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Dalla finestra di Marietta

di Rita Cerimele [1]

Il Santo Natale si avvicinava e come ogni anno, da quando si trovava rinchiusa nell’ospizio, la donna si abbandonava a strani pensieri: un mix di ricordi, riflessioni… Se solo qualcuno fosse andato a trovarla regalandole un sorriso! Uno solo le sarebbe bastato per ingannare il ritmo lento del tempo.

 

Marietta aveva lo sguardo perso, mentre guardava al di qua della ringhiera verde della portafinestra. All’improvviso, senza sapere perché, ricordò una certa frase che le diceva sempre suo padre quando ritornava dai lavori svolti in giro per l’Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia… Fu al ritorno di quest’ultima che lo sentì pronunciare: «Agnone, agnello, ladro, cornuto e masaniello» e, alla domanda su chi lo avesse detto, la risposta fu: Padre Pio. Ah bé pensò, «è un padre anche lui come il mio, e magari, adesso che si avvicina Natale, prepara l’albero per i figli, stipandoci sotto qualche regalino, per dare, poi, il merito al tizio vestito di rosso con barba e capelli bianchi».

Quest’anno, invece, il suo albero sarebbe rimasto vuoto. Forse avrebbero addobbato la stanza del pensionato con qualche lucina ballerina e nulla più. Lei avrebbe aspettato i Re Magi con i doni, pregando perché non smarrissero la strada, essendo il deserto pieno di predoni. E il Bambinello? Era rimasto segregato in un angolino della struttura fuori dal presepe. Bé sarebbe stato meglio nella mangiatoia, al caldo. Da lì, poteva osservare chi passava e poteva essere salutato con un semplice gesto della mano, ricevere un sorriso o addirittura un bacio. Ma babbo Natale aveva fretta di scendere dal camino con i suoi regali e il pianto, di un bambino in vista, lo avrebbe potuto spaventare.

Non ricordava più le parole dette ai parenti quando andavano a casa di sua madre e le davano la strenna di Natale o di Capodanno? La memoria a una certa età fa brutti scherzi. Oppure avrebbe atteso l’arrivo della befana. Aveva già appeso la calza rossa al pomolo del termosifone. Chissà perché la befana veniva rappresentata vestita di stracci, col naso a punta, la verruca enorme, sdentata, a cavallo di una scopa di rametti di bosco e un cappellaccio a cono…

Ripensava a tutte queste cose, mentre osservava le sbarre verdi come un prato in primavera o i pascoli dei monti. Sorrise tra sé, osservando il riflesso del brufolo a lato del naso, nella tazza di camomilla che le avevano appena portato. Stava crescendo a dismisura e lei non era preoccupata: si avvicinava Natale. Strinse la tazza con entrambe le mani scaldandole.

Insieme alla bevanda calda gustò una risata silente e pensò: «se babbo Natale fosse sceso sempre giù dal camino, prima o poi la fuliggine gli avrebbe annebbiato la vista e il bicchiere di latte si sarebbe rovesciato, i biscottini andati in frantumi sotto il suo peso, non certo dolce. La befana invece a cavallo della sua scopa avrebbe potuto sempre volare, portando con sé il mistero di ciò che verrà, la speranza di doni luminosi e l’attesa per il compiersi di un’antica magia…».

Musica
https://www.youtube.com/watch?v=uaonDVFyMWk

 


[1] Rita Cerimele è nativa di Agnone (IS). Scrive libri di favole e poesie. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: “Lascia che il Tempo Corra” Ed. Mondi Velati; “La Bambina con la Valigia Rossa”, “Abbiamo Tanto da Dire” e “Haiku” tutto di Etica Edizioni. È coautrice, per Fefè Editore, nell’Antologia narrativa “Streghe d’Italia reali o presunte” IV volume; e per la collana poetica “Ispirazioni” ed. Pagine.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

About Rita Cerimele

Rita Cerimele è nativa di Agnone (IS). Scrive libri di favole e poesie. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: “Lascia che il Tempo Corra” Ed. Mondi Velati; “La Bambina con la Valigia Rossa”, “Abbiamo Tanto da Dire” e “Haiku” tutto di Etica Edizioni.

Un commento

  1. cara Rita, questa credo sia una bella e raffinata fiaba che eguaglia in delicatezza un racconto vero… O il contrario? Eh, vicino al natale nell’animo umano si risvegliano i ricordi infantili , che sfumati dal tempo, sono dolci per tutti …E TU L’HAI SAPUTO BEN RACCONTARE, CON UN PIZZICO DI COMMOZIONE TUO E NOSTRO…
    Anche a me è accaduto ieri…con la mia nonna ‘NCHE LU MACCATIURE ‘NCAPE”

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