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“GARIBALDI”, L’EROE AGNONESE DELLA REPUBBLICA ROMANA

di Flora Delli Quadri

In Agnone, nel quartiere Ripa, c’era fino a qualche decennio fa un Sale e Tabacchi di proprietà della famiglia Di Primio, più nota come Famiglia “Garibaldi”.
L’attività si svolgeva in un locale molto spazioso situato all’ingresso e che permetteva anche l’accesso ai locali interni dell’abitazione.  Chiunque vi entrasse rimaneva colpito da un grosso ritratto posto in alto, sulla porta che immetteva nelle stanze, in cui era possibile ammirare un uomo con baffi e barba folti, uno strano cappello in testa, medaglie sul petto e sguardo altero. Nonno del proprietario Vincenzo, era proprio lui il “Garibaldi” che dava il nome al negozio e alla famiglia.

Più che narrare la sua storia, mi piace riportare qui di seguito le parole incise sulla lapide posta al cimitero, a suo perenne ricordo.

 QUI RIPOSANO INSIEME

VINCENZO DE SIRE ED EUFEMIA CAMPERCHIOLI SUA PRIMA CONSORTE

DONNA ASSAI PREGIATA PER LE SUE DOMESTICHE VIRTÙ

L’UNO MORTO CRISTIANAMENTE A 68 ANNI 7 FEBBRAIO 1900

DOPO UN TRISTISSIMO MORBO INTESTINALE

L’ALTRA TUTTA RASSEGNATA MORTA A 62 ANNI 6 LUGLIO 1890

VITTIMA ANCH’ESSA DI UNA ACUTISSIMA CEREBRITE.

 ……

VINCENZO DE SIRE

SIN DA GIOVINETTO DIMORANTE A ROMA COL SUO FRATELLO MAGGIORE

SI FECE SOLDATO DELLA NOBILE REPUBBLICA ROMANA DEI 1848-49

SOTTO GLI ORDINI DEL DUCE SUPREMO GIUSEPPE GARIBALDI

COMBATTÈ FUORI E DENTRO LE MURA DELLA CITTÀ ETERNA

FINO A CHE CADUTA GLORIOSAMENTE QUELLA REPUBBLICA

LA VECCHIA POLIZIA PONTIFICIA LO SOPRAFFECE

E TRASFERITO DA UNA CARCERE ALL’ALTRA DELL’EX REGNO BORBONICO

FU RICONDOTTO IN PATRIA DOVE BEN PRESTO

PER L’AMNISTIA CONCESSA TORNÒ AD ESSERE LIBERO CITTADINO.

…..

VINCENZO DE SIRE

PER LE SUE RISAPUTE AVVENTURE GARIBALDINE

S’EBBE DALLA INTERA CITTADINANZA AGNONESE

IL NOMIGNOLO DI GARIBALDI DI CUI SI TENNE ALTAMENTE ONORATO

FU UOMO ASSAI POPOLARE DEDITO ASSIDUAMENTE AL LAVORO

AMÒ FORTEMENTE LA SUA FAMIGLIA.

PER LUNGO TEMPO A RICONOSCERE I SUOI MERITI POLITICI

MODESTO COM’ERA NON CHIESE MAI NULLA AL GOVERNO.

NEGLI ULTIMI TEMPI PERÒ FU ANCH’ESSO TRA GLI ALTRI

INSIGNITO DI QUATTRO MEDAGLIE DI ONORE

QUANTI I QUATTRO SPLENDIDI FATTI DI QULL’ERA GLORIOSA

SE MORTE NON FOSSE SOPRAGGIUNTA INASPETTATAMENTE

CROCE DI CAVALIERE AVREBBE DECORATO IL SUO PETTO.

….

MARIANNA SUA PREDILETTA FIGLIA

CON SUO MARITO RICONOSCENTE STEFANO DI PRIMIO

AD ETERNARE LA MEMORIA DELL’AMATISSIMO GENITORE

PROFONDAMENTE COMMOSSA

PONE QUESTA LAPIDE NEL SUO PRIMO ANNIVERSARIO

 

“Mamm’Annina”, diceva mia madre quando si riferiva Marianna, che in pratica era la sua nonna materna, dunque la mia bisnonna. I suoi figli (di Marianna de Sire e Stefano di Primio) erano cinque. Nell’ordine:

1-Emma, che sposò Cosimo Antonelli, i cui figli sono Filomena, Nicolino e Martino Antonelli;

2-Eufemia, che sposò Pasquale Pannunzio (mia nonna e mio nonno) i cui figli sono: Giuseppe, Chiara (mia madre), Antonino, Ermanno (disperso in Grecia), Vincenzo Pannunzio;

3-Isolina, che sposò  Giuseppantonio Galasso, i cui figli sono Maria, Salvatore, Giovanni Galasso;

4-Dina, che sposò Benedetto Carlomagno, i cui figli sono: Giovanni, Antonio (Tonino), Teresa, Mario, Delia Carlomagno

5-Vincenzo, che sposò Lina (sorella di mio padre) e gestore della tabaccheria alla Ripa, i cui figli sono: Anna, Stefano, Giorgio Di Primio.

A Vincenzo de Sire, il Comune di Agnone, qualche decennio fa, ha intitolato una strada, più propriamente un’ampia traversa di Viale Marconi attigua e parallela al viale che dà accesso alla Fonderia delle Campane.



 

Le foto della lapide mi sono state gentilmente inviate da Armando Sammartino; la foto di Vincenzo de Sire è tratta dall’album di Angelo Mastronardi

About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

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