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Filastrocche dell’Altosannio, in tempo di quaresima

da Le Feste di Agnone  di Domenico Meo [1]

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Il tempo quaresimale era vissuto con devozione, all’insegna delle preghiere e delle astinenze. Un antico modo di dire recita:

Quarésema puverèlla
che na péscia e na sardèlla
nu scuocchiere de cepolle
e nu pejètte de fafe a molle.

Quaresima poveretta
con un pesce e una sarda
una buccia di cipolle
e un piatto di fave a mollo.

*****

Una tradizione antichissima lega le stazioni quaresimali alle sette parrocchie, come testimonia una filastrocca popolare, che ci guida nelle chiese parrocchiali tutte le domeniche, a partire dall’inizio della quaresima fino alla Pasqua, secondo questo ordine:

Sande Marche fa la zita,
Sande Piétre la marita,
Sand’Amiche fa le nozze,
San Biase se rosca l’ossa,
Sande Necola copre le crìuce,
Sande Middie da la palma,
Sand’Andògne se magna la carne.

San Marco fa la sposa,
San Pietro la marita,
Sant’Amico fa le nozze,
San Biagio rosicchia le ossa,
San Nicola copre le croci,
Sant’Emidio dà la palma
e Sant’Antonio si mangia la carne.

Quando si sfilava la penna dalla pupattola si diceva: Auojje spénna Sande Marche (oggi si sfila la penna nella parrocchia di San Marco) e così via per le altre domeniche.

La domenica era l’unico giorno in cui si mangiava la carne.

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[1] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

Musica: Chopin Nocturne No.5 in F sharp major Op.15-2
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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