Evoluzione demografica e sociale a Chiauci dal 1500 al 2012

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di Adelaide Trabucco [1]

II, 1. 1. MANOSCRITTI - REGISTRI PARROCCHIALI - Chiauci, A. P. S. G. A. E. – elaborazione fotografica A.T.
II, 1. 1. MANOSCRITTI – REGISTRI PARROCCHIALI – Chiauci, A. P. S. G. A. E. – elaborazione fotografica A.T.

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Dai documenti conservati nell’Archivio parrocchiale, risulta che nel secolo XV vivevano nella Terra di Chiauci 30 famiglie, le quali nel 1500 crebbero a 56 e che nel 1600 aumentarono a 66. Di esse però ignoriamo il numero dei componenti. Nel Libro del Stato dell’Anime compilato con estrema precisione da d. Domenico Sferra, Arciprete della Parrocchia di S. Giovanni Evangelista dal 1693 al 1719, è registrato che nel 1693 vi erano nella Terra delle Chiavi 283 Anime e 52 Famiglie[2]. Tra gli esiti della Cappella del SS. Sacramento in riferimento al periodo 1764-65 viene registrato il pagamento al “Cursore che portò l’Editto per lo Stato delle Anime”[3]. I Libri dello Stato delle Anime sono fonte preziosa e non di rado unica di dati conoscitivi. I suddetti Libri nacquero e vennero compilati con fini prevalentemente pastorali, per conoscere l’adempimento degli obblighi sacramentali da parte dei fedeli. In caso affermativo, i nomi delle persone venivano fatti precedere dalle abbreviazioni: “C”, “Comunicato”, “Cr”, “Cresimato”, o “C Cr”, “Comunicato e Cresimato”.

   I Libri dello Stato delle Anime presentavano l’elenco nominativo degli abitanti di una parrocchia che il parroco compilava recandosi di casa in casa ed annotando il nome, il cognome, l’età e, nella Terra delle Chiavi, anche il tipo di parentela e a volte la professione di ciascun membro della Casa, nella quale venivano inclusi anche le serve ed i servitori. Così nella Descrizione dello Stato delle Anime riferito al 1721, faceva parte della Prima Casa, quella dei Baroni de’ Mari, “Giuseppa, figlia del q:m (quondam, “fu) Giovanbattista Di Pilla e q:m Dianora Terliotta della Terra delli Chiavici, serva delli detti (Baroni)”[4].

   I Libri del Stato dell’Anime indirettamente realizzano il censimento della popolazione. Da essi apprendiamo che nella Terra delle Chiavi gli anni successivi al 1693 conoscono un graduale, costante incremento demografico che si riscontra non tanto nella crescita del numero delle Famiglie ma in quello delle Anime. Nel 1706 vi sono 352 Anime e 61 Famiglie[5], nel 1719 le Anime salgono a 377[6], mentre il numero delle Famiglie rimane pressoché invariato fino al 1725, anno in cui l’Arciprete della Parrocchia d. Matteo de’ Cepollino registra 87 Famiglie e 373 Anime[7]. Nel 1780 il numero di abitanti è di 780 Anime, un dato pressoché invariato nel 1824 – 789 Anime – ma che nell’arco di circa un secolo cresce considerevolmente: nel 1901 vi sono 1166 Anime. Da quella data le più generali dinamiche dell’emigrazione investono anche Chiauci e la curva demografica della popolazione comincia a conoscere una costante parabola discendente: nel 1911 gli abitanti risultano essere 1058 e nel 1921 diminuiscono a 902. Agli inizi degli anni Trenta del XX secolo Chiauci risulta avere già dato, come l’intero Molise, un contributo massiccio alla migrazione transoceanica. Nello stesso secolo anche Chiauci risente del più generale incremento delle nascite promosso dal governo Mussolini, ma dagli inizi degli anni Cinquanta ricomincia una lenta fase di regresso del patrimonio demografico. Tuttavia mentre i flussi migratori del periodo prebellico interessano in gran parte i paesi extraeuropei, quelli del ventennio 1951-1971 si dirigono soprattutto verso i paesi europei industrializzati.

