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Franco Giorgio Marinelli. Che peccato, che peccato!!!

di Enzo C. Delli Quadri

Negli anni scorsi ho avuto modo, in più occasioni, di dialogare a distanza con Franco Giorgio Marinelli. L’ho fatto con ironia o richiami satirici, ma sempre “chiamandolo a fiori”. Egli, nella sua posizione dominante, non s’è curato molto di me, semplice cittadino, tanto da citarmi raramente e, comunque, “rispondendomi a picche”.

Ciononostante, ho continuato a considerarlo un amico (tutti i miei paesani sono per me amici) e ho continuato a dialogare con lui direttamente e indirettamente. Ultimamente l’ho tampinato fino ad ottenere un incontro di tipo “politico”, durante il quale ho potuto illustrargli meglio il Progetto ALMOSAVA (http://www.altosannio.it/almosava-cose-cosa-non-e/).

 Al termine dell’incontro fui autorizzato a comunicare, a tutti gli amici di ALMOSAVA, che egli, pur denunciando difficoltà nella realizzazione del Progetto, era, tuttavia, favorevole. Non mi limitai a comunicare la cosa sui social networks, lo feci anche durante manifestazioni pubbliche e private. In uno spirito di massima coesione territoriale, egli mi fece anche il nome di Maurizio Cacciavillani (di parte politica avversa) come persona capace e idonea a sostenere il Progetto. Ne ricavai l’ impressione di una chiara presa di coscienza di fronte al disastro demografico (spopolamento), patrimoniale (azzeramento dei valori patrimoniali e fondiari), economico (stesse imposte e scarsi servizi) e sociale (tanti vecchi sempre più soli), che ha sconvolto il nostro territorio.

 Grande è stato il mio stupore di fronte alla lettura dell’intervista che egli ha rilasciato alla giornalista Adele Moauro, riportata su Nuovo Molise di ieri, 6 maggio 2012 e qui riprodotta:

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Adele Moauro: Cosa si può fare di più in Molise?
Franco Giorgio Marinelli:
Rivedere tutto l’assetto istituzionale, nel senso di limitare la spesa che viene dagli Enti, i quali devono assolutamente subire una seria revisione. Il Molise ha due provincie, numerosissimi dipendenti regionali, ha insomma bisogno di essere riordinato dal punto di vista amministrativo. Non sono contro il taglio delle Provincie, penso anzi che bisognerebbe affrontare seriamente ed adeguatamente il tema. Più in generale, io che tengo moltissimo all’autonomia della regione Molise, sono consapevole del fatto che, se vogliamo mantenerla – cosa che io voglio – bisogna tagliare e tagliare ancora, e anche molto.

Adele Moauro: Il movimento Almosava propone una soluzione in questo senso, almeno per il nostro territorio…
Franco Giorgio Marinelli:
Ammiro molto il movimento ed i suoi sostenitori, in quanto si tratta di un tentativo nobile e concreto di risolvere i problemi di quest’area così disagiata e di questa popolazione, alla quale tengo moltissimo e per la quale ho dato moltissimo, al di là di ciò che si vuole far credere. Tuttavia, personalmente non credo nel progetto Almosava perché lo ritengo di difficilissima attuazione, tecnicamente parlando. Rinnovo però il mio apprezzamento per quanti si stanno impegnando.

Adele Moauro: Altre soluzioni per lo sviluppo?
Franco Giorgio Marinelli: Sicuramente puntare sul turismo, che è la vera carta vincente, e sull’artigianato.

Adele Moauro: A proposito di turismo, cosa pensa della mobilitazione per la tratta Carpinone-Sulmona?
Franco Giorgio Marinelli: Penso che non si possa assolutamente ripristinare, ma certamente ‘riutilizzare’ in chiave turistica, e in merito sono anche intervenuto in Consiglio. Chi propone questo fa un’ottima cosa, ma ciò che serve sono i finanziamenti, e, a questo punto, è forse più opportuno puntare sull’utilità: ci sono tante problematiche sui trasporti, ci sono treni che vengono regolarmente presi con grossi disagi da parte della popolazione. Credo che bisogna puntare soprattutto su questo, e poi, se c’è disponibilità, ben venga anche il resto.

