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Fuoco Sacro e Propiziatorio: Le ‘ndocce di Bagnoli del Trigno

di Domenico Meo[1] – tratto da Riti e Feste del Fuoco – Volturnia Edizioni

Bagnoli del Trigno

Le ndòcce della vigilia di Natale sono di scena a Bagnoli del Trigno. Qui il rituale è a carattere familiare e, mentre un tempo le torce (fisse) ardevano pressoché davanti ad ogni casa, al presente sono conservate solo da poche famiglie. Le ndòcce, vale a dire, torcioni di fascine, ginestre secche o canne la cui base di appoggio è un treppiedi di legno o di ferro, si accendono all’imbrunire, dopo il rintocco dei sacri bronzi della chiesa di Santa Maria Assunta, mentre un grande falò brucia in piazza Umberto 1°.

Nonostante l’incessante spopolamento, la sera del 24, le ndòcce ardono ancora nelle borgate Colardoni, Coste di Sopra, Macchia la Cerva, Santo Ianni e nelle case sparse della campagna. La ndòccia di Bagnoli, serbando un’antica usanza, viene spenta simbolicamente con il vino nuovo spillato dalla botte. Il gesto racchiude buoni propositi per i raccolti e per tutta la comunità.

La semplicità e le sensazioni dell’ambiente naturale in cui si svolge il rito, si possono cogliere nei versi di Franco Trevisani, musicati da Domenico Pallotto:

 

Sìnghe ne pòvere pùcheràre
e n’tìnghe nìnte pe la saccòccia
,
vàglie facènne re zàmpugnàre,
quant’è re tìmpe de fa la ntòccia


Sìnghe fàtte nà bèlla ntòccia
,
mò, t’appìccie ne fucaràccie
,
m’àrrescàlle e
, Tiù, ècche mpàccie,
Bàmbenìlle
, te schìalle co mè

Ntòccia, ntòccia, ntòccia, ntòccia,
quànta liùce pe la campàgna,
z’àrreschiara la muntàgna,
e, mò, la fiòcca nùn la fa chiù

Sono un povero pecoraio /  e non ho niente in tasca, / vado facendo lo zampognaro, / quando è tempo di fare il fuoco./ Ho fatto una bella torcia, / e accendo un grande fuoco, / mi riscaldo e, anche Tu lì vicino, / Bambinello ti scaldi con me … /Fiaccola, fiaccola, fiaccola, fiaccola,  / quanta luce per la campagna, / si rischiara la montagna, / e la neve non scende più…


[1] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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