Home / Cultura / Cultura Popolare / Fontanella di Trivento

Fontanella di Trivento

Versi di Luigi Lozzi

Fontanella-di-Trivento-fotoFontanella di Trivento

Se potessi abbracciare, ad occhi chiusi, questa fontanella
e potessi, come in un sogno, chiederle di dispensarmi
quanto di diverso ha profuso nel tempo,
le chiederei di inondarmi di memorie
per poi guardarmi bene dal togliere subito
quei panni così tanto pregni ed intrisi di ricordi.

Li riporrei gelosamente
nello scrigno dei frammenti  del mio trascorso
per palpare con gioia, quando ne ho voglia,
la perduta freschezza della mia infanzia,
gli amori , le gioie, i sogni, i desideri
e le pulsioni della mia prima gioventù.


La nota descrittiva e la foto sono state pubblicate da ” Un gradino al giorno”

Passeggiando tra i numerosi vicoli e piazzette che compongono il tessuto urbano antico, è possibile scorgere numerose fontane che ancora oggi forniscono approvvigionamento idrico di ottima qualità e ornano l’abitato.

L’attenzione che i Romani hanno sempre avuto per la distribuzione dell’acqua pubblica, in quanto era considerata un dono degli dei e quindi sacra, a Trivento trova traccia nelle sue numerose fontane come reminiscenza del suo passato “Municipale”.

Le fontanelle, nella maggior parte dei casi, sono realizzate in ghisa e poggiano su una alta base in pietra calcarea bianca (la stessa che compone la pavimentazione delle strade e della scalinata monumentale) che a sua volta è inserita in una piattaforma quadrangolare in pietra, una sorta di vaschetta i cui margini in rilievo permettono di raccogliere l’acqua che fuoriusce dalla fontana.

Le Fontanelle sono dislocate in piazzette che un tempo divenivano un luogo dove incontrarsi e trascorrere del tempo mentre con le conche in rame si prendeva l’acqua. Esse hanno mantenuto la loro collocazione originale solo alcune sono state spostate o rimosse, un esempio è la fontanella che si trovava a lato della chiesa di San Nicola , e si incontrano lungo gli assi viari principali di un tempo. La maggior parte è collocata entro quello che era il perimetro delle mura antiche (oggi non più visibili) o a ridosso di esso e riceveva l’acqua dal grande Serbatonio situato nella parte più alta del colle ove sorge Trivento. Proprio dal serbatorio parte la distribuzione dell’acqua che arriva nelle abitazioni private e che ancora alimenta l’acqua pubblica del centro storico. L’unica fontanella posizionata al di fuori dell’abitato originario è quella situata all’inizio di Corso B. Mastroiacovo che da sempre accoglie le persone che giungono in paese.

Assieme alle fontanelle citate vi sono le Fontane Monumentali: la Fonte di Santa Maria ubicata su via Fonte la Porta, a ridosso di una delle torri difensive del circuito delle mura, rivestita da laterizi; la Fontana in pietra che da il nome alla grande piazza del paese, Piazza Fontana, realizzata a seguito della fase di espansione settecentesca e dei primi anni dell’Ottocento del nucleo urbano originario; la fontana detta “Citerna” su via Cisterna fuori dall’abitato e composta da una lunga vasca in pietra con cannelle per l’acqua.

Se questa breve descrizione ha suscitato in voi curiosità, non vi resta altro che venire a trovarci e trascorrere qualche ora passeggiando tra i vicoli alla ricerca di tesori da scoprire.

 


 Luigi Lozzi, triventino per merito materno, ama i territorio triventino perché rappresenta quanto di più semplice ed onesto possa concepirsi.

 

 

 

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.