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Il complesso archeologico di Santa Maria dei Vignali a Pescolanciano

di Gabriele la Gamba

particolare della finestra con incisioni rupwestri antichissima pescolanc.

La cinta muraria in opera poligonale realizzata dai Sanniti Tra il IV ed il II Sec a.C. sul colle di Santa Maria dei Vignali, in territorio di Pescolanciano, è una delle più estese e meglio conservatesi tra le tante presenti nella nostra regione. Il sito in questione, che si erge dominando (non a caso) il tratturo Castel di Sangro – Lucera, è costituito da due cinte murarie concentriche che racchiudono un’area di circa 6 ettari, sviluppandosi in lunghezza per 760 m.

La cinta muraria più esterna è munita di una notevole porta d’accesso ed è stata edificata con massi squadrati a regola d’arte, si apprende inoltre dal pregevole atlante delle cinte murarie sannitiche, realizzato da Mario Pagano e Michele Raddi, che a protezione della suddetta porta esiste un’opera avanzata costruita però con tecnica più scadente, con impiego di blocchi in pietra appena sbozzati.

La cinta Sannitica più interna presenta invece un fossato, ancora individuabile lungo alcuni tratti di detta fortificazione, realizzato anch’esso probabilmente in epoca sannita, anche se non è assolutamente da scartare l’ipotesi che possa risalire all’alto medioevo, quando lampanti testimonianze archeologiche riconducibili ai Longobardi attestano che il sito di Santa Maria dei Vignali fu nuovamente insediato dall’uomo.

Del periodo Medievale è infatti riconoscibile, non lontano dalla detta porta Sannitica, il perimetro di una chiesa medievale mentre, nel versante sud-ovest, sono state recentemente scoperte da un team di archeologi e studiosi diverse grosse cisterne con relativi canali di raccolta ricavati dal banco roccioso che potrebbero far pensare alla presenza di un insediamento abitativo.

A confermare ciò esistono, sulla cima del colle, i resti di un castello angioino circondato da cisterne e fosse per il grano.

Il sito di Santa Maria dei Vignali fu definitivamente abbandonato nel periodo compreso tra la fine del medioevo ed il principio dell’età moderna in seguito a gravi eventi sismici che ne compromisero la vivibilità, in ogni caso il luogo in questione resta menzionato nelle mappe del territorio altomolisano fino alla fine del XVIII Sec.

mura sannitiche pescolancresti di fortificazione longobarda pescolanc.


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Editing: Gabriele La Gamba 

 

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2 commenti

  1. Ottimo primo articolo del nostro nuovo autore e web-editor Gabriele La Gamba.
    Complimenti vivissimi

  2. Interessante sapere di quest’area archeologica. Da verificare un po’ le date indicate per la cinta muraria (IV-II sec.), quest’ultima già in periodo ampiamente romano.
    io direi più V-IV sec A.C. ricordando che i sanniti si arresero dopo le battaglie di Sentinum (295) e Aquiloniae (293). Alcune fazioni presero le armi al tempo di Pirro e Annibale, ma le costruzioni megalitiche si ritengono realizzate in particolare all’inizio della minaccia romana.
    A parte tutto, grazie per aver segnalato l’area, speriamo un giorno venga rivalutata.

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