Il Calandro

A cura di Enzo C. Delli Quadri

Il Calandro in una foto d’archivio di altovastese.it

Non è difficile incontrare il Calandro (Anthus campestris), specie molto interessante, sulle cime più elevate dell’alto vastese, negli incolti, nelle praterie sub-steppiche tipiche di alcuni ambienti propri dell’alto vastese. Specie dall’aspetto mimetico molto difficile da determinare per i non esperti, può essere confuso con numerose altre specie dalla livrea simile. Nel vastese, infatti, tutti gli Alaudidi sono localmente chiamati “calandrelle“. Tuttavia con questo termine vengono confuse molte altre specie. Infatti, nel vastese sono presenti, oltre alla Calandrella vera e propria (Calandrella brachydactyla) e il Calandro, qui immortalato, numerose altre specie simili (Allodola, Tottavilla, Calandra, Cappellaccia e altre), talora in notevole numero che, a mio avviso, fanno del vastese il luogo più importante d’Abruzzo per la nidificazione di numerosi Passeriformi poco comuni. Questo dovrebbe di per sè giustificare un livello di protezione massima per queste aree. Ma purtroppo si tratta di un’area molto lontana dalle “stanze dei bottoni”. (Nota di Ivan Serafini)

Ordine: Passeriformes  Famiglia: Motacillidae

Calandro, di V. Cavaliere

Il Calandro vive e nidifica in un ampia area compresa tra Europa e Asia centrale. Grande migratore, lo svernamento avviene prevalentemente nell’Africa subsahariana, mentre per quanto riguarda l’Italia sono alcune aree dell’Italia centro-settentrionale, dall’Emilia-Romagna al Lazio, oltre a vaste zone dell’Italia meridionale, tra Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia, ad ospitare le popolazioni più importanti.

Calandro, di F. Damiani 2

Netta appare la dipendenza di questa specie dalle aree aperte. Se formazioni apparentemente inospitali quali dune sabbiose, cumuli di detriti, greti fluviali e suoli aridi in genere appaiono parte integrante dell’habitat preferito dalla specie, il Calandro evita invece accuratamente le aree boschive, e in genere si tiene alla larga da alberi o cespugli. Prati magri, calanchi, pascoli degradati, sono fondamentali per la vita di questa specie, che sta soffrendo non poco per l’avanzata del bosco, elemento comune a molte aree collinari del nostro Paese dove agricoltura e pastorizia sono state progressivamente abbandonate.

Calandro, di F. Damiani 1

Tra le caratteristiche salienti di questa specie, va rilevata la tonalità del piumaggio, particolarmente calda e simile al colore della sabbia, o dell’oro, quindi la forma slanciata che permette una grande abilità nel volo. Il nido, costruito in una depressione del terreno, contiene da 4 a 6 uova, con i pulcini che tendono a fuggire dal nido ancor prima di essere abili nel volo, finendo di frequente predati da volpi, cani, gatti e altri predatori terrestri.(http://www.uccellidaproteggere.it/)

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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