   Per una popolazione dedita principalmente all’agricoltura, oltre che alla pastorizia, non può non essere drammaticamente indicativo il dato che nel 1961 il parroco d. Livio Di Vincenzo annota nelle risposte al Questionario per l’imminente Visita Pastorale del 1961: “I lavori dei campi sono completamente sospesi”[8]. Sono dunque altissimi i costi sociali e culturali che la dolorosa pagina dell’emigrazione impone a Chiauci, cosi come all’intero Molise e al Mezzogiorno.

II, 1. 2 Il Lago e la Diga di Ponte Chiauci sul fiume Trigno – Chiauci – elaborazione fotografica A. T.
II, 1. 2 Il Lago e la Diga di Ponte Chiauci sul fiume Trigno – Chiauci – elaborazione fotografica A. T.

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Circa venticinque anni fa è stata avviata la realizzazione di una diga sul fiume Trigno che darà origine a un lago artificiale la cui acqua servirà Abruzzo e Molise. Oltre a fornire acqua ed energia, la diga di Chiauci  sarà, inoltre, sfruttata anche a livello turistico favorendo lo sviluppo delle attività sportive e ricreative, quali un parco giochi,. Attraverso un sistema idraulico innovativo, l’invaso avrà un livello di riempimento costante in tutto il periodo dell’anno. La diga sarà riempita in tre fasi – nel giugno 2011 è stata conclusa la prima fase con l’immissione nell’invaso di 5 milioni di mc, altri 9 milioni arriveranno nell’invaso nell’autunno prossimo. Entro maggio 2013 dovrebbe essere pienamente colmato.

   Chiauci è comune dal 1811 con la riforma voluta da Gioacchino Murat il quale decise che il Molise divenisse provincia a sé stante, e rimase comune autonomo fatta eccezione per il periodo 1927-1935 durante il quale venne aggregata a Pescolanciano. Attualmente Chiauci conta 277 abitanti: è innegabile la sua bassa densità demografica, sebbene la “Terra delle Chiavi” sia terra di antico insediamento umano, ricca di storia e di cultura, i cui abitatori sono sempre stati fattivi ed energici Cittadini della sua Università.

   Proprio per tale motivo è a nostro parere importante e necessario condurre una ricerca che, pur nella sua incompletezza, getti un fascio di luce sul passato, ed alle nuove e future generazioni consenta di conoscere alcune radici e ragioni spirituali, artistiche, umane che costituiscono un patrimonio di insospettata e commovente dignità e bellezza.

   A tal fine, punto di osservazione privilegiato è stata la Chiesa Madre, appellata incisivamente nei documenti – e tutt’oggi dalla popolazione – ‘la Matrice’, dedicata a san Giovanni, figura sublime di apostolo ed evangelista, e prototipo del discepolo di Gesù.

II, 1. 3. San Giovanni Evangelista teologo del silenzio – XVIII sec. - icona russa
II, 1. 3. San Giovanni Evangelista teologo del silenzio – XVIII sec. – icona russa.

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   Giovanni fa sempre parte del gruppo ristretto che il Signore Gesù prende con sé in determinate significative occasioni – citiamo soltanto la Trasfigurazione e la Veglia nell’Orto del Getsemani. È Giovanni che si trova ai piedi della Croce insieme con la Madre di Gesù il quale prima di morire a lui la affida. Nel quarto Vangelo, Giovanni è definito l’apostolo “che Gesù amava”[9], il quale durante l’Ultima Cena “reclinando il capo sul petto del Maestro”[10] ha ascoltato i battiti del suo cuore. Rivelandosi a santa Margherita Maria Alacoque, il Signore Gesù ha dato come modello di devozione al suo Cuore l’apostolo Giovanni, come guida più autentica per vivere nel suo amore. Ignoriamo con quanta consapevolezza sia stato seguito il ‘filo rosso’ del nesso tra l’apostolo Giovanni e il Cuore di Gesù, o se sia stata una provvidenziale ‘deoincidenza’ – un cristiano non dovrebbe credere nelle coincidenze – legata alla crescente diffusione della devozione verso il Sacro Cuore: di fatto sull’Altare Maggiore della Matrice di Chiauci intitolata a san Giovanni Apostolo ed Evangelista nell’abside in posizione centrale si trova il simulacro scultoreo del Sacro Cuore di Gesù! Ponendo il capo sul cuore del Maestro, l’apostolo Giovanni ha ricevuto quella folgorante intuizione che “Dio è Amore”[11]. L’attività di Dio, di conseguenza, nasce dall’amore ed è improntata all’amore. Significativamente Papa Benedetto XVI ha voluto iniziare la sua prima Enciclica con la lapidaria definizione giovannea “Deus Caritas est”. L’etimologia ebraica del nome “Giovanni”, “il Signore ha fatto grazia”, sembra rispecchiare il dono proprio dell’Apostolo di conoscere e “rivelarci le misteriose profondità del Verbo” tanto che a san Giovanni Evangelista la Chiesa domanda di impetrarle l’intelligenza penetrante della Parola di vita”[12].

