Falegname

falegname

La lavorazione del legno è stata una delle prime arti dell’uomo: dalle clave e dalle lance agli albori della civiltà, alle canoe scavate nei tronchi d’albero, agli aratri usati nell’agricoltura, agli sgabelli a tre gambe fino alle complesse strutture dell’epoca moderna.

Fin dal Medioevo, in seguito al disboscamento delle foreste, il legno divenne un materiale sempre più costoso ed è per questo che le industrie di oggi fanno un uso sempre maggiore di materiali compositi come, per esempio, il compensato, il truciolato e il cartonfibra, prodotti che non si deformano con la stessa facilità del legno naturale e che non richiedano una lunga stagionatura. Prima degli anni ’50-’60 quasi in ogni famiglia vi era un falegname, o comunque qualcunoche sapesse lavorare il legno.

Il falegname vero e proprio si affermò in seguito al “boom” degli anni ’60, periodo in cui cominciarono a proliferare botteghe/laboratori su questo mestiere che, però, fu costretto a modernizzarsi se voleva stare al passo con l’industria.

Dopo gli anni ’60 infatti il falegname/artigiano si vedeva obbligato ad ampliare il suo spazio, inserendovi alcune macchine, necessarie per portare avanti la sua attività e per non correre il rischio di chiudere la bottega.

Ogni pezzo di legno racconta una sua storia fatta di tante trasformazioni subite nel corso della lavorazione, eseguita dall’artigiano diventato artista, grazie alla sua abilità creativa e alle sue capacità tecnico-pratiche. La tecnica dell’ intarsio, molto di moda nell’Italia e nella Francia del settecento, fa dell’artigiano un vero e proprio artista.

Le principali tecniche di lavorazione del legno sono l’intarsio, la carpenteria e l’ebanisteria. L’intarsio consiste nella decorazione dei mobili, soprammobili, strumenti musicali, ecc. con legni di diversa qualità o anche con altri materiali. Il lavoro dell’intarsio è affine a quello dello scultore e dell’ebanista, mestiere senz’altro più nobile. La parola deriva da “ebano”, un legno pregiato scuro, durissimo e pesante, che veniva e ancora oggi è utilizzato per lavorazioni particolari, soprattutto artistiche. Gli ebanisti, però, impiegano anche altri legni (come il mogano, il sandalo, il basso e il palissandro) e per eseguire pezzi piuttosto elaborati o che richiedono comunque particolare esperienza e grande abilità manuale.

________________________
Tratto da
http://www.mestieriantichi.altervista.org
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.