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Leggendo l’intervista non sapevo che pensare. Di getto, ieri ho postato un commento in cui, ironicamente, ho confessato che noi cittadini non siamo in grado di comprendere bene quel che i politici ci dicono. Facciamo confusione. Quindi è probabile che abbia capito male quel che si disse nell’incontro, come è probabile che abbia capito male il senso dell’intervista su riportata, come è probabile che la giornalista abbia riportato male il suo pensiero.

Vediamo se riesco a fare un po’ di chiarezza:

 Franco Giorgio Marinelli parla di revisione dell’assetto istituzionale ma dà al termine revisione un significato che non è il suo, in quanto lascia chiaramente intendere che il tutto dovrebbe concretizzarsi in  riordino amministrativo. Ora sappiamo tutti che un conto è la revisione dell’assetto istituzionale e un conto è il riordino amministrativo, per cui, caro Franco Giorgio, è facile fare riferimento al Famosissimo Gattopardo di Giuseppe Tommaso di Lampedusa, “cambiamo tutto perché nulla cambi”. Ma al di là di questa ulteriore battuta ironica, gli italiani, tutti, salvo i politici, sono stufi di questi atteggiamenti tartufeschi. Gli italiani, tutti, salvo i politici, sono stufi di sentir parlare di difesa dell’autonomia, per poi ritrovarsi a sostenere i costi di Comuni di 70 abitanti, Comunità Montane a livello del mare, Provincie create senza alcun riferimento ad una linea storica-culturale-linguistica, Regioni con un numero di abitanti pari a quelli di un viale di Roma.

Non sarebbe meglio scendere dal famoso “pero” prima che esso cada, rosicchiato da “vergogna” “disincanto” “sdegno” “intolleranza” ?

Io non credo che il processo in atto di trasformazione degli assetti istituzionali possano essere fermato da questi fuorvianti tentativi dei politici attuali. Io sono convinto che la politica non sia più in grado di sostenere il confronto con l’ economia e la finanza.

 Pertanto il cambiamento, volenti o nolenti, avverrà.

 L’ordinamento statale attuale prevede o meglio prevedeva

  1. lo Stato,
  2. le Regioni,
  3. Le Province,
  4. le Comunità Montane,
  5. i Comuni,
  6. i Municipi (dentro le grandi città)

cioè, ben 6 livelli di gestione amministrativa, con tutti gli sprechi possibili e immaginabili.

 L’ordinamento NUOVO su cui si sta lavorando è il seguente:

  1. lo Stato,
  2. le Regioni (anche macro),
  3. i Comuni con più di 5000 abitanti o LE UNIONI  DI PICCOLI COMUNI O ASSOCIAZIONI DI COMUNI 

In totale, 3 livelli di gestione.

 In questo nuovo ordinamento,

  • ALMOSAVA prospetta di diventare una  AREA MUNICIPALE fedele ad una linea storica-culturale-linguistica omogenea.  Non va dimenticato, infatti, che L’ Almosava =  Alto Molise Sangro Vastese = Diocesi di Trivento = Alto Sannio, una storia lunga secoli.
  • ALMOSAVA vuole che venga riaggregata quella terra che, 50 anni fa, fu, con provvedimenti legislativi bislacchi, sottoposta a ben 4 Province.
  • ALMOSAVA vuole il riscatto  dei Paesi di Montagna di Confine, sia molisani che abruzzesi, che hanno subìto, per effetto di quei provvedimenti, un ineguagliato disastro demografico (spopolamento), patrimoniale (azzeramento dei valori patrimoniali e fondiari), economico (stesse imposte e scarsi servizi) e sociale (tanti vecchi sempre più soli),

 E’ di tutta evidenza che se ci si limita a dire che “personalmente non credo nel progetto Almosava perché lo ritengo di difficilissima attuazione”, vuol dire una sola cosa: si VUOLE o si ASPETTA passivamente, in piena complicità, che Isernia continui a dominare il territorio, restando Provincia (cosa da escludere) o chiedendo di riciclarsi essa stessa in AREA MUNICIPALE.

