Dicembre

Poesia di Rodrigo Cieri[1]

la_nebbia_agli_irti_colli_20120220_1836242067

Dicembre

Mentre la nebbie a la muntagne sajje
e ggià recopre tutte la vallate,
pensose a passe lente me ne vajje
guardenne cuštu mante ‘lluminate

da nu sole che ride ‘nfreddulite,
ma le fojje fa tante luccicà’
ch’ancore te’ lu file de la vite.
Nu ventecelle sente a suspirà’:

«Le cose ch’a la vište s’annasconne
t’accurge sempre forte la mancanze,
ma l’ucchie de lu core che va ‘ffonne

sa   cojje’ la presenze a la mutanze».
La nebbie mo’ se squarce nu mumente
e vede ca lu colle è cchiù lucente.

5 dicembre 2004

Dicembre

Mentre la nebbia alla montagna sale
e già ricopre tutta la vallata,
pensoso a passo lento me ne vado
guardando questo manto illuminato

da un sole che ride infreddolito,
ma le foglie fa tanto luccicare
che tengono il filo della vita.
Un venticello sento sospirare:

«Di cose che alla vista si nascondono
ti accorgi sempre forte la mancanza;
l’occhio del cuore invece va a fondo

e coglie la presenza al mutamento».
La nebbia or si squarcia per un attimo
e vedo che il colle è più splendente.

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Un commento

  1. Questo sonetto DICEMBRE è semplicemente bello! intimista e pacato, tocca l’anima del lettore e in un certo senso vuole farlo partecipe di “quel venticello”, che seppur segreto e lieve, squarciando la nebbia, riesce a far spaziare con lo sguardo nel fondovalle e rivedere le cose nascoste dalla nebbia, nella propria anima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.