Il molisano Tintilia fra i migliori vini d’Italia

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tratto da FamediSud
16 aprile 2016

Vino Tintilia Ph. Angelo Amboldi
Vino Tintilia Ph. Angelo Amboldi

Sebbene in Molise, fra le province di Campobasso e Isernia, si coltivino diversi vitigni rossi come il Sangiovese, il Montepulciano, l’Aglianico e il Ciliegiolo e altri a bacca bianca, come il Trebbiano Toscano, la Malvasia Bianca Lunga e il Bombino bianco – oltre a qualche internazionale – la piccola regione del Centro-Sud continua per il momento a farsi notare nel mondo dell’enologia con il vitigno autoctono Tintilia (Tintilia del Molise DOC). E infatti un’etichetta di Tintilia, la Tintilia Del Molise Embratur Riserva 2007 della Cantina Valtappino, ha fatto sì che il Molise entrasse nel gruppo di Regioni che vantano almeno uno fra i 400 migliori vini d’Italia, quelli premiati col simboletto dei “4 tralci” dalla guida “Vitae – La Guida Vini 2015″ dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS) presieduta da Antonello Maietta; una guida che recensisce ben 2000 aziende vitivinicole.

Questa stessa etichetta molisana è entrata anche nella rosa dei 25 vini a cui AIS ha attribuito il premio speciale Tastevin, riservato a “vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio d’origine, che rappresentano modelli di riferimento d’indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”.

Fino a qualche decennio fa, l’origine e i caratteri morfologici e genetici del vitigno Tintilia erano incerti: inizialmente fu considerato un equivalente generico dei vitigni Bovale Grande e Bovale Sardo, in base ad un accostamento fenotipico. Successivi studi sul DNA e nuove fonti documentarie hanno alla fine consentito di sostenere che il Tintilia è arrivato in Molise nella seconda metà del 700 durante la dominazione spagnola dei Borboni. Il suo nome risalirebbe all’etimo Tinto che in spagnolo significa “rosso”. Certamente questa varietà si è acclimatata molto bene sul territorio grazie alle sue spiccate doti di adattamento – tipiche di un vitigno rustico che sa resistere al freddo, alle malattie ed alle muffe – da diffondersi in breve tempo in tutto il Molise al punto da diventare, entro la fine dell’800, la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio della regione.


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Editing
: Enzo C. Delli Quadri

 

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