Me lo immagino Franco Giorgio che, con Iorio, inaugura un altro auditorium di 50 milioni di euro (così dicono), mentre i suoi conterranei per andare da Agnone  a Roio del Sangro o Villa Santa Maria o a Castel di Sangro o a Pescara devono percorrere strade sterrate. Me lo immagino mentre sarà costretto a votare delibere di finanziamento molto discutibili per il mantenimento di una struttura regionale inefficace e sprecona, mentre i paesi di confine abruzzesi e molisani devono rinunciare alla linea ferroviaria Sulmona-Carpinone (??!!??)

Caro Franco Giorgio (non so se dopo questo articolo accetterai ancora l’appellativo di caro), ricorda che ALMOSAVA è L’OCCASIONE D’ORO,  per i piccoli comuni di confine di montagna dell’ALTO MOLISE SANGRO VASTESE, per liberarsi dal giogo di 4 province (l’AQ CB CH IS) che  hanno fatto strame dei loro territori, dei loro patrimoni e delle loro risorse umane. Hai la possibilità di smentire la mia interpretazione (ne sarei felice) e ripensare la tua strategia politica; in caso contrario, potrai godere di tanti benefici, ma non più della mia stima  e di quella di tantissimi altri tuoi conterranei (di cui, immagino, se manterrai una posizione negativa, farai volentieri a meno).

Analogamente godranno di disistima e altro ancora quel sindaci dell’Alto Molise Sangro Vastese che vorranno continuare ad annullarsi sulle posizioni dei demagoghi regionali o provinciali attuali che si ricordano del nostro territorio solo in occasione delle elezioni politiche.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

10 commenti

  1. Credo sia l’ennesima conferma di quanto poco contino gli amminstratori nel quadro nazionale ed a sua volta internazionale.
    Sono scimmie ammaetrate golose di banane e noccioline, avute quelle per aver tamponato la rivolta popolare, si risiedono sulle loro bucce ed aspettano che arrivino altri insegnamenti per altre noccioline.
    Non è pressapochismo il mio. Ho toccato con mano quanto ottusi e arroganti siano ancora coloro che arrivano a governare. Credo che l’errore di fondo sia nel fatto che chi si propone anche se inizialmente è in buonafede, arrivato a dover mettere in atto il suo progetto trova il muro; o si corrompe o denuncia ed esce dalla politica. Fino ad ora non ho conosciuto nessuno che si sia dimesso smascherando il sistema. Dovremmo ritornare a proporre. noi cittadini, il candidato a rappresentarci.

  2. Assunta Cacciavillani

    Auguri ,caro Enzo! Per quanto riguarda il tuo articolo sono pienamente d’accordo con te.Bisogna insistere con queste persone ed il tempo e i giovani (speriamo!) ti daranno ragione, buon lavoro

  3. Ho scritto più di una volta che per quanto riguarda il nuovo assetto istituzionale e gestionale delle autonomie locali, la strada ormai è tracciata ! Ognuno di noi da semplice cittadino ,ad amministratore comunale, provinciale e regionale,a rappresentanti delle Istituzioni e chi ne ha più ne metta,può scrivere, commentare, dare giudizi, espremire opinioni, rilasciare interviste e quanto ancora, non potrà, certamente, modificare gli eventi e le necessità ormai ineludibili di cambiamento radicale degli assetti territoriali.Non servono polemiche o altro genere di cose, serve realismo , idee e comportamenti nuovi e non si possono più commettere errori che hanno portato il territorio Alto Molise, Sangro e Alto Vastese al depauperamento sociale, economico e demografico.Orbene, la strada è ormai tracciata!!

