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Il giorno di San Giovanni: credenze e riti

a cura di Rita Cerimele[1]

Solstizio_destate_2013

Riti, tradizioni e superstizioni differenti avvolgono la notte tra il 23 e il 24 giugno in una nuvola di mistero e magia. E’ la notte che segna il solstizio d’estate…, quando il sole è alla massima inclinazione, quando il giorno è più lungo e la notte più breve, quando, secondo un antica credenza, il sole si sposa con la luna, quindi il fuoco con l’acqua… E’ la notte che segna l’inizio dell’estate e inizia anche il percorso del sole verso il declino invernale. Nel calendario liturgico si ricorda la nascita di San Giovanni Battista e in questa festa si esaltano i poteri del fuoco, dell’acqua, della luce e della terra ricca di erbe e frutti.
Nella notte piu’ breve dell’anno si attendeva la luce del sole accendendo falo’, si raccoglievano i fiori e le erbe ricchi di rugiada, simbolo di purificazione, a cui venivano riconosciuti effetti salutari e benefici.
E’ definita anche “la notte delle streghe”, poiche’, si racconta, esse si radunassero in questo momento astrale… per compiere i loro sortilegi.
E’ una notte magica, dove si assiste a uno strano connubio di sacro e profano, e’ una notte di riti che hanno radici antiche, di tradizioni come…

I Fuochi
solstizio fuochiI falò accesi nei campi e sui monti erano considerati purificatori, accesi in onore del sole per apprezzarne la benevolenza, per rallentarne l’inesorabile discesa nelle brume invernali. Nel fuoco venivano gettate cose vecchie perché si credeva che il fumo che ne scaturiva, tenesse lontano spiriti maligni e streghe e i contadini facevano attraversare il fuoco dal bestiame per purificarlo e preservarlo dalle malattie.

La raccolta delle erbe
raccolta erbeLe erbe raccolte in questa notte si credeva avessero poteri miracolosi: l’iperico, detta anche l’erba di San Giovanni, i cui fiori durano un giorno e una volta appassiti, strofinando i petali con le dita, le macchiavano di rosso; l’artemisia, chiamata anche assenzio; la protettiva verbena, detta anche “erba della doppia vista”, poiche’ si credeva che bevendone l’infuso si vedessero realta’ nascoste; le bacche di ribes rosso, l’aglio, la cipolla, la lavanda, la ruta, il rosmarino, la mentuccia…. l’erica, che raggiunge la massima fioritura in questo periodo.
Con i fiori e le foglie di lavanda, iperico, rosmarino, ruta e mentuccia, immersi in fusione nell’acqua, si otteneva l’acqua di San Giovanni; si lasciava il catino per tutta la notte all’aperto e alla mattina le donne usavano quest’acqua per lavarsi: avrebbe aumentato la loro bellezza e allontanato le malattie
Le erbe raccolte venivano utilizzate per prepare infusi e liquori, ogni paese aveva il suo “elisir d’erbe”
Vino alla lavanda700 ml di vino bianco, 2 cucchiai di fiori di lavanda, 1 cucchiaio di miele
Portare il vino ad ebollizione, aggiungere i fiori di lavanda e il miele, togliere il tutto dal fuoco lasciando il coperchio e far riposare per 10 minuti. Filtrarlo e berlo tiepido. Vi farete una bevuta rilassante e molto gustosa

La rugiada
rugiadaLa rugiada raccolta in questa notte ha il potere di purificare e preservare dalle malattie. Per raccoglierla venivano stese lenzuola sull’erba in modo da poter utilizzare quella che calava nella notte Nei campi impregnati di rugiada vi si rotolavano giovani donne che desideravano molti figli. Bagnarsi gli occhi con la rugiada manteneva la vista buona

I presagi
bianchi d'uovoNella notte di San Giovanni si favorivano gli incontri e i fidanzamenti.
Un rito propiziatorio molto diffuso era quello di versare una chiara d’uovo in una bottiglia d’acqua e lasciarla sul davanzale tutta la notte; secondo la forma che prendeva si cercava di pronosticare il futuro.

I riti
raccogliere erbeSecondo la tradizione, raccogliere un mazzetto di erba di San Giovanni tiene lontano gli spiriti maligni. Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle per un anno intero serve come amuleto, contro le sventure.
Raccogliere 3 spighe di grano marcio e buttarlo nel fiume libera il grano maturo da erbe nocive. A mezzanotte raccogliere un ramo di felce e custodirlo in casa serve per aumentare i propri guadagni

La notte delle streghe
solstizio stregheLa notte tra il 23 e il 24 giugno era detta anche “la notte delle streghe” le quali, si dice, si radunassero a convegno sotto un albero di noci per preparare i loro sortilegi. Per difendersi da questi malefici alcune persone, prima di andare a dormire, ponevano dietro la porta di casa delle scope.

