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Gli insopportabili piagnistei dei politici nostrani con province mangiasoldi

di Enzo C. Delli Quadri [1]

In una lettera dei primi di novembre 2013, spedita all’attenzione del Presidente della Repubblica, il sindaco di Pesche, Comune Molisano a pochi chilometri da Isernia, chiede l’intervento autorevole del nonno d’Italia, contro il Patto di Stabilità, che lo costringerebbe o ad aumentare le imposte comunali o a ridurre i servizi verso la popolazione.

Sono comprensibili l’amarezza e le difficoltà oggettive del Sindaco di Pesche.

Viceversa, non sono comprensibili la difesa dell’attuale organizzazione dello Stato, a partire dalla Provincia di Isernia, che lui fa all’inizio della lettera, e il suo limitarsi ad una forma indiretta di ricatto politico del tipo: “o aumento le imposte comunali o riduco i servizi“.

A quanto pare, il sindaco non vuole capire o fa finta di non capire che la gestione scellerata e clientelare di sanità ed energia, fatta dalle regioni, ha prosciugato miliardi di sudore degli Italiani.

Dovrebbe, egli, prende atto che, piuttosto che piatire comprensione e commozione da parte del Presidente della Repubblica, dovrebbe darsi da fare per eliminare questi enormi sprechi della pubblica amministrazione che, come dice il nostro amico Gustavo Tempesta Petresine, hanno ridotto la nostra terra a

Terra divisa in spicchi e mangiata senza pane.

E, quindi, non stia lì ad aumentare passivamente le imposte e le tasse, per continuare a dar da mangiare a una casta provinciale e regionale, indecenti; non stia lì a ridurre i servizi essenziali; ma lotti per eliminare sprechi legati alla politica e a tutto quello che di inaccettabile vi ruota intorno: favoritismi, strani appalti, posti di lavoro improduttivi, consulenze, consorzi, agenzie e altri organismi inutili.

E si dia da fare, anche a casa sua, per eliminare gli sprechi legati all’esistenza di piccoli e piccolissimi comuni, come il suo, i quali, invece di accettare la realtà della inderogabile necessità di una Unione dei Comuni, insistono a difendere i loro campanilismi, illudendo la gente che basti una semplice e onesta amministrazione, per risolvere i gravi problemi finanziari nazionali, regionali provinciali e comunali.

A dimostrazione di cosa sia una provincia, ecco cosa ci raccontano, oggi, i giornali:

Nell’articolo si legge: ci sono i soldi per i premi ai dirigenti, per i rimborsi ai consiglieri e le indennità agli assessori. Viceversa, non ci sono i soldi per il piano neve e per il riscadamento.

C’è poco da aggiungere.

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[1] Molisano di Agnone (IS), ex Manager Aziendale oggi in pensione, da 22 anni si preoccupa di divulgare la cultura popolare della sua terra con l’obiettivo di veder riaggregato il territorio dell’Almosava-Altosannio, oggi sottoposto a 4 province e 2 regioni.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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