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Il Filo della Speranza

Scritto di Marisa Gallo

Proprio alcuni giorni fa FB ha postato un “mio ricordo” relativo a lavori artistici femminili all’uncinetto; per contro io ho dovuto accondiscendere alle richieste di mio figlio, che sta facendo largo, pulizia e sgombero, secondo lui, non procrastinabile, di tanta roba ammucchiata in mansarda. Così mi ha sollecitata a scartare ciò che non mi serve piùùùùù. Ma come si fa a dire che non servono più i ricordi relegati in un angolo recesso del cuore !? Per ottemperare al suo desiderio/ minaccioso, ma soprattutto per evitare che gettasse qualcosa d’ importante ancora per me, son salita poco dopo in mansarda e invece di ammirare il bel panorama col mare azzurro, la Maiella a sud, e verso ovest la Bella Addormentata, mi sono immersa, curva e un po’ affannata, in un gigantesco scatolone, dove mio figlio aveva infilato a caso, ma con ordine, tanti oggetti inutili e …lontani.

Tra essi così ritrovavo parecchie scatole- vecchie, ma “nuove ed intonse” -di cotone ”freccia” n 16 écru: gomitoli e matasse…di detto cotone, ma anche di tante lane colorate.  Per dirla in breve quella vista mi ha trattenuta per oltre due ore nel gioco di “apri e chiudi” scatole e buste, fra una marea di libri ed enciclopedie di vario genere…che nessuno più consulta; il tutto comprato intorno agli anni 65 / 70. 

In quel tempo…ero giovane, piena di energia, di desideri e voglia di fare! Al mattino insegnavo; ero moglie e madre; accudivo di cuore la bambina di 5/6 anni, che cominciava le elementari, nel pomeriggio svolgevo da sola lavori in casa -allora un appartamento al sesto piano di un palazzo, abbastanza in centro-città… Me la sbrigavo con disinvoltura, senza colf o aiuti esterni di alcun genere. Francamente devo confessare che la mia abitazione era -e lo è oggi ancor di più- di stile piuttosto spartano e non troppo indulgente al sovraccarico di ninnoli vari … Ho anteposto di frequente l’obbligo necessario di spolverare all’intimo desiderato obbligo magari di una lettura..

Mai sono stata ossessionata, spigolosa e/o“puntigliosa” maniaca dell’ordine: pulizia, decoro, buon funzionamento del ns ménage familiare, piuttosto “riservato”, per il carattere altrettanto riservato di mio marito …ma non mania estrema di lucore casalingo! Pur tuttavia tra colleghe si cominciò a parlare di qualche lavoretto extra e – specie tra noi che avevamo le “bambine”- serpeggiò l’idea di cominciare a preparare qualche oggettino sfizioso e accattivante, tipo un cappellino, una gonnina di lana, un golfino….m Fu così che spesso al martedì-giorno del principale mercato cittadino- all’uscita da scuola, rubando qualche mezz’ora al pranzo, ci recavamo tra le bancarelle a fare shopping.  Qualche venditore più accondiscendente e direi “scaltro e lungimirante” non ritirava anzitempo i suoi prodotti …anzi ci aspettava e favoriva gentilmente le nostre richieste…specie se la giornata non era stata particolarmente favorevole alla compra-vendita. Noi entusiaste compravamo e quindi cariche, di corsa a casa ….

Fu allora che cominciai a lavorare all’uncinetto.

Però non posso tacere un altro particolare importante, che diede il la’ al mio entusiasmo. Abitava allora nel palazzo una signora più grande di età, che sapeva sferruzzare e … per nulla gelosa della sua arte, divenute amiche, mi invitava a casa sua o la pregavo di salire da me, e dopo un rapido caffè si cominciava a creare qualcosa. Una volta, ricordo, mi consigliò di fare per me e per la mia bimba, della stessa forma, un cappellino di lana -color arancio, che ho ancora!!!! solo con l’aggiunta in quello per la bimba di tre fiorellini bianchi in pannolenci.