Il nocino
nocinoCome si e’ detto, la tradizione vuole che le noci vengano raccolte ancora acerbe, bagnate di rugiada, la notte di San Giovanni. Raccogliere 30 noci, spaccarle in quattro e metterle in un vaso a chiusura ermetica ricoprendole con un litro di alcool a 95°, alcuni chiodi di garofano, cannella e scorza di limone. Porre il vaso in luogo soleggiato e lasciar macerare l’infuso per 40 giorni. Filtrare il composto e unirlo ad uno sciroppo, precedentemente preparato e raffreddato, di 700 grammi di zucchero sciolto in 400 grammi di acqua bollente (una variante sostituisce l’acqua con vino bianco secco). Lasciarlo riposare un mese, filtrarlo di nuovo e imbottigliarlo. Attendere almeno tre mesi prima di utilizzare il nocino…….

Le lumache
lumacaLe lumache, in questa notte, assumevano un significato particolare; cucinare e mangiare questo alimento avrebbe preservato dalla sfortuna e dal malocchio
Disporre le lumache in un recipiente con poca acqua (avendo cura di mettere il coperchio) e lasciarle a bagno per un giorno e una notte. Alcuni consigliano di aggiungere latte per spurgarle internamente. Pulirle quindi con particolare cura e metterle a bollire finché non hanno smesso di schiumare, estrarle dal guscio, lavarle in acqua calda, cospargerle di sale e bagnarle con l’aceto; lasciarle riposare un ora e ripetere il procedimento. Avvolgerle in una sfoglia di pasta e friggerle in olio bollente. Spolverizzarle di erbe aromatiche, pepe aglio e zafferano irrorandole, infine, con succo di uva acidula.
La ricetta: Servono: 24 lumache gia’ pulite, 180 gr. di farina, mezzo bicchiere di vino bianco, 25 gr. di olio, 2 tuorli, 2 albumi, un pizzico di sale, 1 lt di olio per friggere, 200 gr. di succo di uva acidula, 1 cucchiaio di erbe aromatiche tritate, 1 spicchio d’aglio, 1 bustina di zafferano, pepe
Lavare l’uva, frullarla e passarla al setaccio, tritare le erbe aromatiche e aggiungerle al succo d’uva (in sostituzione foglie di salvia), unire lo spicchio d’aglio schiacciato, insaporire con lo zafferano, pepe, sale.
Impastare rapidamente la farina con il vino bianco, l’olio, il sale e i tuorli in modo da ottenere un composto omogeneo senza grumi. Montare a neve gli albumi e incorporarli delicatamente all’impasto. Avvolgere le lumache nella sfoglia e friggerle in olio bollente. La salsa va servita a parte.

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[1] Rita Cerimele: molisana di Agnone (IS), ama scrivere racconti memory, fantasy e favole. Compone poesie in tutte le sue forme, da quelle tradizionali, Endecasillabi e Sonetti a quelle più innovative, come l’Haiku e altri componimenti di origine giapponese traslitterati nella propria realtà occidentale. Tra le sue pubblicazioni si annoverano due favole adatte a tutti: “La Bambina con la Valigia Rossa” e “Abbiamo Tanto da Dire” Casa Editrice – Etica Edizioni.

Note:
Questo articolo è ripreso dal sito web “SaperiSapori” Associazone col titolo “Nocino, lumache e.. presagi, nella notte di San Giovanni” 

About Rita Cerimele

Rita Cerimele è nativa di Agnone (IS). Scrive libri di favole e poesie. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: “Lascia che il Tempo Corra” Ed. Mondi Velati; “La Bambina con la Valigia Rossa”, “Abbiamo Tanto da Dire” e “Haiku” tutto di Etica Edizioni.

Un commento

  1. …. Racconto dettagliato e ricco di informazioni, esposto con accuratezza e con simpatica partecipazione emotiva… Riti e ricette più o meno fantasiosi, ma tutti legati alla voglia del bel tempo e con esso alla ripresa di vita. Frenetica in questi giorni di inizio estate è stata sempre l’attività contadina, con il raccolto del grano, del fieno e dei primi frutti maturi… Tutto ciò metteva in fermento giovani e meno giovani, con pratiche e feste dopo il duro lavoro dei campi…

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