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Fondovalle Fresilia: milioni buttati al vento.

Ho letto, basito, queste frasi riportate su Primo Piano Molise dell’8 settembre 2013, a firma di Adelina Zarlenga.

Fondovalle Fresilia

 “Parte da Agnone la battaglia per completare la fondovalle Fresilia: Nei giorni scorsi sopralluoghi e incontri tra il comune della cittadina, amministratori di Frosolone e referenti provinciali per discutere sul futuro dell’opera, indispensabile per collegare l’Alto Molise con Campobasso. È una delle opere che, se completate, potrebbe segnare una svolta per l’Alto Molise, ma anche per l’intera regione. Una di quelle strade strategiche che riuscirebbe, finalmente, a far uscire il territorio di montagna dall’isolamento, segnando le basi per lo sviluppo socio-economico dell’area alto molisana e mettendo un freno allo spopolamento. È la fondo valle Fresilia, arteria di vitale necessità, collegamento indispensabile tra la Trignina e la Bifernina e dunque tra l’Alto Molise e Campobasso. Tragitto su cui il Comune di Agnone vuole intraprendere una battaglia, all’insegna del completamento dell’infrastruttura……..”.

Non credo di sbagliarmi se dico che siamo in presenza di una situazione, satiricamente, tafazziana, masochistica.

Sarebbe interessante conoscere analisi, documenti, elaborati da cui si evinca che il collegamento superveloce dell’Alto Molise con Campobasso, porterebbe sviluppo economico, istruzione, lavoro; se esistessero, andrebbero ben monitorati e vagliati, per comprendere quali reali interessi sono dietro questa opera, per me non solo inutile, ma addirittura dannosa, per l’Alto Molise.

Quel che, viceversa, appare chiaramente è che, con quest’opera milionaria, L’Alto Molise, zona economicamente depressa, verrebbe collegato velocemente con un’altra zona, che, con la programmata scomparsa di province e piccole regioni, sarà più depressa dell’Alto Molise. È risaputo che, nel capoluogo regionale e attorno ad esso, la politica industriale, turistica ed economica, in generale, è del tutto latente.

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Un modo davvero singolare di traguardare il futuro degli altomolisani: verrebbero definitivamente agganciati al Biferno, alla Daunia, al Sud Italia. Non è bastata la lezione che è derivata dalla creazione della provincia di Isernia, quando l’Alto Molise fu agganciato alla Campania e al basso Lazio. Se ne vuole un’altra.

Ma, se sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Ho l’impressione che, su questa superstrada, viaggino gli interessi di chi, credendo che le istituzioni provinciali e regionali resteranno così come sono ora, cerca di crearsi, in buona fede, percorsi di carriera politica: se così fosse, sbaglierebbe a danno di sé stesso e della popolazione. Un vero suicidio. Ecco perché ho parlato di situazione tafazziana, masochistica.

Meglio sarebbe se quei soldi venissero spesi per collegare l’Alto Molise a Pescara, la città deputata a diventare punto di riferimento della Marca Adriatica (territorio che comprende tutte le nazioni che si affacciano sull’Adriatico) e, di conseguenza, il Centro Propulsivo Turistico e Industriale di tutto il Centro Italia Adriatico.  L’Alto Molise, con tutti i suoi amministratori locali, dovrebbe battersi, quindi, per collegarsi a Pescara e non a Campobasso.

Purtroppo è risaputo che le cose ragionevoli sono difficili da realizzarsi, in Italia.

Enzo C. Delli Quadri.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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