Com’eravamo belle io e la mia bimba!….Pardon, volevo dire: portavamo molto bene quel cappellino al mattino; andando entrambe a scuola, l’accompagnavo per un tratto, fino a Porta Pescara; lei proseguiva saltellante per Via Paradiso, fino all’Edificio Scolastico poco lontano; io di corsa a prendere l’autobus per recarmi nella mia sede/ scuola, nella frazione di Villa Obletter… Non ho mai dimenticato la grande cordiale affabilità della signora Maria Ottaviano, né di sua figlia, signorilmente bella e prof, ahimè! scomparsa da tempo ancora molto giovane…  Fu così che allora io vigorosa e sognante, feci la grande compera del cotone, filo di Scozia “freccia” N. 16 écru, ed iniziai una coperta …. che nell’intenzione voleva essere “matrimoniale”. Ricordo l’entusiasmo e l’affannosa ricerca di un modello, lo scambio di giornali femminili ridondanti di schemi di lavori artistici a maglia e simili; finchè da “Mani di fata” scelsi il modello che mi piacque di più: uno schema a filet piuttosto sobrio, da eseguire a strisce lunghe.. Devo purtroppo dire che in realtà NON ho raggiunto lo scopo / meta. Come Cristo si è fermato ad Eboli ,con altro significato s’intende, il mio lavoro si è fermato come copriletto per un lettino single!.. Ahi ahi! di buone intenzioni è tappezzata anche la via dell’inferno! C’era la voglia, c’era la piacevole manualità di lavorare all’uncinetto, la complicità della signora amica; e c’era il desiderio di accontentare la bambina che spesso mi chiedeva :< Mamma quando sarà pronta la coperta?  Ed io “un po’ per celia, un po’ per non morire” le rispondevo: <Quando avrai il fidanzato!> Lei rideva sensibilmente divertita, mentre dal canto mio, involontariamente ricordavo a me stessa che io, a 20 anni, avevo incontrato sul treno un giovane- poi divenuto il mio fidanzato, e che “mi impalmò” a 21 anni! Pur senza avere io alcuna coperta all’uncinetto! Senza mamma e senza nonne, nessuno me l’aveva preparata!

Ho realizzato nel tempo anche altri piccoli lavori; niente di straordinario, beninteso ….. che tuttora mi sono cari e graditi!. Si dà il caso che sferruzzavo dopo cena, sul divano, davanti alla TV, in un angolo, col un bel lume diretto sul lavoro… Allora con tutti i sensi”svegli” ed efficienti mi bastava uno sguardo allo schermo, per afferrare al volo parole e concetto, salvando “capra e cavolo” !  Mia figlia cui erano diretti…per il corredo da sposa, intanto cresceva e ad otto anni “conobbe il fratellino”, quasi inaspettato anche per me e il papà, ma bene accolto e assai gradito al tempo stesso!

Arrivato il secondogenito, le giornate divennero più dense d’impegni…Al mattino improrogabilmente la scuola; nel pomeriggio quasi quotidianamente si usciva per una breve passeggiata- io e mio marito- con bici e passeggino, alla villa comunale o per sentieri di campagna, appena fuori le mura. Chieti era una città vivibile e a misura d’uomo, ma non aveva ancora isole pedonali ed aree riservate, se non il Corso, per lo struscio pomeridiano e serale! 

Un tenero ricordo: mi sovviene che la bimba, piuttosto delicata e di scarso appetito, intorno ai 4/5 anni dopo la passeggiata, talvolta si stancava e sulla via del ritorno a casa voleva venire un po’ in braccio; se le dicevo che avevo già anche la busta della spesa, lei ribatteva: <Mamma te la porto io la busta, stando in braccio a te! E ALLORA… VAI! Tutto in braccio, con la mia forza giovane e la sana e robusta costituzione, acquistata da ragazzina, quando un tempo, in famiglia si svolgevano lavoretti piccoli e grandi, sollecitati e guidati dagli adulti! Era d’uopo e d’uso fare così nella stragrande maggioranza delle famiglie, in paese!

Pertanto a 31 anni tornai ad allattare, e la sera a cantare la ninna nanna, giacché il mio bimbo non era di quei pupi ” sonnacchiosi”, paciocconi; e altresì dovevo raccontare qualche favola in più, per evitare che la bambina si sentisse trascurata da me, che necessariamente dovevo dedicarmi con più frequenza al piccolo…. Ma devo riconoscere in tutta verità che mio marito, pure maestro come me, libero la domenica, mi dava una mano, non certo in cucina- hobby estraneo per lui- ma premuroso, attento e ordinato coi bimbi – specie portandoli fuori alla villa comunale- lieti tutti di poter contare per pranzo sulle tagliatelle o qualcos’altro, nel frattempo da me preparate! 

Il gioco familiare dei ruoli! Un tempo più diffuso, affermato e richiesto!! 

