Home / Cultura / Cultura Popolare / Il Mondo di Maria …… ” Ru Ammaraune” – L’Ostetrica di grossa stazza

Il Mondo di Maria …… ” Ru Ammaraune” – L’Ostetrica di grossa stazza

di Maria Delli Quadri [1] 

neonato-anni-50

Da ragazza mi piaceva ascoltare i discorsi dei grandi, soprattutto delle donne, tra cui c’era mia madre, quando col tempo bello  si sedevano all’aperto, intente ciascuna al proprio  lavoro: a maglia, al rammendo o  a dipanare una matassa ingarbugliata. Io ero lì, apparentemente presa da una pupattola di pezza, ma, in realtà, tutta tesa ad assorbire quello che veniva detto intorno a me. Coglievo alcuni  particolari come ” Cummare  F’lumena ha detto” o “cummare F’lumena ha fatto” “ru ammaraune ha detto che ci vuole tempo”, “s’è dovuta alzare di notte”,” è nato maschio, è nata femmina, ha dovuto chiamare il medico”.

Tutto il discorso delle donne verteva insomma su questo personaggio a me sconosciuto: l’ostetrica condotta del paese che, col medico e col veterinario, costituiva all’epoca la sanità di base.

Filomena Battista; era questo il suo nome; aveva preparazione professionale universitaria, percepiva uno stipendio mensile dal comune per cui le famiglie non dovevano pagarla, salvo poi a farle regali di altra natura che lei accattava di buon grado.

Ammaraun’: accrescitivo di Ammara. Era questo il suo appellativo. Noi, 5 figli, siamo venuti al mondo col suo aiuto. Io ero la terza e avrei dovuto ricordarla alla nascita delle due sorelle più piccole; vagamente rammento una donna grande e grossa, vestita sempre di scuro che indossava, all’occasione, un camice bianco. Spesso era lei che battezzava i neonati; da qui l’appellativo di “comare”.

“Correte a chiamare comare Filomena” : era questo l’ordine perentorioche partiva da casa alle prime avvisaglie di un  dolore da parto. Qualcuno correva a perdifiato (non c’erano i telefoni) così, di casa in casa, finalmente la si trovava  da qualche parte e lei, per quel che poteva, correva a portare soccorso.  Il suo arrivo faceva tirare un sospiro di sollievo, alla famiglia che, spesso, si trovava in difficoltà. Va ricordato che all’epoca non c’erano gli ospedali e tutti i parti avvenivano in casa. Nascevano molti bambini: in ogni famiglia non meno di tre o quattro e anche di più.

Lei mostrava sicurezza e padronanza della situazione, mandava via dalla stanza il marito o altri e rimaneva, a volte, da sola, altre volte con una vicina di casa fidata, un’amica, una parente stretta. Infondeva tranquillità anche alla partoriente che, con lei, si sentiva al sicuro. La quasi totalità dei parti domestici che avvenivano in paese era affidata alle sue mani esperte e lei era sempre materna e rassicurante. Certo capitava anche a lei, di tanto in tanto, qualche incidente; a volte il destino è crudele: quella madre con i due gemelli a lato fotografata come se dormisse, nel cimitero del bel paese, ci turba ma ci ricorda anche che la donna moderna oggi gode di maggiore assistenza  negli ospedali o nelle cliniche e affronta l’evento con consapevolezza e partecipazione

la-mammana-levatrice
Questa signora non è Filomena Battista, ma le rassomiglia un pò.

[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Musica: Fisarmonica di Claudio Ranalli amapola
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.