Il brigante Cozzitto di Pietrabbondante

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di Maria Merola

La banda Cozzitto, facente parte di quella che era la Resistenza molisana, si formò il 23 ottobre ed era costituita dal  tenente di gendarmeria Basile, 12 gendarmi sbandati di Isernia, 3 Cacciatori a cavallo di Termoli, 15 artiglieri fuggiti dalla sconfitta di monte Macerone, 60 terrazzani e montanari, pastori, braccianti agricoli ed ex guardie urbane sfuggite alla cattura piemontese dopo la battaglia del Macerone.

Il capo comitiva dei briganti era Vincenzo di Pinto, alias Cozzitto nativo di Pietrabbondante (Is), che nel 1861 – dopo aver preso parte, proprio nella sua terra natia, alla reazione anti garibaldina avvenuta nell’autunno dell’anno precedente guidò nell’alto Molise la resistenza armata contro le truppe piemontesi, ponendosi a capo di una numerosa ed agguerrita comitiva che arrivava circa a duecento gregari.

Il “Caporale Cozzitto”  così ricordato tutt’oggi dai suoi compaesani più anziani, rappresenta una figura quasi leggendaria ancora viva nella tradizione popolare.

L’11 marzo 1861 Cozzitto, pratico dei luoghi avendo fatto il guardiaboschi, attaccò con la sua banda, un reparto del 6° fanteria portando consistenti perdite presso Pietrabbondante, mentre il 18 un gruppo al suo comando s’impossessò delle armi e denaro della guardia nazionale di Sessano.

Nel mese di giugno Cozzitto continuò la sua attività assalendo la guardia nazionale di Vastogirardi e impossessandosi di armi e munizioni per poi passare al comune di Chiauci dove saccheggiò le case dei collaborazionisti e la casermetta della guardia nazionale. Nei giorni successivi fu alle prese di incursioni a Concasale, Vastogirardi, Castiglione, Castepizzuto e Roccamandolfi.

A settembre 1861 il Generale Onorato Rey di Villarey, per catturare Cozzitto,  ordinò l’arresto della moglie nonostante lo stato di gravidanza; con lei furono incarcerati anche i suoi due bambini. Inutile dire che il generale ottenne il suo scopo: Cozzitto fu arrestato.

A quanto pare Cozzitto riuscì a recare disturbo anche al grande classicista tedesco Theodor Mommsen che era giunto in Molise tra i 29 e 30 anni.

Theodor Mommsen

Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: La Terra in Mezzo

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