Anche la scuola era cambiata nel frattempo; coi Decreti Delegati si erano organizzati moduli educativi con tre insegnanti su due classi orizzontali e /o verticali. Avvertivo la necessità di un aggiornamento magari, anche in circoli volontari…Così in quel periodo frequentai con diletto, l’ M.C.E.- movimento di cooperazione educativa – rinnovando le mie competenze. Mi trovai però quasi confinata e prigioniera dell’ambaradam familiare e lavorativo! Con la conseguente e logica interruzione di lavori a maglia!!!!!!.

Allora pensai <Spero di poter tornare a lavorare all’uncinetto dopo la pensione>…

Ahi, ahi! non avevo fatto bene i conti: col trascorrere veloce ed inesorabile del tempo…si verificarono vari cambiamenti; si decise la costruzione di una nuova casa con un po’ di terreno/giardino, e quindi il relativo trasferimento… si realizzarono due eventi sognati, cioè il matrimonio dei figli… fino all’arrivo caro ed atteso dei nipoti…. e poi e poi e poi… non sono mancati qualche delusione, qualche disinganno malcelato, qualche rugginosa giornata, qualche immancabile imprevista inattesa amarezza…La vita li riserva a tutti! Senza escludere nessuno, credo!  In compenso però già in questi giorni di fine febbraio, col sole invitante,io non ho bisogno di andare per prode o fossi a “cor” viole e pervinche …il mio prato ne è pieno zeppo, fra una miriade di pratoline bianche e rosse … che una volta… coglievo coi nipotini piccoli!

Insomma, ora disbrigo forse con più lentezza le mansioni della quotidianità! Tra casa e giardino sono sempre occupata. Ma in questa terza età, trascorro giornate piuttosto “anonime”, più grigie dei miei capelli..Purtroppo è così per me; sento, ora, la sindrome del “nido vuoto”, giacche’ i nipoti -ormai grandi- sono lontani!  Fortunatamente alcuni resti di quelle lane colorate, ritrovati integri in mansarda, sono stati riscoperti e valorizzati in altro modo; se ne serve a scuola mia nuora, per bei lavoretti creativi, appunto con materiale da riciclo; li usa più spesso mia figlia, che dopo l’insegnamento, nel pomeriggio, cerca qualche motivo per rilassarsi, tra una corsa sul tapis roulant o un esercizio di yoga, una sonata al pianoforte o intrecciando quei fili di lana colorata in garbati ed attraenti “ Màndala”; stesso divertimento fa anche mia nipote, quelle poche volte che torna e riesce a stare qualche ora in casa. Poi entrambe li regalano alle amiche…

…Il filo comune della speranza !!!!!! 

Dal canto mio non ho più toccato da oltre 30 anni un uncinetto, quasi fosse pungente come il fuso della favola/antica, da tenere a debita distanza! E in un tiretto giacciono oziosi, ma ancor custoditi, tanti uncinetti e ferri da maglia, di varia misura e di diverso calibro, che suscitano lontani e giovanili ricordi!  Ma come faccio a tacere che ora, ad 81 anni, scarseggia lo smalto della vivace età giovanile?… che la mia vista non è più perfetta.!?..che ho doloretti alle mani!?.. che nella mia vita è entrato un vento nuovo e inaspettato, con un nuovo “gioco”, aperto, informato, interlocutorio, quasi onnisciente !? 

Eh già, ora ha conquistato la mia attenzione, il mio tempo e forse anche il mio cuore, il PC; dal web così io posso copio/incollare articoli diversi, mentre su FB ci si scambia con maggior frequenza nei vari blog, fra virtuali amici/che “complimenti” e “mi piace” per foto di paesaggi e /o di allettanti piatti con ogni “bendidio”, stimolanti l’acquolina in bocca e una benevola “invidia” (sic !) in qualcuno – come me- priva di cellulare adatto ad immortalare alcunché.  Ne posseggo uno, usato per mia scelta, solo per telefonate di emergenza, ma è di “vecchio-stampo”, forse come quello “antidiluviano” di cui parlava talvolta la compianta e cara amica Maria Delli QUADRI, che nella PACE SPIRITUALE ci guarda dall’alto! 

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Marisa Gallo

Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Un commento

  1. Fantastico scritto ricco di umanità dove i ricordi assumono un valore
    intenso di un grande vissuto, complimenti !
    Andrea b

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