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I giochi di una volta: La vriccia

di Ida Busico, Oreste Conti, Maria Delli Quadri, Esther Delli Quadri 

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Chi di voi ricorda quel gioco che chiamavamo “a “Vriccia’ “?

Oggi pomeriggio, mentre stavo in giardino, ho raccolto tra la terra dei sassolini…. In un flash mi sono rivista bambina, seduta sulla soglia del portone, in mano cinque sassolini e come allora, tanti anni fa, ho iniziato a giocare: poggio a terra i sassolini e inizio a lanciare in aria il primo e nel frattempo con la stessa mano ne raccolgo uno da terra riprendendo al volo quello lanciato . Lo stesso gesto per tutti i sassolini.

Al secondo giro ne lancio sempre uno in aria ma ne prendo due alla volta di quelli a terra. Al terzo giro dopo il lancio ne raccolgo prima tre e poi quello rimasto. Al quarto giro lancio e cerco, con gesto fulmineo, di prendere i quattro sassolini con una sola presa e contemporaneamente quello lanciato…..OPLA’!

Con mia grande sorpresa e sorridendo mi sono resa conto di riuscirci ancora…. anche se….  non con la stessa disinvoltura di una volta……

vriccia 5-sassoliniQuella descritta è la parte più semplice del gioco che non finiva lì. Per i più esperti il gioco continuava con il ponte e il finale:  si buttavano i sassolini a terra, sempre piuttosto vicini tra loro, se ne lanciava uno in aria e con la stessa mano si  cercava di far passare, uno alla volta, i sassolini sotto il PONTE formato dal pollice e dall’indice (incrociato sul medio) dell’altra mano. Regola importante: il ponte era fisso e tra un lancio e l’altro non poteva  essere modificato o spostato. Il sassolino lanciato in alto non doveva assolutamente cadere a terra né  gli altri, passando sotto al ponte, potevano toccare gli altri sassolini a terra. Il gioco si concludeva con il lancio dei cinque sassolini in aria, tutti insieme, e nel farli ricadere tutti e cinque insieme sul dorso della mano per poi, immediatamente, rilanciarli e raccoglierli di nuovo nel palmo della mano.

Ciao a tutti e… buon gioco!


 

Nel racconto di Oreste Conti

Un  ciottolino, alcune monete …….giochiamo a vriccia, così come ce lo racconta Oreste Conti nel Libro “Letteratura Popolare Capracottese” edito da Luigi Pierro, Napli 1911.

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Nei ricordi di Maria  Delli Quadri e Maria Rossi

Si dispongono dei sassolini su un piano. Poi si prende un sassolino e lo si lancia in aria, mentre contenporaneamente se ne raccoglie un altro tra quelli disposti in piano e così via  Vince chi ha raccolto il numero maggiore di sassolini in mano!.
Me lo ricordo bene – racconta Maria Rossi –  perché mia madre mi raccontava di una sua prozia che, mentre stava giocando a vricc’ con una amica, venne raggiunta da sua sorella che le disse di  tornare in fretta a casa perchè c’era ru spos’ in visita. E lei rispose : mò viéng, famm’ finì sta partita a vriccia!
Maria Delli Quadri, da parte sua, ricorda che : Noi lo facevamo con i sassolini. Le monete chi ce le dava. Io ero una campionessa, soprattutto nella quattro e nella cinque.


Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

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