Il Barbo

a cura di Enzo C. Delli Quadri

Fiume Sangro

Il fiume Sangro nasce a 1441 m s.l.m. sulle pendici del monte Turchio, sotto il Passo del Diavolo, nel parco Nazionale d’Abruzzo. Dopo un percorso di 122 km sfocia nel Mare Adriatico nei pressi di Torino di Sangro (CH). Il suo bacino copre per il 59% la provincia di Chieti, per il 37% quella dell’Aquila e per il 4% la provincia di Isernia. Inizialmente scorre da NW a SE in gole strette e profonde e, in località Villetta Barrea forma il lago artificiale di Barrea. Attraversa il centro abitato di Alfedena, il piano di Castel di Sangro, le località Ateleta e di Quadri segnando il confine tra le regioni dell’Abruzzo e del Molise. A valle il fiume Sangro forma il lago artificiale di Bomba con capacità di 83 milioni di m3 e l’invaso artificiale di Serranella.

Fiume Trigno

Il fiume Trigno nasce dal Monte Capraro, a 1.150 m s.l.m., in località Capo Trigno nel comune di Vastogirardi, in provincia di Isernia. Entrato nella provincia di Campobasso, il fiume segna il confine con l’Abruzzo (provincia di Chieti) discostandosene solo per due brevi tratti: il primo nel comune di Trivento, il secondo nel comune di Montenero di Bisaccia, per sfociare nel mare Adriatico al termine di un corso lungo 85 km.

Il fiume Sangro e Il fiume Trigno rappresentano uno straordinario habitat naturale per numerose specie animali e vegetali. Tra questi troviamo il Barbo

Ne parla anche Luca Fasano, Giornalista pubblicista di Sant’Angelo del Pesco, nel suo libro “Scì benditt’ lu citro”, Luca Fasano, raccontando alcuni episodi della vita santangiolese. (All’epoca, il Sangro era pressoché incontaminato, i pesci pullulavano e non erano rari nemmeno i gamberi di fiume. Ilario aveva in pratica l’esclusiva e, quando tornava, nove volte su dieci scaricava nel lavatoio sotto casa capitoni e barbi da un chilo in su.) Se vuoi leggere l’intero articolo clicca su Ilario e … la pesca miracolosa).

Il barbo italico, è un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia dei Ciprinidi

Distribuzione e habitat

L’habitat in cui questo organismo acquatico svolge le proprie funzioni biologiche è principalmente caratterizzato da acque correnti, limpide e ben ossigenate. Il fondale prediletto da questo Ciprinide è ghiaioso-roccioso. In seguito ad immissioni è ora presente anche in Italia centrale e meridionale.

Descrizione

Come tutti i pesci della famiglia dei Ciprinidi possiede un corpo allungato ed affusolato. L’apparato boccale è infero ed è costituito da diversi tessuti membranosi; costituito due paia di barbigli, rispettivamente al lato del labbro superiore e agli angoli della bocca da cui deriva il nome della specie. Possiede una livrea dorsale che varia a seconda del tipo di fondale: principalmente può assumere colorazioni che virano tra il grigio-verde-marrone; inoltre è caratterizzata da una fine punteggiatura grigio-nera. La livrea laterale vira generalmente sul marrone partendo dalla porzione dorsale del corpo e si schiarisce giungendo verso la porzione ventrale dove assume una colorazione che vira sul bianco-perla; come la porzione dorsale, anche le porzioni laterali possiedono fini punteggiature scure che permettono al Ciprinide di mimetizzarsi adeguatamente con il fondale ghiaioso.

  • La pinna dorsale è di colore marrone-verde è presenta punteggiatura.
  • La pinna caudale è anch’essa tendente al marrone.
  • La pinna anale possiede una livrea che vira tra il rosa-rosso.
  • Le pinne ventrali possiedono una livrea tendente al rosa chiaro negli individui giovani.
  • Le pinne toraciche presentano la tipica conformazione strutturale appartenente all’ordine dei Ciprinidiformi.
  • L’opercolo è accentuato e presenta una colorazione tendente all’oro.

Tranne casi eccezionali in cui può raggiungere i 60 cm di lunghezza ed i 4 kg di peso, le misure medie del pesce adulto sono di 30 cm di lunghezza e 2 kg di peso.

Riproduzione

Il periodo riproduttivo si localizza tra fine maggio e metà giugno. L’organismo femminile espelle centinaia di uova possedenti genoma aploide di circa 2 mm di diametro. Non passa lungo tempo prima che un organismo di sesso maschile attui una forma di fecondazione esterna. A fecondazione ultimata, le uova presentano un genoma diploide. La fase di maturazione dura circa 10-15 giorni e avviene sul fondo ghiaioso-sabbioso.

Il barbo comune possiede un metabolismo sessuale estremamente lento, la maturità sessuale è raggiunta a 4-5 anni di età. Le uova sono potenzialmente tossiche se ingerite; possono provocare nausea e vomito.

Alimentazione

Il Barbus Plebejus possiede una dieta onnivora: si nutre principalmente di invertebrati, vegetali, tricotteri, larve adagiate sul fondo e non raramente di piccoli pesci.

Pesca

Viene pescato soprattutto con la tecnica della passata, della pesca a fondo o a ledgering (con pasturatore). L’esca migliore è il bigattino ma si possono usare anche i lombrichi, pane o molti altri tipi di esca trattandosi di una specie onnivora. In inverno è difficoltoso localizzarlo poiché trascorre la stagione sfavorevole rintanato nelle buche più profonde, durante la primavera e d’estate si muove molto e lo si incontra più facilmente. È una preda apprezzata per la sua strenua difesa (soprattutto gli esemplari più grandi), le carni sono buone ma estremamente liscose.

Curiosità

Le ovaie sono velenose se ingerite. Nell’antichità venivano usate per procurare il vomito.

 

 


Fonte: Wikipedia
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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