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Gran Tour da Castel di Sangro in Alto Molise, alla scoperta dell’Altosannio

di Annamaria Sconciafurno

“Stiamo attraversando un periodo che, ci auguriamo tutti, finisca al più presto, in cui responsabilmente siamo costretti a rinunciare a pranzi e cene con amici ed amiche ed anche con parenti purtroppo! È per questo che voglio ricordare e condividere i festeggiamenti per i 25 anni di mio nipote, avvenuti un anno fa, poco prima che il virus arrivasse a stravolgere le nostre vite. Per festeggiare i 25 anni di nostro nipote Ezio, venuto appositamente da quel di Milano, gran tour in alto Molise. 

Si parte da Castel di Sangro, ci si inoltra in strade tortuose in mezzo a boschi secolari, che ancora risuonano dei fragori della guerra, siamo vicini alla Linea Gustav, attestata sulle nostre montagne, si attraversa San Pietro Avellana. Ancora altri boschi e, per un breve tratto, ci affianchiamo alla “Transiberiana” con i suoi turisti, e, quasi insieme arriviamo a Carovilli. Come non ricordare le lunghe soste per aspettare le coincidenze con il trenino per Castel di Sangro qui, facciamo sosta per gustare i sapori della cucina molisana alla “Grande Quercia” ci accoglie e non può passare inosservata una maglietta indossata da una ragazza con la scritta “il Molise non esiste! Tutto ciò che vedete è solo un’illusione!” ed illusione proprio non sono i sapori ritrovati di formaggi caprini, di gnocchetti e sagnette condite con tartufi, funghi e cacciagioni e carni a km 0 e brindisi augurali con vini e liquori molisani a cui si uniscono turisti Israeliani con la loro guida che li porta alla scoperta di “Molise cousine”. È questa la pagina Facebook a cui fanno capo tutti coloro che vogliono trovare…l’isola che non c’è! 

Foto di rito sotto l’ombra immensa della grande quercia e poi via alla scoperta di altre illusioni! Pietrabbondante, con il suo tempio, alla cui ricostruzione partecipò anche mio padre circa 50 anni fa, e con il suo magnifico teatro è già tardi ed allora ci dirottiamo, avendolo “dejà vù”, verso Vastogirardi ed il suo castello appartenuto alle famiglie nobili Borrello prima e Caldora poi. Ora è abitato da gente comune con problemi comuni ai piccoli borghi: isolamento, abbandono, mancanza di opportunità lavorative in loco e quei pochi che il lavoro l’hanno trovato nelle città limitrofe, ora sono in cassa integrazione e non raggiungono quota 100! Leggiamo proprio da una parte della maestosa porta d’ingresso del castello il cartellone con le informazioni turistiche, molto dettagliatamente ed interessanti, sulle origini del borgo di Vastogirardi, e, proprio lì accanto leggiamo un manifesto che abbiamo letto a Castel di Sangro e ne chiediamo conto all’operaio che ci ha raccontato le sue vicende e che ora ci racconta quelle legate alla signora defunta. Il manifesto è lì perché di lì era il marito con cui poi si erano sposati nella vicina Pietrabbondante. Di lì alla morte del marito, la signora si era voluta trasferire a Castel di Sangro dove, purtroppo, dopo un solo anno, ha trovato la morte.  Conosciamo la signora Ada, quasi 90 anni a cui non sembra vero trovare qualcuno con cui scambiare ricordi e parlare del suo paese, un bellissimo borgo racchiuso fra le mura di cinta del castello con vista mozzafiato sulla verde vallata circostante. Stanno costruendo addirittura un nuovo stadio ….. visto che la squadra è in serie D! Un’altra cattedrale nel deserto. Per fortuna, mio fratello, che ha lavorato per la “sovrintendenza delle belle arti” ci indica la presenza nei pressi di un tempio italico! Lo troviamo subito ed è una sorpresa enorme! Poco resta ma di quel poco parla della grande civiltà Sannita, del loro culto per gli Dei e per la natura. È proprio in mezzo al verde, lontano da luoghi abitati e vicino ad una sorgente di acqua cristallina che si ergeva questo pantheon di cui resta il muro di cinta, alcune lesene e capitelli e tante pietre che aspettano di essere sistemate e conosciute! Il tempio era dedicato alla Dea Mephis che assicurava il passaggio dalla vita alla morte. Non ho potuto fare a meno di seguire il percorso di questa signora, di cui ho in comune il nome, che, nata a Castel di Sangro, sposata a Vastogirardi, vissuta a Pietrabbondante e venuta a morire a Castel di Sangro! Che questa divinità sannita la accompagni nel suo ultimo viaggio! 

Ripercorriamo le tortuose strade ormai scuro ma sempre invitante dei nostri folti boschi riattraversiamo San Pietro Avellana, risorta anch’essa dopo le rovinose peripezie della guerra e torniamo alla nostra Castel di Sangro in Abruzzo. Ma chi, quando e come si è potuto fissare questo confine, solo chi non conosce la storia comune dell’AltoSannio ha potuto commettere un simile disastro e rendere “inesistente” un pezzo di Abruzzo o di scindere ciò che era Abruzzo e Molise!

Un tour in AltoSannio, fra natura e cultura, fra sapori e saperi antichi, ma soprattutto con persone legate da vincoli familiari, amicali ed altre lì incontrate, discendenti sanniti e, come loro determinati per non dire testardi ed aperti al futuro, nonostante tutto oltre che, chi l’avrebbe mai detto. In un deserto verde come questo, l’incontro con un gruppo di Israeliani, discendenti di quegli Ebrei che qualcuno che non vale nemmeno la pena di nominare, avrebbe voluto sterminare e che ora sono riusciti a rendere verde anche il loro deserto, quello vero! Altro che regione che non esiste, altro che isola che non c’è! Altro che illusione. È stato tutto vero, vissuto e profondamente sentito ed interiorizzato. Dopo aver tanto viaggiato, questo ho capito, comunque che le persone valgono più delle cose e dei luoghi! Ezio, il nostro piccolo grande Ezio, non poteva festeggiare in modo migliore il suo quarto di secolo, fra la sua gens, la gens sannita che, come seppe tener testa alla gens romana ora, saprà tener testa al futuro che lo aspetta fra la gens lombarda che oggi lo aspetta, non armato di lance e scudi su un cavallo ma di tanta forza e determinazione a bordo di un aereo di linea!

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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