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Tutti i Santi e commemorazione dei defunti

Meo Domenico [1] tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, CB 2001

All-Saints
La festa di Ognissanti risale alla fine del secolo VIII, quando l’episcopato franco la istituì per sostituirla al Capodanno celtico, che cominciava all’inizio di novembre. Ci vollero parecchi secoli per diffonderla in tutta l’Europa: soltanto nel 1475 Sisto IV la rese obbligatoria per la Chiesa universale.

«Viene spontaneo chiedersi perché i Celti avevano fissato il capodanno nel cuore dell’autunno. Un contadino lo capirebbe immediatamente, perché questa è l’epoca in cui è finita una stagione agraria e s’inizia la nuova. Il grano è stato appena seminato, è sceso negli inferi, nel cuore della terra, e comincia il suo lento cammino verso la futura germinazione. Per cristianizzare questo capodanno la Chiesa franca istituì non soltanto Ognissanti ma anche la Commemorazione dei defunti».[2]

cimitero del verano

Che quest’ultima sia il residuo di una festa di Capodanno, lo si evince da un uso praticato anche ad Agnone. E’ credenza diffusa che, in occasione della festa dei Santi, tutti i morti lascino la loro sede nell’aldilà e sono liberi per quaranta giorni: fino alla festa dell’Epifania quando ognuno deve tornare al suo posto di pena o gioia eterna.

Appena in libertà, i morti si dispongono in lunga processione (si crede che vengano seppelliti con gli abiti da festa, perché, in questa circostanza, possano fare bella figura) e, a mano a mano che ciascuno giunge in prossimità di quella che fu casa sua, lascia il corteo e torna fra i parenti. Perciò la sera del primo novembre si va a dormire presto altrimenti i morti non possono rientrare in casa. Si ha cura di lasciare la tavola apparecchiata e l’acqua nella tina, perché il morto resta in casa e, mestamente, la sera dell’Epifania, si appresta a lasciare i suoi con questo lamento:

Vularrojja ca tutte re Sènde issene e menissene e Pasqua de la Befanojja nne menésse mìeaje.[3]

 

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[1] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.
[2]A. Cattabiani, Lunario, Mondadori, Milano 1994, pp. 331-332.
[3]Vorrei che tutti i Santi andassero e venissero / e Pasqua dell’Epifania non venisse mai.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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