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Il Mondo di Maria – Il Fotoromanzo

di Maria Delli Quadri [1] 

Il Fotoromanzogrand hotel il controllore“Il primo numero di “GRAND HOTEL”, 16 pagine, 12 lire,  arriva nelle edicole il 29 giugno 1946 in 100 mila copie, e la leggenda vuole che sia stato ristampato 14 volte in pochi giorni.. in meno di un anno entrano precipitosamente nel mercato altri due settimanali, costruiti sulla stessa formula, ma con un’innovazione importante: anziché tavole disegnate, fotografie, che puntano a dare alla storia maggiore verosimiglianza e soprattutto un taglio più cinematografico.
Il  primo: “Il mio sogno” divenuto poi “Sogno” e poi “Bolero film” (Mondadori) che si auto definisce” fotoromanzo”.
Questa la terna dei fotoromanzi storici (Anna Bravo: il fotoromanzo – Il Mulino):
GRAND HOTEL,  cosmopolitismo e avventura;
BOLERO, esotismo e passione;
SOGNO, passepartout senza tempo.

Avevo 12 o 13  anni quando per la prima volta, la mia attenzione fu attratta da qualcuna di queste riviste che, all’epoca, erano quasi proibite soprattutto dalla Chiesa; chi le comprava le nascondeva sotto il cappotto per non farle vedere in famiglia. La mia prima sorella, più grande di me di otto anni, talvolta si procurava qualche numero di GRAND HOTEI, che misteriosamente nascondeva sotto il materasso. Non so se lo comprasse lei (ma con che?) o piuttosto se lo facesse prestare da qualche amica più danarosa. Io che avevo mille occhi e mille orecchie, lo tiravo fuori e, in sua assenza, lo leggevo, anzi lo divoravo.

Il Fotoromanzo grandhotel-interno-1Mi colpivano i disegni  di donne e uomini, tutti belli, aitanti e sexy. Lei con i capelli lunghi e ondulati, le labbra tumide, il seno prorompente, buona e generosa di animo. Lui bruno, atletico, esperto nell’arte amatoria, naturalmente ricco. I due si amavano ma, come sempre, c’era qualcosa che si frapponeva tra loro: un’altra donna, la gelosia, varie difficoltà. Prima di arrivare alla fine della storia passava molto tempo perchè  le puntate erano tante e, per leggere il seguito, bisognava attendere una settimana. Grande era la gioia quando si leggeva, altrettanto grande era la delusione quando la puntata terminava.  Si leggeva e si rileggeva il fumetto più bello ed espressivo, poi bisognava attendere un po’ prima che l’eccitazione si placasse. “Va bene, aspettiamo” mi dicevo.  Nel frattempo cominciavano altre storie, per cui era una catena continua che non finiva mai.

Grand Hotel si pubblica ancora oggi. Spesso la lettrice piangeva, anche lei, con la protagonista e a me capitava spesso, quando la vicenda era appassionante. Calde lacrime mi bagnavano il viso e gli occhi diventavano rossi e gonfi. Mia madre, vedendomi sconvolta, mi chiedeva: “Che è successo?” ed io sfacciatamente mugolavo: “Mi ha punto una vespa” oppure “Ho il raffreddore”. Quando capivo che la sofiarivista doveva partire per tornare da chi l’aveva comprata, io baciavo e ribaciavo i protagonisti e dicevo loro sottovoce: “ciao, a presto”.
Col tempo smisi con queste letture, perché il gusto più selettivo mi aveva portata da un’altra parte, verso autori classici di cui conobbi storie e vicende che mi gratificavano e mi facevano conoscere il meglio della letteratura italiana e americana.
Da poco ho appreso che grandi attrici come Sofia Loren e Gina Lollobrigida hanno cominciato la loro brillante carriera prestando  la propria figura ai fotoromanzi.

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Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Musica:  La Paloma Fisarmonica
Editing: Enzo C. Delli Quadri

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

3 commenti

  1. Silvana Poccioni

    Anche in casa di mia nonna Amalia, nel Villaggio E.A.V., presso Rocchetta al Volturno, entrava settimanalmente Grand Hotel negli anni cinquanta. Nonna aveva ben sette figlie femmine,avute nell’arco di vent’anni, l’ultima a cavallo della Seconda Guerra mondiale. Allora non c’erano né grandi possibilità di divertimento né la mentalità aperta e fin troppo pretenziosa dei giovani di oggi. Anche leggere una rivista, magari a turno, poteva rendere felici, e le mie zie leggevano appunto quelle di cui parla così dettagliatamente Maria. Mia madre adorava anche i romanzi rosa di Liala, molti dei quali ho recuperato nella soffitta di mia nonna, quando ero ragazzina, e ancora conservo. E’ bello conservare e tenere viva la memoria del passato, anche quando si tratta di cose apparentemente futili come i fotoromanzi d’altri tempi.

  2. Antonia Anna Pinna

    Mia madre comprava Sogno e Bolero, costavano 30 lire ci passava pomeriggi interi e li prestava alle amiche.

  3. Pietro Mastronardi

    Leggevo di tutto passasse a vista. Credo di aver letto con forte interesse “L’ebreo errante” con Gassman e il “Gobbo di Notredame” che si chiamava Quasimodo. Le riviste di seconda mano passavano dalle quattro figlie di una signora vedova, che abitava al piano superiore, a mia sorella Dilia.

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