  4. osvaldo evangelista

    Piena solidarietà, reggi forte il timone per non incappare negli scogli che la casta frappone alla rotta giusta. Non è sui politicanti che occorre lavorare bensì sulla gente che questi da sempre prendono in giro. Valvassini i nostri rappresentanti regionali di valvassore/satrapo esterno al Molise dal quale aspettano ordini e nominativi da inserire nelle nostre istituzioni, altrimenti non avrebbero fatto votare alla nostra gente deputati e senatori beneventani o siciliani. Il nuovo ordine impartito e ricevuto da qualche tempo è molisannio o molidaunia o molicaserta e chi più ne ha, più ne metta; la casta molisana ne avrebbe il suo contentino però le istituzioni sarebbero inondate completamente da amministratori provenienti da zone più popolose dove la democrazia non ha casa. Nell’immediato l’immagine del Molise sarebbe messa ancora di più sotto i piedi, ( già provvedono abbondantemente i politicanti di tutte le specie. Quindi rilanciamo quell’immagine pulita che al Molise spetta, cioè di regione dell’talia centrale.Si lavori a tutti i livelli per fare cio, perchè spesso è una cenerentola sconosciuta. Volutamente o per ignoranza il Molise è ascritta ad un profondo sud (sud dominato da tutte le mafie). Quando è venuto il Papa ad agnone alcuni giornali scrivevano che era andato in Irpinia; nella trasmissione serale dei pacchi, è stata messa all’ultimo posto dell’Italia del Sud con la forzatura dell’Emilia Romagna nell’Italia centrale; nelle previsioni del tempo avvolte è indicata nel centro altre al sud. Nella nostra gente viene quasi inculcata l’idea di regione del sud, cosa che non corrisponde al vero forse tranne che per qualche lembo che d’altronde apparteneva alla Capitanata. Si lavori anche in questa direzione, Personalmente ho fatto più volte segnalazioni però se le stesse fossero fatte da un’associazione avrebbero di sicuro un altro effetto.-

  5. Domenicangelo Litterio

    Caro Enzo,
    ho letto l’intervista e la tua successiva valutazione; a dire la verità non ho potuto trattenere un sorriso: m’è parso di capire che non ti spettavi il triste “mi piace ma non lo voglio” di Marinelli. Eh! caro mio, è ancora niente!
    Altri potrebbero fare peggio, cioè continuare a dire “condivido – sono con voi ” e poi operare nelle sedi giuste e con tutto il peso delle loro cariche, a distruggere questa idea vincente che si chiama ALMOSAVA.
    Se avessimo o avessimo avuto politici di mentalità e spessore diverso non ci troveremmo in queste condizioni e non ci sarebbe bisogno, oggi, di ALMOSAVA.
    Dunque avanti con il nostro lavoro; non si può chiedere al cane che ha l’osso in bocca di mollarlo spontaneamente; lo farà da solo quando sarà servito un piatto diverso.

  6. Esther Delli Quadri

    Coraggio, non è mica solo la costa che ha la casta!

  7. Luciano Scarpitti

    Scusate, ma non condivido questo clima da “guerra santa”. Cerchiamo di non infangare tutto e tutti alla maniera dei grillini; ragioniamo con un minimo di freddezza. Cosa ha detto Marinelli? “Mi piace ma è difficile”. Cosa poteva dire di diverso? Pensavate che potesse imbracciare la nostra bandiera? Illusione! Per lasciare il posto a qualcuno peggiore di lui? Andiamo, non facciamo i bambini! Vediamo invece le cose come stanno. Perchè, a mio avviso, è valido il progetto almosaviano? Perchè è strettamente collegato al territorio. E questo è un valore assoluto nel momento in cui l’Europa cerca di invadere l’area di competenza degli stati nazionali, questi tendono a togliere potere alle regioni e queste a loro volta vorrebbero affossare le province, le quali sono messe in difficoltà anche dai comuni. Per questo motivo l’anello debole della catena appaiono le province. Ma siete tutti veramente convinti che sia proprio così? O gli enti seriamente inutili non siano le regioni? E’ evidente che in questo marasma nessuno può obiettivamente credere di essere assolutamente nel giusto. Allora come si poteva pensare che Marinelli potesse lanciarsi in una iniziativa per lui del tutto avventurosa. Io personalmente credo che gli enti inutili siano proprio le regioni, mentre gli enti legati strettamente al territorio, come progetta ALMOSAVA, abbiano un concreto significato per il futuro. La Regione Molise, che va da Capracotta e dai monti del Matese al Mare di Termoli e Campomarino, che senso ha? A quali esigenze deve dare la priorità? Allora si dovrebbe provvedere a definire meglio gli enti territoriali sia comuni, accorpandoli, che province e rinunciare con un atto di coraggio alle regioni. Ma questa sarebbe la terapia giusta per l’Italia? Chissà. A tutto questo si aggiunga che, come dice giustamente Litterio “se avessimo avuto politici di mentalità e spessore diversi non ci troveremmo in queste condizioni”.

