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Il mondo di Maria: La pagella on-line 

di Maria Delli Quadri [1] 16 aprile 2014

Pagella di Enrico Zarlenga fornita dallo stesso Enrico
Pagella di Enrico Zarlenga fornita dallo stesso Enrico

Domenica scorsa è venuta a trovarmi, da Campobasso, Liliana, una mia carissima amica. Non ci vedevamo dall’aprile dello scorso anno. L’ incontro fu molto affettuoso: abbracci, baci, come stai, come non stai, sei dimagrita, no sono ingrassata; le solite cose che si dicono quando ci si rivede dopo tanto tempo.

Nel corso della conversazione le chiesi notizie della figlia che sta in quinto liceo e fra alcuni mesi dovrà sostenere gli esami di maturità. Mi rispose che la ragazza va bene a scuola ed ha avuto una bella pagella; quindi, preso il telefonino e volando sulla tastiera, mi lesse tutti i voti: una sfilza di otto, di sette, solo un sei.
“E dove, il sei?” – le chiesi;
“In italiano naturalmente!”
Ed io: “Li hai copiati, i voti?”
“No, disse lei, questa è la pagella
Io rimasi un po’ sconcertata.

Così Liliana mi spiegò che tutto, oggi, è ON LINE, pagelle, registri e “quant’altro”, direbbero Di Pietro e i “puristi” della lingua.
Il fatto era sfuggito alle mie conoscenze, pur avendo una figlia insegnante, per cui la meraviglia mi prese in pieno, e con essa i ricordi.

La pagella! La maestra ci chiamava uno alla volta in ordine alfabetico e dava la cartellina, grigia di solito, ma anche bianca. Leggeva il nome e poi elogiava ad alta voce o rimproverava il malcapitato il quale con la testa china, tornava al suo posto. Dentro di sé il ragazzo o la ragazza già immaginavano la gragnuola di botte che li attendeva a casa. Prendevamo la pagella e, tenendola fra le dita con delicatezza, marciavamo felici e ansiosi di mostrare a casa il trofeo della vittoria, noi che avevamo bei voti.

Sul frontespizio erano riportati il nome ed il cognome, con grafia bella e chiara, leggermente inclinata; dentro, come in un libro, comparivano i voti. Sulla mia c’erano i nove, i dieci o anche, i “lodevole”, i “buono”, gli “ottimo”.
Mi piaceva la parola “lodevole” perché rendeva in pieno il concetto del mio comportamento
“Lodevole” riempiva la bocca, la addolciva come una caramella.
La pagella doveva essere firmata dal padre e poi riportata a scuola. Alcune erano “unte e bisunte” tanto che la maestra gridava: “Ma che ci hai messo sopra una padella?” Il ragazzo colpevole chinava la testa con rassegnazione, diventava rosso, non rispondeva e, con questo comportamento, accusava tutta la miseria e sciatteria delle abitudini familiari. Povero bambino! Su di lui ricadevano le colpe altrui.

Oggi la pagella non c’è più. Di essa e della sua poesia resta un elenco arido e sterile di numeri stampati su internet.
Addio, vecchia pagella! Sei volata anche tu verso l’infinito insieme con i registri e tutte le altre vecchie cose di una scuola che fu e che ha formato milioni e milioni di ragazzi divenuti poi uomini e donne di valore.
Tu sei stata il baluardo, la forza di noi nati nel secolo scorso che siamo cresciuti all’ombra di valori improntati a dovere, a ubbidienza, a lavoro..


[1]  Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. 


Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 


 

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. LA PAGELLA ELETTRONICAcara signora Maria, la nostalgia dei voti sulla pagella è grande anche per me, avendo la sua età …eppure devo dire che i voti hanno il vantaggio dell’immediatezza e della concretezza…facili da parte dell’insegnante compilare una pagella- pur se il voto riassume lavoro e impegno, studio e attenzione dell’ins- Facili da recepire, accettare o rifiutare da parte dei ragazzi e dei loro genitori spesso critici verso la scuola in genere-e solo qualche volta ancora concordi con gl’insegnanti-.
    Che dire allora dei GIUDIZI, che per un certo periodo, tempo addietro, avevano sostituito i voti? noi insegnanti soggetti ad estenuante lavoro x dire e non dire, lodare e riprovare, spronare e reprimere comportamenti e apprendimenti. Insomma tutti noi insegnanti DOVEVAMO essere psicologi e pedagogisti, oltre che sapere di didattica e di terapia comportamentale…e allora W il voto, CARTACEO o ON LINE.

    mi pareva d’aver commentato l’articolo..ma forse non l’avevo copiato!?…

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