qualcosa da mangiare alle porte delle famiglie. Il tema della Maitunata è vario, in gran parte dei casi buffonesco e goliardico, con allusioni alle qualità basse del popolo, proprio perché deve destinare l’ascoltatore all’allegria e al riso. Verso il periodo natalizio le Maitunate si fondono con i cori degli zampognari, e assume un tema più solenne, dedicato a Cristo e alla sua nascita; successivamente, a Capodanno il tema si trasforma in quello giocondo, in cui si invita la gente all’allegria e alla speranza verso un anno nuovo prolifico e vantaggioso.

Gli strumenti

Zampogna
Ciaramella
Strucuratora: tavola da sfregare
Bufù: tamburo a percussione
Racanella
Chitarra
Mortaio
Fisarmonica
a cui si aggiungono, spesso, trombe e sassofoni.

La Maitunata

La Maitunata di Castel di Sangro

Una tradizione di Castel di Sangro (Abruzzo), ormai caduta in disuso, era la Matunata, che avveniva ogni 1º gennaio. In questa festa, i giovani castellani giravano per le vie della città cantando una canzone chiamata, appunto, La Matunata, con la quale chiedevano dolci e doni alla popolazione, casa per casa.

Nel 1999 un’associazione guidata da Carmine Riccio tentò di rinnovare la tradizione, con una speciale matunata a cui parteciparono molti bambini delle scuole elementari. Fu tuttavia un evento isolato e dal 2000 si è tornati a non farla più.

Testo del canto “La Matunata”

Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 1: A voi che siete insieme, a voi che siete insieme, a voi che siete insieme: la pace e il bene.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 2: Ma non soltanto a voi, ma non soltanto a voi, ma non soltanto a voi, anche ai lontani.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 3: O genti che credete, o genti che credete, o genti che credete, fate gran festa.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 4: È nato un Bambinello, è nato un Bambinello, è nato un Bambinello, oh quanto è bello!
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 5: Ed Egli è il buon Gesù, ed Egli è il buon Gesù, ed Egli è il buon Gesù, il Redentore.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 6: E gli angeli nel cielo, e gli angeli nel cielo, e gli angeli nel cielo, deh cantan gloria.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 7: E cantan gloria a Dio, e cantan gloria a Dio, e cantan gloria a Dio e pace all’uomo.
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 8: Così l’abbiam pensata, così l’abbiam pensata, così l’abbiam pensata,
Ritornello: vale vale vale la matunata.
Strofa 9: Carofene e cannella, la nasceta de Criste, uéije… (il nome di un abitante della casa), ru buone Capedanne!
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Strofa 10: Criste nascenne e ru alle candanne, uejie ru padrone, ru buon Capedanne!
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
Dalla casa il capofamiglia rispondeva
Strofa 11: Ru buone Capedanne altrettande a segneria, vale, vale, vale la matunata!
(a questo punto il coro attaccava con le richieste)
Strofa 12: Se me disse nu presutte, se me disse nu presutte, se me disse nu presutte, me re magne assutte assutte!
Strofa 13: Se me disse na vendresca, se me disse na vendresca, se me disse na vendresca, me la magne fresca fresca!
Strofa 14: Se me disse na precoca, se me disse na precoca, se me disse na precoca, me la magne a poche a poche!
Strofa 15: Se me disse na castagna, se me disse na castagna, se me disse na castagna, puozze fa’ nu re de Spagna!
Strofa 16: Se me disse na nucella, se me disse na nucella, se me disse na nucella, puozze fa’ na femmenella!
Strofa 17: Se me disse nu becchiere, se me disse nu becchiere, se me disse nu becchiere, puozze fa’ nu cavaliere!
Strofa 18: Se me disse na buttia, se me disse na buttia, se me disse na buttia, me la scole via via!
Strofa 19: Prepara nu seggelone, prepara nu seggelone, prepara nu seggelone, ca mo arriva nu battaglione!
Ritornello: Vale, vale, vale la matunata
(finale) Vale, vale!
Oppure, se il padrone di casa rifiutava di aprire la porta o di offrire qualcosa:
Strofa 11: Tanda fierre arrete alla porta, tanda diaule te ce portene!


[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

About Paola Giaccio

Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d'origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

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