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Lungo i Sentieri di Leondina – Sudore de Papa’

di Leondina Crispi [1]

Sudore de Papà

‘Uarde ru ciele azzurre
send’ n’arietta dolce
m’avvie pe’ verde prate
camine pe’ penza’

penze ca st’erba verde
ste’ file calpestate
sudore hanne assurbite
de mamma e de papà

la zappa pe’ burzetta
la cesta pe’ cappeglie
speranza dentr’all’anema
e amore pe’ re figlie

ru sciumareglie scorre
p’arenfresca’ la fronte
e indand’ apre ru bucch’
ca ru pranze e’ pronte

le pane m’busse all’acqua
la cappa pe mantella
e “tutte le funtanelle”
bastevane pe surride

ogg’ mille profume
de cibbe sopraffine
vistite scintilland’
che sfizie punne da?

ru guste sime perse
della fatica vera,
chella ch,’ la sera,
m’piede te fa addurmi’

te fa addurmi’ penzenne
che mal’ nen’ si fatte
maestre silenzius’
d’ chi ada’ ancora cresce

e cammenenne penz’
a quir’ addor’ frisch’
terra che t’arrubbist’
sudore de papa’

.

Traduzione, in prosa, dell’autrice

“Un giorno di primavera, in una splendida giornata serena, mentre mi incamminavo verso la campagna incolta, (“ste prat’ calpestate”) riflettevo sulle interminabili giornate di fatica dei miei genitori che, muniti di zappa (“pe’ burzetta” = per borsetta), l’immancabile mantella (“cappa”) e la cesta in testa (“pe’ cappeglie”= per cappello), andavano a svolgere il loro lavoro nei campi.

Nello zaino (“ru bucch'”) il pranzo, (“le pane”= il pane), per rinfrescarsi la fronte e per ammorbidire il pane il fiumiciattolo (“ru sciumareglie”), e per lo spirito…(“pe surride”) il canto (“tutte le funtanelle” è il titolo di un bellissimo canto abruzzese)…

…ma nell’anima c’era la speranza per il futuro dei figli e tanto amore per loro…ai quali bastava l’esempio di vita del padre (“maestr’ silenziuse d’ chi adà ancora cresce”), un padre che quasi sempre la sera, per la stanchezza, si addormentava presto e a volte anche in piedi (“m’bied’ te fa addurm'”)…

L’attuale nostro benessere, (“ogg?”), fatto di cibi raffinati ed abiti firmati, ci ha tolto però il gusto di aver agito per il meglio (“ca mal’ nen’si fatte”). Siamo noi, oggi, veramente maestri di vita per i nostri figli? Abbiamo dato esempio con il nostro corretto agire quotidiano? (“Esembie ru si date…”)

Ancora oggi ricordo i vezzeggiativi di papà…..mi chiamava “cumbettella”= confettino…..ma la stanchezza a volte gli impediva di rimanere sveglio per coccolarmi un pò….e io spesso me la prendevo col suo duro lavoro nei campi….

TERRA CHE T’ARRUBBISTE” = terra che rubasti la fatica di mio padre

__________________
[1] Leondina Crispi è nata ad Alfedena nel 196. È stata insignita del Premio Antonio De Nino dal Comune di Pratola Peligna nel 1998, come ricercatrice delle tradizioni popolari.  È responsabile della Biblioteca Comunale di Alfedena e Responsabile Amministrativo del Museo Civico Aufidenate Antonio De Nino di Alfedena, che ha riaperto i battenti nel 1997, in occasione del centenario.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Ottimi spunti di riflessione, grazie.

  2. Poesia che deve tutta la sua bellezza alla semplicità delle espressioni –comuni e frequenti della vita nel tempo passato- ma non certo prive di delicatezza e di grande amore…qui ricordate e valorizzate dall’Autrice.

  3. Quasi tutti settenari, questi BEI versi sono inanellati in una “collana” di affettuosi ricordi e di esempi di vita …che un tempo scorreva più a misura d’uomo, SPECIE NEI NOSTRI PICCOLI PAESI DI MONTAGNA!…

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