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Il bimbo del 43…

Racconto di Raffaele Buzzelli [1]

Vista sul bosco di Scodanibbio di Castel di Sangro

Dopo la distruzione della chiesa della Madonna degli Eremiti [2], gli scampati castellani, sfollati nel bosco di Scodanibbio di Castel di Sangro, si affrettarono a fare capanne per ripararsi e sopravvivere. Gli uomini di notte tornarono alla chiesa per vedere lo scempio perpetrato dai tedeschi e cosa fosse rimasto. Purtroppo, nulla trovarono da recuperare, nè cibo nè vestiario, solo macerie fumanti: mine e incendi avevano distrutto tutto e seppellito tutto. Ma…. sotto lo sguardo “benevole” della luna, un miracolo apparve ai loro occhi: in quello squallore, nella nicchia sopra l’altare, la Madonna col Bambino apparve splendente, intera e bella. Era successo che lo scoppio delle mine avevano fatto saltare tutto, ma il muro dell’altare era rimasto intatto e la statua della Madonna era al suo posto, nella nicchia sull’altare. Tale visione diede conforto immediato, sostegno e coraggio a quelle persone che non avevano trovato nulla più da recuperare ma, lì, davanti alla Madonna, ritrovavano l’antica fede e l’atavica forza per riprendere a lottare per sopravvivere. Al ritorno presso i cari rimasti nel bosco, riferirono l’avvenimento a loro e alle altre genti nascoste nel bosco: con loro non avevano fardelli di cose utili né cibo né vestiario ma il loro racconto della statua della Madonna col Bambino, salva ed intera, infuse coraggio e fiducia a tutti. In seguito, anche altre genti vennero dalle contrade vicine per pregare, chiedere aiuto, forza e ringraziare la madonna per essere ancora salvi. La devozione alla Madonna degli Eremiti ed al santuario continuava a vivere. “La fede nella Madonna dà fede nella vita”.

Bosco di Scodanibbio di Castel di Sangro

E la vita, così, per un certo periodo, si svolse nel bosco, fra stenti e freddo e fame e cattivo tempo, finché non avanzarono gli alleati da San Pietro Avellana che occuparono Castello e, conquistatolo, respinsero i tedeschi oltre il Sangro verso l’Arazecca e Roccaraso. Gli sfollati uscirono dai boschi, dai rifugi provvisori e rientrarono al paese. Castel di Sangro era stato distrutto da mine e incendi; era diventato un ammasso di macerie. Si cercò di vivere nelle case rimaste in piedi e nei fondaci e stalle non crollate e scampate a mine, bombe ed incendi…ma si continuava a vivere sotto il tiro delle cannonate e fuoco delle mitraglie dei tedeschi asserragliati sull’Arazecca…

Il bimbo del 43 era sempre spaventato; non riusciva a riacquistare la pace e la tranquillità…il bimbo pativa sofferenze, paure e ferite alla gamba bruciata. Gli spaventi, che non riusciva a superare di giorno, lo assillavano di notte, rendendogli il sonno agitato, creandogli insonnie e incubi terribili: la guerra, i tedeschi, gli spari, le bombe, le cannonate, il rombo degli aerei che sorvolavano il paese. Il bimbo aveva incubi continui; passava le notti in bianco tra lamenti e pianti insistenti; la mattina, il cuscino era bagnato fradicio di lacrime amare. Se appisolato, nel sonno agitato, tirava calci e pugni fino a ritrovarsi aggrovigliato tra coperte e lenzuola, rintanato e nascosto ai piedi del letto, per cercare di sfuggire agli incubi e alle paure.

Con l’aiuto di tanti che cercarono di distoglierlo – affermando sempre e ripetutamente che tutto era ormai un cattivo sogno, i tedeschi non c’erano più, e la guerra era finita – riuscì, a poco a poco nel tempo, a superare, in qualche modo, tale stato sofferente ……. ma tutta la realtà vissuta tornava ad opprimerlo appena prendeva sonno. Tale realtà negativa si protrasse ancora molto tempo dopo. Gli strascichi della guerra erano radicati nel suo animo, come fatti subìti, incancellabili.

Madonna degli Eremiti, anno 2014 – foto di Carmine Riccio.

 


[1] Raffaele Buzzelli, abruzzese, diplomato liceale, ex giornalista corrispondente del Tempo Alto Sangro, ex bibliotecario, storico locale, esperto di archeologia, esperto di erbe alimentari, salutari, officinali, partecipa e tiene conferenze di visite in siti storici archeologici.
[2] La Madonna dell’Eremita è la chiesa più antica di Castel di Sangro. Distrutta dal sisma del 1456 e dall’ultima guerra nell’autunno del 1943, è stata ogni volta ricostruita. Ultimamente non sembra sia ben curata.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. BEL RACCONTO – DENSO DI FEDE RELIGIOSA E DI TRADIZIONE PAESANA…
    Forse autbiografico!?…Grande il coinvolgimento nelle situazioni belliche vissute , ed è lo stesso quello suscitato in noi lettori. Specie in quanti nel ‘43 “eravamo” più o meno bambini, come il protagonista, pur se illesi da bombe…ma solo con la loro eco paurosa nel cuore e nelle orecchie!

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