II, 1. 4. Sacro Cuore di Gesù’ - sec. XX (metà) - Chiauci, Chiesa Madre di San Giovanni Apostolo ed Evangelista
II, 1. 4. Sacro Cuore di Gesù’ – sec. XX (metà) – Chiauci, Chiesa Madre di San Giovanni Apostolo ed Evangelista

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   Attorno e nella Chiesa Madre di S. Giovanni Apostolo ed Evangelista si sono sviluppate e si leggono le vicende e il vissuto storico e culturale degli abitatori della Terrae Clavicorum. Sono i Registri Parrocchiali dei Battesimi, Matrimoni, Morti, e Libri degli Stati delle anime redatti dagli Arcipreti, dai Curati Economi e dai Cappellani i quali si sono avvicendati nel corso dei secoli, a rivelare, direttamente o in filigrana, le vicende dei ‘Pastori’ che li hanno compilati e delle ‘Anime’ delle quali essi si sono presi cura. Molto significativi ai fini della ricerca sono gli Atti o “Libri de’ Battezzati, de’ Cresimati, de’ Matrimoni, del Stato dell’Anime, de’ Morti”, i Registri delle Cappelle, gli Esiti della Corte Baronale, i Questionari per le S. Visite Pastorali e la molteplice e ricca documentazione conservata dall’Arciprete d. Livio Di Vincenzo. Grazie a tale materiale è possibile perseguire il recupero della memoria storica e della società civile delle Terrae Clavicorum, e apprezzare la presenza della Chiesa nella realtà locale.

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[1] Adelaide Trabuccosannita, procede sulle orme culturali e artistiche dei genitori, Erminio Trabucco e Mattea Messina, svolgendo la sua attività di docente, iconografa, ricercatrice ed autrice nella  consapevolezza che la coscienza delle proprie radici dona le ali per l’armoniosa realizzazione del proprio futuro. info@adelaidetrabucco.it www.adelaidetrabucco.it
[2] A. P. S. G. A. E., Chiauci, D. SFERRA, Libro quarto del Stato dell’Anime, in AA. VV., Libro de’Battezzati, […] 1684-1736, op. cit., 1000r.
[3] A. P. S. G. A. E., Chiauci, AA. VV., Conti della Cappella del SS. Sacramento, 1712-1830, p. 171v.
[4] A. P. S. G. A. E., Chiauci, M. DE’ CEPOLLINO, Libro quarto del Stato dell’Anime, in AA. VV., Libro de’Battezzati, […] 1684-1736, op. cit., p. 1066v.
[5] Ivi, p. 1021r.
[6] Ivi, p. 1068v.
[7] A. P. S. G. A. E., Chiauci, M. DE’ CEPOLLINO, Libro quarto del Stato dell’Anime, in AA. VV., Libro de’battezzati, […] 1684-1736, op. cit., p. 1098v.
[8] A. P. S. G. A. E., Chiauci, L. DI VINCENZO, Quesiti per sacra Visita Pastorale di Trivento indetta da S. E. Pio Augusto, 1961, b. 3, fasc. 15.
[9] Gv 13, 23
[10] Cfr. Gv 13, 25
[11] 1 Gv 4, 8
[12] Cfr. Preghiera di Colletta S. Messa propria san Giovanni apostolo ed evangelista.

[divider] Copyright Adelaide Trabucco
Editing: Enzo C. Delli Quadri [divider]

 

 

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