    • Enzo C. Delli Quadri

      Ti pare, Caro Luciano che a me piaccia che il nostro Progetto viaggi in un clima da “guerra santa”?
      Se Franco Giorgio, avesse detto “Mi piace ma è difficile”, ripetendo, così, quello che aveva detto a me nell’incontro “politico”, sta certo che lo avrei ringraziato di nuovo, perchè è la stessa cosa che diciamo tutti noi che lo stiamo costruendo giono per giorno e cioè “CI PIACE MA E’ DIFFICILE”.
      Purtroppo, a meno che la giornalista abbia male riportato le parole di Marinelli, egli ha detto “NON CREDO NEL PROGETTO ALMOSAVA PERCHE’ E’ DI DIFFICILE REALIZZAZIONE, TECNICAMENTE PARLANDO”.
      Salvo smentita, che finora non c’è stata, le parole hanno un significato preciso. Egli ci apprezza ma ci fa sapere che NON crede nel Progetto, mostrando una posizione chiaramente passiva e inconcludente, anzi controproducente rispetto a quanto mi aveva autorizzato a comunicare a Te e agli altri nostri amici. Ovviamente la cosa mi è dispiaciuta moltissimo. Ma al dispiacere si è aggiunto il disappunto e il malumore perchè egli, nel parlare di difficoltà tecniche, dà una notizia chiaramente errata: tu lo sai, non esistono difficoltà tecniche, ma solo difficoltà politiche (come saranno le sue) oppure di disinformazione, oppure di convenienza, oppure di malaffare, oppure di menegreghismo.
      Potevo, io, rimanere in silenzio, avvalorando così la sua, per noi errata, posizione?
      Perchè noi, diversamente da lui diciamo: “Il Progetto ci piace anche se è difficile, ma CI CREDIAMO e speriamo che ci credano la maggiornanza della popolazione e dei sindaci della zona, come sta già avvenendo, dopodichè, le difficoltà tecniche andranno a farsi benedire.

  8. Luciano Scarpitti

    Certamene, caro Enzo, la frase riportata sul giornale è più negativa di quella detta a te, ma non puoi dimenticare che Marinelli è uomo del sistema e che la tua e nosta iniziativa quel sistema lo va a scardinare. Io, nella mia modesta capacità di visione politica, ho cercato di darti una rappresentazione di quello che potrebbe accadere da qui a 20/30 anni, non domani. Detto questo, continuiamo a batterci per il nostro territorio montano senza demonizzare nessuno, ma cercando di far maturare le situazioni e con esse gli uomini e le donne dei nostri paesi.

  9. Vittorio Battista

    Caro Enzo,
    non ti fare scrupolo del “caro” e “non caro” tratta a pesci in faccia  e senza timore reverenziale
    questi personaggi avvezzi a tutto e capaci di tutto!Anzi,ti raccomando:stai attento a non farti
    rapinare lo scettro dalle mani come fece il padre che, alla nostra festa del “mac p100”,con una
    mossa infame e violenta,mi rapinò di tutto ciò che avevo raccolto  cno la vendita di biglietti e coccarde! Mi sentii perso perché ero responsabile nei confronti dei compagni di classe che
    all’unanimità mi avevano dato questo incarico.L’infame aspettò che avessi finito la raccolta
    per intervenire come un falco nel momento opportuno abusando dei 18 anni di un ragazzo
    onesto,rispettoso e studioso.Perciò,attenzione,caro Enzo.Ma di una cosa devi essere certo:sia-
    mo qui noi a vegliare su di te,e siamo in tanti.Lo scettro è tuo e tu lo devi portare,con onore,
    fino alla fine,tu che hai partorito questa idea geniale già da anni.
                                                                                        Un abbraccio,vittorio 

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